IMU: se tutto va bene, si pagherà il doppio della vecchia ICI

Scritto il alle 21:13 da balrock@finanzaonline

Sembra il film con Gigi e Andrea, ” Se tutto va bene, siamo rovinati”. La nuova IMU ex ICI, peserà almeno il doppio ( +50% ) sugli immobili, si salvano solo le prime case abitate di chi ha figli a carico. Entro il 16 giugno andrà pagata la prima rata dell’Imu, la prima rata sarà relativamente bassa, intorno al 4 per mille, mentre la seconda rata, quella di dicembre, sarà molto più elevata, nel frattempo i Comuni devono stabilire quanto prenderanno di “addizionale”. Il proprietario pagherà a dicembre un conguaglio che in media sarà del 50% in più della rata di giugno. I Comuni hanno un margine sulle le aliquote, tra il 4 e il 7 per mille, e potrebbero andar molto più in alto sulle seconde case, con qualche sostanziale distinguo tra seconde case sfitte e seconde case affittate, fino al 10,7 per mille. Più colpiti saranno gli abitanti delle grandi city, soprattutto di quelle province che cercano soldi per via del loro bilancio in rosso.

 

I Comuni sono quindi in buona parte intenzionati a far cassa con l’Imu. Secondo quanto previsto dal decreto Salva-Italia lo Stato si prende il 50% del gettito derivante dalle abitazioni diverse dalla prima casa, ma le risorse che restano non bastano alle amministrazioni comunali. In questo modo “siamo costretti ad aumentare l’Imu, perché è l’unica leva che abbiamo”, ha detto il sindaco di Bologna in linea con molti altri suoi colleghi.

Nei comuni di provincia, molti sindaci hanno già deliberato di alzare l’Imu per oltre il 6 per mille. In conclusione: quando va bene, la tassa è raddoppiata. In molti casi, triplicata.

 

Ecco alcune tabelle indicative di alcune delle principali città italiane:

 

  • Milano. La città deve recuperare 600 milioni di euro, ha lasciato invariata l’addizionale Irpef e l’aliquta al 4 per mille sulla prima casa, si rifarà sulle seconde case, con un’aliquota che arriverà al 9,6% (il governo l’ha fissata a 7,6). Misure di favore ci saranno solo per affitti e canoni concordati. Prima casa 352 euro. La casa in affitto 1325 euro, rispetto a 431 del 2011, un aumento del 207%. Casa vuota 1325 euro, rispetto a 879 del 2011, un aumento del 50,8%. Negozio 1128 euro, rispetto a 363 del 2011, un aumento del 210,6%. L’ufficio 9595 euro, rispetto a 3123 del 2011, un aumento del 207,2%.
  • Torino. Incrementi anche per la prima casa con il 5 per mille. Seconde al 9,6. Il Comune sta studiando una distinzione per gli affitti di artigiani (4,6 per mille) e di banche e assicurazioni (10,6) come per l’Irap, ma deve essere confermata. Prima casa 593 euro. La casa in affitto 1523 euro, rispetto a 595 del 2011, un aumento del 156%. Casa vuota 1523 euro, rispetto a 1407 del 2011, un aumento dell’8%. Negozio 1002 euro, rispetto a 387 del 2011, un aumento del 158%. L’ufficio 7346 euro, rispetto a 2869 del 2011, un aumento del 156%.
  • Bologna. Prima casa 676 euro. La casa in affitto 2321 euro, rispetto a 958 del 2011, un aumento del 142%. Casa vuota 2321 euro, rispetto a 1942 del 2011, un aumento del 19%. Negozio 3568 euro, rispetto a 1456 del 2011, un aumento del 145%. L’ufficio 5959 euro, rispetto a 2459 del 2011, un aumento del 142,3%.
  • Firenze. Prima casa 403 euro. La casa in affitto 1448 euro, rispetto a 660 del 2011, un aumento del 119,4%. Casa vuota 1600 euro, rispetto a 1337 del 2011, un aumento del 19,6%. Negozio 2390 euro, rispetto a 1077 del 2011, un aumento del 122%. L’ufficio 5547 euro, rispetto a 2528 del 2011, un aumento del 119,4%.
  • Roma. Urgenti misure di rientro fanno propendere per un’aliquota sulla prima casa del 6 per mille. Nel 2013 partirà anche l’Imu sugli immobili ecclesiastici, concentrati in prevalenza nella Capitale. Prima casa  814 euro. La casa in affitto 1793 euro, rispetto a 1605 del 2011, un aumento del 142%. Casa vuota 1792 euro, rispetto a 1605 del 2011, un aumento dell’11,7%. Negozio 2614 euro, rispetto a 1067 del 2011, un aumento del 145%. L’ufficio 10319 euro, rispetto a 4259 del 2011, un aumento del 142%.
  • Genova. Prima casa  372 euro. La casa in affitto 1230 euro, rispetto a 628 del 2011, un aumento del 96,6%. Casa vuota 1230 euro, rispetto a 1268 del 2011, diminuzione del 3%. Negozio euro, rispetto a 1077 del 2011, un aumento del 122%. L’ufficio 5547 euro, rispetto a 2528 del 2011, un aumento del 119,4%.
  • Lecce. Prima casa  112 euro. La casa in affitto 593 euro, rispetto a 268 del 2011, un aumento del 121%. Casa vuota 593 euro, rispetto a 521 del 2011, un aumento del 13,8%. Negozio 570 euro, rispetto a 255 del 2011, un aumento del 123%. L’ufficio 2373 euro, rispetto a 2528 del 2011, un aumento del 1073%.

 

Ecco il decreto salva/cresci Italia……………………………. se tutto va bene, siamo rovinati……….

 

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1 commento Commenta
kry
Scritto il 9 marzo 2012 at 08:46

Non ricordo se chi è in affitto paga un contributo al locatarore sull’ici. Perché se fosse cosi per i commercianti in affitto sarebbe un aggravio dei costi non indifferente (quasi una tredicesima). Guardando velocemente non si vedono aumenti sotto il 100%. Aspettiamoci ulteriori chiusure per fine anno.

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