Grecia: i numeri della riduzione salariale

Scritto il alle 10:01 da balrock@finanzaonline

Diamo un pò di numeri sulla riduzione degli stipendi e delle pensioni che vuole la Troika in cambio degli aiuti, mi raccomando non giocateli al lotto…………

Il taglio del 22% sugli stipendi minimi porterebbe il salario da 751,4 ala modica cifra di 586,1, il che comporta un’ entrata di 9 mensilità del vecchio stipendio minimo.

Il sussidio di disoccupazione viene portato a solo 360 euro mensili, i giovani sotto i venticinque anni di età, dovranno subire un’ ulteriore taglio del 10%, portando lo stipendio minimo a 528,5. Il salario giornaliero per un lavoratore non sposato e senza esperienza si riduce ai 26,18 euro, dai 33,57 euro, e per uno sposato ai 28,80 dai 36,92 euro.

Lo stipendio per un lavoratore con tre figli e nove anni di lavoro si abbasserà agli 808,96 dai 1.037,13 euro.

Per le pensioni taglio immediato del 15-20% e del 15% per quelle integrative, in pratica meno soldi, e parecchi per tutti. L’ Eurostat di Bruxelles ha fatto sapere che nel 2010 poco più di 3 milioni di persone, ovvero il 27,7%, vivevano ai limiti della soglia di povertà, immaginiamo adesso a cifra arriverebbe il paese ellenico con queste misure di austerità, molti sicuramente scenderebbero sotto quella soglia che verebbe rimpinguati da nuovi disperati. Teniamo anche conto che da quando iniziarono gli aiuti, un operaio con stipendio di 1500 euro si ritrovò a 750, chi aveva un mutuo sulle spalle si trovò nettamente in difficoltà sull’ adempimento del pagamento delle rate, se adesso ne prenderà 586, fate voi i conti.

Sicuramente scenderà in piazza molta più gente arrabbiata e gli scontri aumenteranno a livelli esponenziali, è un peccato vedere qualcuno ridotto così

Cosa si può fare? Pretendere che il governo riduca i salari minimi per decreto quando le parti sociali hanno appena deciso il contrario (di non aumentarli) è sicuramente da repubblica delle caciotte.

Dall’altra parte, in questa battaglia c’è molta ipocrisia.

Per la Confindustria greca non ha senso sprecarsi per ridurre i costi del lavoro quando si può tranquillamente ignorare la legge. Per i sindacati, assenti dalle imprese potenzialmente interessate, si tratta di un gesto meramente simbolico e ad alto contenuto ideologico. In questo contesto, trovare una soluzione non è semplice.
Una possibile propostapotrebbe essere rivolta ai sindacati e ai partiti del centrosinistra, è di accettare una riduzione del salario minimo, ma inferiore al 22 per cento attualmente in discussione, e di pretendere in cambio da governo e imprenditori il loro impegno su quattro punti:

(1) ammortizzatori sociali per le famiglie di disoccupati e di lavoratori poveri;

(2) ripristino della legalità dappertutto: nessun lavoratore in nero;

(3) riduzione subito dei prezzi da parte delle imprese coinvolte;

(4) aumento graduale del salario minimo nel futuro prossimo, man mano che l’economia cresce.
Attendiamo qualche risposta. Ma senza trattenere il fiato.

Ecco delle fonti che possono esservi d’aiuto
(1) Secondo gli ultimi risultati, la situazione non è cambiata nel frattempo. Per un riassunto vedi The Global Competitiveness Report 2011-2012: Country Profile Highlights.
(2) Vedi gli ultimi dati Eurostat.
(3) Christodoulakis N. (2010) “Crisis, threats and ways out for the Greek economy”, Cyprus Economic Policy Review.
(4) Per un’analisi recente vedi “The welfare state and the crisis: the case of Greece”, Journal of European Social Policy.

(5)ALTRI 15 GIORNI DI PROROGA PER EVITARE IL RISCHIO DEFAULT

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10 commenti Commenta
kry
Scritto il 11 febbraio 2012 at 10:13

Mi incuriosisce un operaio che prendeva 1500€ che mansione svolgeva? La mia impressione è che vivessero una realtà loro distante dal resto del mondo. Ora devono ripartire sulla base dei paesi dell’est o della Polonia.

Scritto il 11 febbraio 2012 at 10:25

kry@finanza:
Mi incuriosisce un operaio che prendeva 1500€ che mansione svolgeva? La mia impressione è che vivessero una realtà loro distante dal resto del mondo. Ora devono ripartire sulla base dei paesi dell’est o della Polonia.

1500 euro per un operario sono tanti!! la vita in grecia non è come in italia… intendo il costo della vita

kry
Scritto il 11 febbraio 2012 at 10:51

L’immaginavo,anche le case mi sembra non costano come in Italia. Questo mi fa pensare che buona parte della crisi sia dovuta a molti errori di valutazione, sicuramente non erano competitivi. ( Prima di scrivere il commento precedente si leggeva solo una parte dell’articolo, tutto quello scritto dopo ” cosa si può fare” non c’era scritto, forse per qualche malfunzionamento).

