Grillo: più che tsunami tour è una possibile bomba atomica per una parte della vecchia politica

Scritto il alle 21:21 da Agata Marino

Più leggo e più mi guardo in torno e più mi rendo conto che il fenomeno Grillo esploderà in italia come una bomba atomica e farà molto male ai vecchi politici, a noi è ancora presto saperlo e il tempo ci dirà, persone come Casini, Fini, Mastella e altri che fanno parte della lista Montiana potrebbero non superare la soglia del 10% e devo ammettere che questo mi rasserena molto, ho appoggiato e sperato in Monti per molto tempo e, mi sono resa conto, che più il tempo passava e più il mega professore in economia con i suoi tecnici facevano danni, sono solo stati in grado di togliere il pochissimo anche dove non c’era e nulla hanno fatto per muovere l’economia, non parliamo dell’ambito lavorativo dove ci sono giovani che almeno un tempo lavoravano con partita iva a progetto e che oggi si sono visti non confermare i loro miseri contratti, non voglio parlare del disastro esodati li c’è gente che vive in un limbo e questo grazie a professoroni tecnici che ora sostengono di averci salvato, la cosa preoccupante è  che questa gente  potrebbe aver insegnato ai vostri figli o peggio ancora potrebbe continuarlo a fare.

Dovremmo domandarci: cosa potrebbe fare peggio d’altri Beppe Grillo?

 

Vuole uscire dall’euro? ma qui non mi preoccupa la cosa anche perchè la costituzione italiana ammette solo referendum abrogativi. Un referendum abrogativo sull’euro sarebbe quasi sicuramente giudicato incostituzionale. Articolo 75 della Costituzione italiana: “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”, ma magari questa cosa è sfuggita.

Ciò non toglie che il caso Grillo sa più di disperazione di un popolo stufo e per me una bomba è pronta per scoppiare. vi inserisco l’interessante articolo di Massimiliano Gallo che esprime pensieri condivisi sul fenomeno rivoluzionario che sta per scoppiare in Italia.

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A pochi giorni dalle elezioni del 24 e 25 febbraio i giornali italiani continuano a ignorare il Movimento 5 stelle, anche se l’ex comico e il Cavaliere insieme hanno quasi il 50 per cento dei voti.

Faceva impressione la discrasia tra il glam degli studi televisivi, dove una pimpante Daria Bignardi regalava finalmente un po’ di effervescenza alla campagna elettorale di Mario Monti che però sembrava davvero un alieno.

Non sa usare Twitter, non sa cosa siano le cinquanta sfumature, dribbla come fosse Garrincha la questione delle unioni civili, ignora di fatto Sanremo.

È costretto a balbettare qualcosa, ricorrendo – su suggerimento del guru americano – alla moglie, quando la Bignardi gli piazza un cagnetto in braccio. Immagine che è piaciuta tanto alle star di Twitter (ancora stamattina si parla solo di quello, con battute che vanno dal “Yes we cane” all’hashtag #chiamailcanedimonti). Molto pittoresco, avrebbe commentato la vecchietta interpretata da Montesano, ma tutto questo molto difficilmente sposterà un voto.

Nello stesso momento bastava collegarsi al sito di Beppe Grillo per scoprire che nello stesso momento il leader politico genovese (ormai ex comico) arringava la folla a Marghera. Dopo aver riempito piazza Delle Erbe a Padova (le foto sono impressionanti, tutte le foto dello Tsunami Tour lo sono) vedete il video di torino che ho inserito oggi QUI, è il turno di Marghera. Gente comune, avrebbe detto Robert Redford, che elencava i problemi e le angosce del vivere quotidiano. Il lavoro, gli asili nido, la maternità, le difficoltà dei piccoli imprenditori. Imbacuccati, col cappello e i cappotti, erano lì, al freddo, in tantissimi, di sera e di pomeriggio, ad ascoltare Grillo e ad alternarsi sul palco.

Di questo non c’è traccia sui giornali. Ed è preoccupante, oltre che grave. Sta accadendo qualcosa in Italia.

