Crisi Grecia e fuga dei capitali dall’Italia, ma non sono soldi e conti italiani, siamo sicuri d’andare nei posti giusti?

Scritto il alle 21:18 da Agata Marino

C’è da non dormire la notte a vedere certe cose, qui tutti cercano di salvare il salvabile e si vedono i primi risultati delle fughe di capitali dal nostro paesello.

Il sito zerohedge conferma la fuga di capitali dall’Italia, qualificandola ulteriormente come fuga dei capitali esteri: cioè non tanto sono gli italiani che spostano i soldi in germania, quanto gli stranieri che prosciugano i conti mantenuti su banche italiane e questa è una cosa che mi spaventa

Ecco l’articolo d’ aprile che potete leggere andando qui 

Altro articolo che fa riflettere l’ho trovato su Bloomberg sempre inerente alla fuga dei capitali che sta avvenendo in giro per l’Europa, fondamentalmente dal sud ma anche dal ricco e disastrato Belgio!  verso Germania e Olanda e Luxembourg.

ora traduciamo il punto fondamentale:

 

Fuga di capitali all’interno dell’eurozona (in alcuni paesi, cumulativa da Feb 2010 – elab. dai bilanci delle rispettive banche centrali – i dati per l’Italia includono l’emissione di banconote)

 

I flussi possono essere stimati dai bilanci delle banche centrali dell’eurozona.

Quando il denaro muove da un paese all’altro, la banca centrale del paese destinatario deve prestare un corrispondente quantitativo in euro alla banca centrale del paese che ha originato il trasferimento – un meccanismo che mantiene i bilanciati i conti monetari dell’unione.

Bank of Spain, ad esempio sarà debitrice verso Bundesbank quando i correntisti spagnoli spostano i loro euri in banche tedesche.

Questa analisi suggerisce che la fuga di capitali è la più intensa dall’introduzione dell’euro, principalmente daSpagna e Italia verso GermaniaOlandaLussemburgo.

 

Se andate avanti nella lettura L’articolo prosegue con le sue “ricette” ed altri commenti su cosa dovrebbero fare i nostri governanti, ma direi che il punto (piuttosto esauriente) è quanto sopra. Ora vi inserisco un grafico che vi fa capire gli spostamenti la cifra è cumulativa, a partire da Feb 2010


Pongo alla vostra attenzione il segmento rosso –

l‘Italia – quei 200 miliardi di euri di capitali (ultima colonna a dx) verso gli altri paesi euro, li ha persi in circa 2 anni con una grossa accelerazione (sempre dedotta dal grafico) fra agosto e novembre 2011, direi non male!


Guardando l’asse delle ordinate: Se noi siamo la tacca rossa, questa misura, ad occhio, 250-350 miliardi di euro in uscita dall’Italia da due anni a questa parte.
Notare anche si parla di flussi interni all’eurozona, ecco perchè non appaiono capitali in fuga, che so, verso Svizzera quindi i livelli sono maggiori.

Se volete leggere tutto l’articolo lo trovate qui sotto

Bloomberg – Europe’s capital flight betrays currency’s fragility

Il problema non è l’Italia ma tutta l’Europa

 Insomma, anteprima a parte, l’immemore inerzia nella politica italiana  è innegabile( con o senza governo tecnico), come il paese sia diventato scape goat per paesi i più “virtuosi” dell’Unione. Ricordo che le banche francesi, tedesche e olandesi sono ancora le più esposte al debito greco nonostante il writedown( come potete vedere dallo schema che ho inserito).

BNP, Commerzbank, SocGen, Ing.

Tra le prime con ancora in pancia la fetta maggiore delle liabilities tossiche greche. Chi vuole farci intendere che il problema siamo solo noi e che dall’Italia si deve scappare… quando non siamo noi ad avere la disoccupazione ad oltre il 24%, quando non siamo noi ad avere il peggior Governament Budget, quando non siamo noi ad aver avuto uno stato privo di governo per più di un anno ( ma il Belgio), quando non siamo stati noi a dover nazionalizzare Dexia, quando non siamo stati noi ad aver visto saltare in aria la potente MF etc… chi ci addita, ora sa benissimo che l’Italia ha 2500 tonnelate di riserve aurifere, golden shares in settori energetici strategici, assets immobiliari per miliardi, risparmio familiare ancora ampiamente spremibile… mentre la Fed governa un paese con 15 trillioni di debito e una crescita ancora sostenuta dal leverage finanziario, dalla globalizzazione degli squilibri, da un cambio EUR/USD drogato dalla BIS, dai creativi alla SNB e dalla BCE, che anche questa volta ha alzato i tassi troppo presto ( per poi tagliarli di nuovo ora) e da un panda assetato, che nell’incertezza diversifica, ma che anche lui è destinato a far conti con la propria curva.