Scritto il 11 febbraio 2012 at 10:53

Agata Marino: 1500 euro per un operario sono tanti!! la vita in grecia non è come in italia… intendo il costo della vita

il costo del lavoro rimane troppo alto. Secondo i dati della Banca di Grecia, il costo unitario del lavoro nel periodo 2004-2011 è cresciuto del 26 per cento (+34 per cento tra il 2004 e il 2009, -6 per cento dal 2009 al 2011); quasi il doppio rispetto alla media della zona euro (+14 per cento negli anni 2004-2011).
E sì ancora, perché il salario minimo stabilito dalla legge (877 euro mensili su base annuale) è nel 2012 più alto che in Spagna (+17 per cento), molto più alto che in Portogallo (+55 per cento) e sei volte più alto che in Bulgaria, dove si sono trasferite molte imprese greche negli ultimi anni

Scritto il 11 febbraio 2012 at 10:55

kry@finanza:
L’immaginavo,anche le case mi sembra non costano come in Italia. Questo mi fa pensare che buona parte della crisi sia dovuta a molti errori di valutazione, sicuramente non erano competitivi. ( Prima di scrivere il commento precedente si leggeva solo una parte dell’articolo, tutto quello scritto dopo ” cosa si può fare” non c’era scritto, forse per qualche malfunzionamento).

probabilmente aveva dato l’ok sul pezzo dalla bozza per pubblicarlo ora è completo;-)

kry
Scritto il 11 febbraio 2012 at 11:12

Agata Marino,

Grazie per questi dati così ci si può meglio fare un idea.

nikolatrader
Scritto il 11 febbraio 2012 at 15:53

kry@finanza,

Ti vedo spesso replicare con astio e ottusità quasi teutonica sulla questione greca. Permettimi di farti notare che, con le debite differenze ed eccezzioni, la situazione è simile in quasi tutti gli Stati d’Europa. Il problema che chi ragiona come te non riesce a digerire è che i popoli sono molto meno responsabili della finanza, dei carrozzoni politici e burocratici degli sprechi che ci hanno portato in questa situazione. Adesso la finanza internazionale vorrebbe la distruzione morale, sociale ed economica di interi popoli per difendere sè stessa ed i poteri forti. Hanno fatto i conti senza l’oste. La lettera della polizia greca, esempio grandioso di senso democratico e di diritto naturale e quindi sovrastatale, speiga bene, a saperla leggere, la situazione. Quello che sta succedendo in Grecia potrebbe succedere, se non si ferma la spirale montiana, anche in Italia fra poco tempo e in molti altri Stati.
La verità è che un sistema sta collassando, un sistema iniquo e sbagliato. Speriamo che al momento del crollo si trovi qualcosa di meglio. Io vedo profilarsi qualcosa di molto grave.

manuel.finanza
Scritto il 11 febbraio 2012 at 17:17

Concordo pienamente con Nicolatrader
ilvice ministro per gli esteri (25 anni in bruxelles) nella sua lettera di dimissione spiega che questo dictat della troika
e della CE e disumano
e non e finita qui perche fra 6 mesi si rivaluta quanti altri tagli devono fare
in grecia con 700 euro puoi vivere con la tenda di campeggio
in un parco o alla spiaggia e il 20 – 27 % e senza lavoro e senza una lira
Un deputato Tedesco al spiegel ha detto che rischiamo di scatenare una guera tra i poveri

kry
Scritto il 12 febbraio 2012 at 00:27

nikolatrader@finanzaonline,

Ti ringrazio per avermi fatto notare i miei difetti. Concordo che quello che sta succedendo in grecia può accadere anche in italia e che il sistema è iniquo e sbagliato. Io non voglio prendermela direttamente con il popolo in questo caso greco, me la prendo con quelle persone che non sono poche e che comunque fanno parte del popolo che nella quotidianità non svolgono il loro dovere si comportano da parassita o sanguisuga e magari sono le prime a protestare a esigere e volere. Il mio astio probabilmente deriva dalla mia sfiducia e rassegnazione nel non riuscire a vedere qualcosa di buono per il futuro. Di nuovo grazie,ciao.

balrock
Scritto il 12 febbraio 2012 at 10:08

kry@finanza:
nikolatrader@finanzaonline,

Ti ringrazio per avermi fatto notare i miei difetti. Concordo che quello che sta succedendo in grecia può accadere anche in italia e che il sistema è iniquo e sbagliato. Io non voglio prendermela direttamente con il popolo in questo caso greco, me la prendo con quelle persone che non sono poche e che comunque fanno parte del popolo che nella quotidianità non svolgono il loro dovere si comportano da parassita o sanguisuga e magari sono le prime a protestare a esigere e volere. Il mio astio probabilmente deriva dalla mia sfiducia e rassegnazione nel non riuscire a vedere qualcosa di buono per il futuro. Di nuovo grazie,ciao.

Chi accetta critica è un grande, ciao KRY buona domenica e grazie a tutti x i commenti

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