Che sia giusto o sia sbagliato se ne può discutere, ci mancherebbe. Ma è un fenomeno ben più che rilevante. Il M5s nei sondaggi è accreditato almeno del 17%, una cifra che in Italia hanno superato solo pochissimi partiti: la Dc, il Pci, il Pd, Forza Italia e quindi il Pdl. Non ci è arrivato Craxi con la sua onda lunga, se lo sognava il 17%; non l’ha nemmeno presa in considerazione la Lega, figuriamoci Alleanza nazionale. Per Grillo adesso è una cifra alla portata.

Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno”, dice, urla. E la piazza si infiamma. “È finito il tempo della rappresentanza, non ci crediamo più. Faremo saltare il banco. Se non è adesso, sarà tra un anno. Ma è solo una questione di tempo. E comunque possiamo farcela anche ora”. Non si ferma mai Grillo. “Populisti? Sì, siamo populisti, fateglielo sentire”, e la folla esclama ad alta voce “po-pu-li-sti”.

Lo tsunami tour richiama a una politica che noi definiamo vecchio stile, ma che poi è quella che anche un certo Barack Obama – che Twitter lo sa usare, eccome, e che le Cinquanta sfumature di sicuro le conosce se non le ha finanche lette – ha praticato. Perché, è ovvio, senza andare nelle piazze non esisti, non sei credibile. Negli Stati Uniti d’America, come abbiamo scritto, sarebbe impensabile.

Grillo nei suoi comizi cita spesso troupe televisive straniere che sono venute a seguirlo. Da tutto il mondo. Danesi come canadesi. Perché il giornalismo è racconto, descrizione, oltre ad analisi e interpretazione. Se uno straniero oggi aprisse Repubblica e Corriere non saprebbe nulla di quel che sta avvenendo in questa campagna elettorale. Non riuscirebbe a farsi un’idea del pensiero e dello stato d’animo degli italiani, della duplice inquietudine che pervade il Paese. Quella di chi andrà a mettere la ics sul M5s e quella di chi al solo pensiero rabbrividisce.

I media che si autodefiniscono autorevoli trattano Grillo alla stregua di un piccolo dittatore. Il Movimento fa notizia solo quando qualcuno si ribella al capo, quando c’è da scrivere del guru Casaleggio. Come se tutte quelle persone, quegli italiani che al freddo riempiono le piazze nei giorni feriali fossero cittadini di serie B, lobotomizzati. Ci si può interrogare sul perché un comico stia riscuotendo tanto successo. Anzi sarebbe un dovere dell’informazione. Di certo non lo si può ignorare. Se non altro per rispetto ai principi e alla passione che ci hanno condotto a scegliere questo mestiere.

Non è vero, come sembra leggendo i quotidiani, che in Italia si dibatte se Bersani debba o meno abbandonare Vendola. Del resto, basta dare una scorsa ai sondaggi. L’ultimo dell’Swg al Senato, di ieri, dà la coalizione del centrosinistra al 34,3% (col Pd al 29,6), la coalizione di Monti (compresa l’Udc!) all’11,5%: in teoria Monti e i suoi corrono il rischio di non superare lo sbarramento del 10( LA MIA SPERANZA). Insieme, fanno il 45. La stessa cifra che avrete sommando il 28,7% del centrodestra (col Pdl al 19) e il 17,5 di Grillo (accreditato alla Camera del 18).

Anzi, se proprio vogliamo stare ai numeri, secondo la Swg oggi l’ipotetico e irrealizzabile tandem Grillo-Berlusconi (46,2) ha più consenso nel Paese di quello Bersani-Monti (45,8), l’unico di cui parlano i quotidiani.

Cioè, per esser chiari, se ipoteticamente Grillo e Berlusconi dovessero stringere un’alleanza( anche se ora la vedo impossibile ma in politica tutto è concesso), sarebbe arduo per il capo dello Stato non offrire l’incarico di formare il Governo a uno dei due già mi immagino la faccia :mrgreen:  .

