Banche e credito: cinquanta miliardi in meno alle imprese e ai cittadini

Scritto il alle 09:52 da [email protected]

Le banche si son dimenticate di famiglie e imprese Mentre l’economia che tradiamo tutti i giorni sembrerebbe andare meglio, vedi l’analisi che facciamo sui principali indici quotidianamente QUI. Esiste l’economia reale che distrugge giornalmente imprese e famiglie assediate da tasse e da Banche che negano i finanziamenti.

Eppure se chiunque di voi va in banca è assediato da cartelli pubblicitari che dicono il contrario, ci siamo domandati moltissime volte del perchè in Italia non c’è differenza tra le banche di credito e le banche d’affari ( vedi l’articolo QUI) e ci siamo stradomandati del perchè nessuno interviene su questo( vedi QUI), ma mai nessuno ci ha dato risposta. Conclusione, chi non sopporta più la pressione fiscale vola in lidi più favorevoli ( vedia Svizzera o Austria) CHI NON PUO’ FARE NULLA RIMANE QUI E CERCA DI SOPRAVVIVERE.

Secondo l’associazione di categoria Unimpresa, sono ben cinquanta i miliardi in meno che sono stati prestati dalle banche a cittadini e aziende.

Forse il paragone può sembrare azzardato, ma serve a rendere l’idea: le banche italiane hanno ridotto di cinquanta miliardi di euro i prestiti in favore di imprese e famiglie, un po’ come se il colosso delle automobili Volkswagen non avesse la possibilità di investire nei prossimi tre anni. L’accusa è stata lanciata dal Centro Studi di Unimpresa, l’associazione di categoria che raggruppa le micro e le piccole e medie imprese. Il dato è stato ottenuto dal confronto tra i primi undici mesi del 2011 e lo stesso periodo di un anno prima…

Eppure, il nostro credito ha avuto a disposizione dalla Banca Centrale Europea ben duecento miliardi di euro, gran parte dei quali usati per investire in titoli di Stato. Secondo la stessa associazione, non funzionano allo stesso modo i due “rubinetti” degli istituti di credito: è ben aperto quello dei prestiti alla pubblica amministrazione (Stato, regioni, province e comuni), mentre ha un gettito risicato quello destinato ai consumatori e alle aziende.

Volendo essere ancora più precisi, i finanziamenti a Stato ed enti locali sono aumentati di oltre tre miliardi di euro (0,16 punti percentuali in più), mentre sono letteralmente crollati i prestiti alle imprese (-4,47%) e alle famiglie (7,3 miliardi in meno), senza distinzione tra i mutui e il credito al consumo. source
È giusto dare fiducia all’Italia come paese, dunque ben venga l’ottimismo nei confronti di Bot e Btp, ma non ci si può dimenticare in questa maniera di chi muove l’economia reale.

Unimpresa ha provato a suggerire il programma economico del nuovo governo: gli interventi sul credito devono essere concreti ed efficaci, senza dimenticare la riduzione della pressione fiscale. L’economia italiana può ripartire soltanto dalla gente e dal suo tessuto imprenditoriale, si attendono segnali migliori con ansia.

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