Numeri da brividi e scenari fantasiosi. Ma i numeri sono quelli. E non sono solo numeri. Sono teste. Cuori. Persone. Famiglie. Questa è la fotografia.

Ci sono due Italie. Una che per brevità potremmo definire europeista, se volete responabile, credibile, che però ancora cincischia e si attarda in liti e discussioni inutili. Un’altra che è difficile da sintetizzare. Perché Grillo e Berlusconi non sono la stessa cosa, anche se qualche punto in comune ce l’hanno.

Pensiamoci e pensateci. In una stanza, gli italiani che votano Bersani o Monti si equivalgono a quelli che voteranno Grillo o Berlusconi. E siamo ancora a sette giorni dal voto. Questa è la realtà. Prendiamone atto. Sta avvenendo qualcosa in Italia. Qualcosa di forte. Di intenso.

E non è il cagnolino di Monti. Avvisate le tweet-star. E magari anche i leader politici che ancora possono rimediare.

Mi auguro e spero in un possibile buon gusto ritrovato da parte del professore Monti, se non dovesse essere ” diciamo eletto” che abbia il buon gusto di dimettersi da ”Senatore a Vita” se gli Italiani dimostrano di non volerlo che se ne vada anche da quella carica, così avrà il tempo di portare a spasso il suo nuovo cagnolino. Seguiteci anche su TWITTER QUI :D

 

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13 commenti Commenta
tesiag
Scritto il 18 febbraio 2013 at 23:00

brava agata il tuo articolo mi è piaciuto e onore al merito di grillo che senza il supporto dei media sta riuscendo a far parlare tantissimo di se. Spero personalmente che riesca a prendere una quota significativa di voti.

Scritto il 19 febbraio 2013 at 10:21

tesiag@finanza,

Grazie troppo buono… Oggi avevo pronto l’articolo su giannino ma sono un po’ perplessa

tesiag
Scritto il 19 febbraio 2013 at 10:27

posso chiederti perchè?

Scritto il 19 febbraio 2013 at 10:51

tesiag@finanza,

Ha mentito sul curriculum Zingales lascia Giannino: “Non mi fido di chi mente sul curriculum”
E mi domando il perché … Ho sentito con le mie orecchie che raccontava d’aver fatto un master

Scritto il 19 febbraio 2013 at 10:53

Agata Marino,

Ritengo giannino uno dei più preparati in economia uno dei pochi che non ha bisogno di leggere appunti… Perché cadere su queste cavolate

roby65
Scritto il 19 febbraio 2013 at 11:39

e se poi si aggiungesse giannino sarebbe il nuovo governo…sta a vedere che….

Scritto il 19 febbraio 2013 at 11:52

roby65@finanzaonline,

Infatti!

polpastrello
Scritto il 19 febbraio 2013 at 12:40

Purtroppo anni di malapolitica, di grandi fratelli e amici di maria uniti alla recessione economica hanno condotto a tutto questo, un comico che sale su un palco al grido di “vaffanculo” e milioni di persone sotto a battergli le mani. Credo che Grillo sia la naturale chiusura di un cerchio che poteva anche chiudersi peggio (vedi Alba Dorata in Grecia) ma che in realtà ancora non sappiamo bene dove andrà a parare. E’ la storia che si ripete, quando la democrazia fallisce allora arriva il demagogo di turno e non sono tanto sicuro che non possa far peggio di chi lo ha preceduto. Lui non parla, urla. Si rivolge ai cuori e alla disperazione delle persone, è viscerale e trova nell’italiano medio (che ha sempre avuto bisogno di un capo) terreno fertile per attecchire. Ho letto il programma e ritengo molte proposte sgangherate e irrealizzabili -mi stupirei del contrario- ma il punto non è questo, il punto è che chi lo segue gli crede e questo mi porta a pensare che il problema più grande non sia tanto di natura politica ma culturale. Ieri leggevo sulla sua pagina facebook una delle sue tante proposte, il “wifi per diritto di nascita”; ecco ripeto qui quello che ho scritto lì. Io per diritto-dovere di nascita metterei lo studio della filosofia che è forse l’unico strumento in grado di aprire le menti ed impedire che si possa pensare con la testa di un altro.

Scritto il 19 febbraio 2013 at 13:46

polpastrello@finanzaonline,

concordo in toto quello che dici tu aggiungo un breve considerazione… il bicchiere è colmo e animali da palcoscenico che in parte propongono cose inrealizzabili” come sottolinei tu e anche in parte io nel mio articolo” troveranno terra fertile, non solo per ignoranza ma per protesta e disperazione e questo la dice lunga su come siamo messi. Conclusione: voterò sicuramente non Bersani ( sono troppo povera) sicuramente non monti( sono troppo intelligente) la scelta si riduce tra quelli che mi prenderanno meno per i fondelli…

ortsom
Scritto il 19 febbraio 2013 at 17:48

Protesta, disperazione, animali da palcoscenico, cose irrealizzabili,proposte sgangherate, ignoranza…

C’è sempre stato da parte degli Italiani, in particolare di quelli “alternativi” cioè i diversi dalla popolazione Italiana stereotipata, un atteggiamento di distacco verso l’italia e l’Italiano esulandosi e dimenticando che loro stessi vivono e convivono oneri e dispiaceri di questo paese… Un atteggiamento spesso sterile che non ha mai portato a nulla se non potenziare lo stato di fatto e fare il grillo parlante (con le conseguenze del caso)…

Negli ultimi anni l’insoddisfazione della classe politica Italiana è emersa in particolare da quella parte della popolazione più colpita dalla cattiva gestione del paese da parte della nostra classe politica, a partire dai Giovani…

In tutti gli esseri umani è presente la necessità di vivere nelle certezze, quando in realtà la vita è governata dall’improbabilità come ricorda Nassim Taleb. Ma è risaputo che l’uomo avrebbe una tendenza a cristallizzare conservare il più possibile le certezze.
I rinnovamenti storici sono sempre nati dalla necessità di vedere con occhi nuovi la realtà e con la volontà di cambiare/”migliorare” il presente. nello stesso tempo sono stati molto spesso osteggiati da chi si sentiva minacciato di perdere le proprie certezze. La storia ci insegna che ci sono stati sempre dei pre-cursori che hanno fatto da testa d’ariete nella società del tempo prima che il rinnovamento fosse accettato e condiviso da tutta la popolazione, inoltre sapppiamo di certo che l’appropriazione del cambiamento è avvenuto sempre progressivamente dopo diversi cambi generazionali.

IN queste elezioni politiche abbiamo l’occasione di poter svolgere in maniera civile e democratica una azione che potrebbe dare una svolta a questo situazione cristallizata che si protrae da decenni in Italia dovela classe politica Italiana ha svolto trasversalmente lungo tutta la penisola un dominio oligarchico e feudale. Esempi di cambiamenti negli ultimi decenni gli abbiamo avuti con personaggi quali Di Pietro o partiti politici che hanno cercato di fare breccia, come la Lega dei primi anni, su uno stato di cose e di fatto gestito sapientemente dalla CASTA, ma come ci insegna Il Gattopardo tutto è stato assorbito e quello che inizialmente poteva sembrava una speranza che con gli anni si è affievolito, fagocitato e gestito.

Il Movimento 5 stelle non è la panacea di tutti i nostri mali ma di certo è attualmente l’unica alternativa disponibile, se vogliamo aggiungere “grossolana” e dilettante ad un mondo che diversi di noi non accettano più.

Questo mio intervento non è una propaganda elettorale verso questo movimento che conosco poco, ma devo affermare che dopo tanti anni di scheda bianca in mancanza di identità o partiti nei quali poter simpatizzare/dare il mio voto, ritrovo in questo movimento una vera alternativa a questo bubbone che è la casta politica Italiana. Quindi a chi scrive che il voto al Movimento 5 Stelle è un voto di protesta o di disperazione rispondo che non lo è, almeno per me. A chi scrive che Grillo è viscerale e colpisce le corde della rabbia ecc. dico che non è solo questo.

Purtroppo dobbiamo accettare quello che la società Italiana offre e per fortuna che qualcosa di nuovo di dirrompente è uscito dalla bolla di cristallo. Grillo e il movimento 5 stelle si presentano con un programma apparentemente utopistico, con alcune proposte sgangherate, ma in questo si riconosce la volontà di cambiare. Sta nella popolazione, negli “Alternativi”, in tutti noi sfruttare questa occasione e dare un forte segno di cambiamento, in primis alla casta.

E’ una occasione. Sarebbe un peccato gettarla nei rovi, anche se non è quanto si vorrebbe. Ma è un inizio … A meno che non ci piaccia fare i grilli parlanti subendo le note conseguenze …

Scritto il 19 febbraio 2013 at 18:03

grazie per la tua opinione, a tal proposito… per chi è spaventato da una possibile tragedia sulla nostra economia ecco l’ipotesi che faccio su l’eventualità …. di… grillo e altri partiti e su come reagirà lo spread

http://finanzanostop.finanza.com/2013/02/19/grillo-tzunami-e-dubbi-di-stabilita-per-il-prossimo-governo-ma-che-succedera-allo-spread/

polpastrello
Scritto il 19 febbraio 2013 at 21:59

Sinceramente non mi sento un italiano “alternativo”, io non sono nessuno per carità. Non pretendo di essere superiore o migliore rispetto a chi vota Grillo. Ti dirò di più, nella vita non cerco mai di essere dalla parte della ragione ma preferisco che le persone mi diano torto. Quello che contesto di Grillo, e di quelli come lui, è quella sterilità cui tu fai riferimento, una sterilità che però è di pensiero, un vuoto pneumatico che si traduce in una totale assenza di critica. Critica intesa non come la capacità di mandarli tutti affanculo (in questo i requisiti ci sono tutti) ma come quella capacità di vedere le cose da tanti punti di vista (non solo quelli che ci fanno comodo) e l’anelito a mettersi sempre in discussione. Grillo si avvicina di più alla figura del predicatore e, si sa, col predicatore non puoi confrontarti, lui è il depositario della verità. Sono tutti da mandare a casa, tutti tranne lui. Non c’è mai, sia a destra che a sinistra, un’idea meritevole di essere presa in considerazione.. ma sentito dirgli “però questa idea è buona, possiamo vederci e ragionarci sopra”. Lui le ricette le ha già, le ha tutte e sono proprio quelle giuste. Ma non pretendo questo da Grillo, lui fa quello che deve fare e se facesse diversamente ora non sarebbe al 20% ed è questo a dispiacermi e preoccuparmi. La storia ci dimostra che vince chi si comporta così. Questo modo di parlare, di agire, di fare, non è proprio solo di Grillo ma di tante persone e deriva -credo- proprio dal modo in cui si pensa, un modo sbagliato. Tutti abbiamo un cervello ma non tutti sappiamo pensare. E’ come essere alla guida di una ferrari e non poterla sfruttare, se vai sempre in prima ti sorpassano tutti. Se pensi male allora parli male, scrivi male. Cervelli atrofizzati da anni di errata gestione della cosa pubblica a partire dall’istruzione. Mi riferisco qui al “diritto allo studio” che il ’68 ha trasformato dal diritto che deve essere dato a tutti di accedere ad una adeguata istruzione al diritto ad avere un pezzo di carta, sempre e comunque. Le conseguenza sono note, giovani che escono dalle università ancora senza saper scrivere; gli stessi giovani che poi non trovano lavoro e si stupiscono, dando la colpa al sistema o alla casta. Tu fai riferimento ad una “situazione cristallizzata” e io la penso allo stesso modo, ma qui ad essersi cristallizzati siamo soprattutto noi. Menti atrofizzate le nostre, omologate, persone che non cambiano mai e che -per pigrizia o impossibilità- sono costrette a pensare con la testa di un altro. Menti desuete al ragionamento e che, quindi, non hanno soluzioni migliori al cambiamento se non mandarli tutti “affanculo”. Sì è vero il programma c’è e non è nemmeno tutto da buttare, ce ne sarebbero di cose su cui discutere. Ma c’è anche tanta demagogia, talmente tanta da rendere il tutto un po’ stucchevole. Grillo si preoccupa delle biciclette nei condomini ma il mondo sta andando a duecento all’ora e sarebbe pure il caso che qualcuno glielo faccia sapere.
Quindi, per concludere, il fenomeno Grillo per come la vedo io non riguarda più/tanto la casta o la politica ma è un qualcosa che andrebbe spostato ed indagato sul piano culturale e sociale.

ortsom
Scritto il 20 febbraio 2013 at 11:33

@polpastrello

In generale condivido quanto sostieni.
E’ vero quanto affermi su Grillo, ma è anche vero che questo suo modo di essere è il suo marchio di fabbrica. Era così nella sua carriera di comico, lo è ancora oggi . Lui ha sempre trattato nei suoi shows, argomenti che riguardavano la politica, il civile, il sociale, ecc. Lui è sempre stato viscerale, ha avuto sempre un modo di porsi “aggressivo” che a molti non piaceva, molte volte lo trovavo eccessivo.

Quindi riprendendo una tua frase , nella quale affermi sulla capacità di vedere le cose da più punti di vista (non solo quelli che ci fanno comodo) e sul mettersi sempre in discussione.
Bene adesso hai una occasione per poter dimostrare di essere in grado di andare oltre la tua opinione…

Non possiamo votare le persone per preconcetto, per simpatia o per immagine, anche se purtroppo molti lo fanno. Ne si dovrebbe votare per fedeltà (la famora coerenza), per scambio o peggio ancora per opportunismo…

La mia idea è che pochi sanno come funziona il sistema Italia e in particolare la casta e tutto l’apparato pubblico. Pochi sanno quanto esteso sia il meccanismo dei privilegi, dei poteri delle “famiglie” che contano in Italia, sul potere dei partiti, delle varie corporazioni e delle lobby, e in particolare quali sono gli interessi che primeggiano sopra l’interesse nazionale.

Per esperienza personale in Italia c’è totale disinformazione. La nostra informazione ufficiale fa disinformazione. Internet è una manna per tutte quelle popolazioni che vogliono andare oltre e vogliono conoscere e sapere. Molti Blog di informazione sono delle perle e chi li alimenta meritano la nostra stima. Chi fa più Informazione è la stampa americana e anglosassone.

Se vai oltre al tuo feeling verso Grillo noti che il primo passo fatto da Grillo è stato quello di scardinare il mezzo di informazione ufficiale, utilizzando un nuovo mezzo : la rete web. Questo aspetto è da considerarsi rivoluzionario. Un altro aspetto poco evidenziato è che in Sicilia i Grillini che sono stati eletti si sono ridotti lo stipendio come richiesto da Grillo (altro aspetto concreto e rivoluzionario).

Per poter intervenire sul paziente prima bisogna conoscere qual’è la diagnosi. Se mi viene chiesta una valutazione sulla base empiricc potrò fare delle affermazioni sulla base della mia conoscenza . Solo quando avrò i risultati delle analisi prescritte potrò intervenire adeguatamente. Questo non vale solo per Grillo ma per quanti vogliano intervenire per “salvare” L’Italia.

Concludo affermando che Grillo non è la panacea di tutti i nostri mali, di certo è l’occasione che molti di noi aspettavano, e prendendo per quello che vale, cogliere l’opportunità per avviare il cambiamento che molti di noi vogliono ( anche se non desiderato da tutti). Un cambiamento che sarà lungo e periglioso e che si raggiungerà completo o incompleto (chissà) tra diverse generazioni.

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