ECCO LA TABELLA DA CONOSCERE PER CHI VUOLE SPOSTARE I SOLDI IN LIDI PIU’ SICURI, VISTO IL POSSIBILE EFFETTO DOMINO, SE NON SI MUOVONO A FARE RIFORME SERIE.

€m Country Net Sovereign Exposure to Greece % of equity % of total assets
TOTAL 92.522 8,7 4,4
NBG Greece 19.400 218 16
Agricultural Bank Greece 10.000 na 31
Piraeus Greece 8.700 248 15
EFG Eurobank Greece 7.900 196 9
Hellenic Postbank Greece 5.371 590 31
BNP Paribas France 5.046 8 0
Alpha Bank Greece 4.600 110 7
Dexia  Belgium 3.470 39 1
Marfin Popular Cyprus/Greece 2.943 72 7
Commerz Germany 2.900 27 0
Soc Gen France 2.500 6 0
ING  Holland 2.425 6 0
Bank of Cyprus Cyprus 2.000 73 5
Landesbank Baden Germany 1.389 7 0
Postbank Germany 1.200 21 1
DZ Bank Germany 1.195 11 0
BPCE France 1.185 14 1
Royal Bank of Scotland United Kingdom 1.088 1 0
Unicredit  Italy 801 1 0
HSBC United Kingdom 800 1 0
BCP Portugal 718 13 1
Rabobank Holland 638 2 0
Casa France 631 1 0
KBC Belgium 600 3 0
Erste Austria 550 4 0
BPI Portugal 501 29 1
Deutsche Germany 400 1 0
Barclays United Kingdom 388 1 0
Santander Spain 300 0 0
BBVA Spain 293 1 0
Nordea Sweden 249 1 0
Intesa Italy 200 0 0
Bayer Landesbank Germany 198 1 0
Norddeutsche Landesbank Germany 197 3 0
HSH Nordbank Germany 196 5 0
Raiffeisen Austria 115 2 0
West LB Germany 103 1 0
SEB Sweden 100 1 0
SNS Bank Holland 98 na na
Jyske Bank Denmark 92 1 0
Banco Popolare Italy 89 1 0
Landesbank Hessen Germany 78 2 0
Jupiter Spain 64 na na
Caixa Geral de Depositos Portugal 56 1 0
Dekabank Germany 46 1 0
Allied Irish Banks Ireland 41 0 0
Breogan Caixanova Spain 41 na na
BASE Spain 40 na na
Monte dei Paschi Italy 35 0 0
NLB Slovenia 25 2 0
UBI Banca Italy 25 0 0
OP-Pohjola Finland 21 0 0
Bank Of Valletta Malta 9 na na
Banca Civica Spain 8 na na

Chi attuò 70 anni fa il controllo degli scambi, non fummo certo noi, ma forse avremmo dovuto seguire quella scelta ardita, che indirettamente paga ancora oggi. Non avremmo dovuto seguire gli stessi, invece, nella infelice scelta odierna del one-rate-fits-all :  né da un punto di vista inflattivo, né da un punto di vista industriale, né del debito, né del cambio. Saremmo falliti prima? Forse no e forse avremmo corretto il disavanzo. Comunque, il fallimento fa parte del capitalismo. Seguire in toto la moda del lean thinking, dell’outsourcing e della globalizzazione ha portato con se anche altri taciti accordi: 没有免费的午餐, traduzione è:”nulla è gratis”, per intenderci. 

Entrare nella EU, poi, con un debito pregresso a tassi altrui, non poteva pagare, così l’unica cosa che ha portato ai PIIGS è stato un nuovo stile di vita, rilassandoci su un rating, che non ci apparteneva. Ipotecare il futuro è semplice, ma ora dobbiamo fare i conti con la realtà e nel creativo mondo degli infiniti cicli economici tutto passa, anche un potenziale default.

Investitori e correntisti stanno trasferendo euro dai paesi in difficoltà alle banche dei paesi dell’eurozona considerati relativamente sicuri….  Ma siamo sicuri di farlo o che lo facciano nei posti giusti?

 

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2 commenti Commenta
kry
Scritto il 4 giugno 2012 at 22:50

Forse è meglio parlare anche dell’olanda. I loro debiti sono molto alti, le loro importazioni dalla germania in valore sono il 25% più alte dell’italia (loro 11 milioni noi 60) non riesco a capire come sia possibile. Mi permetto di far notare che non sono stati menzionati gli UK secondi ai giapponesi nel debito. Obama che grida è colpa dell’europa se non cresciamo e noi dementi nemmeno capaci di rispondere come i bambini sono state le tue banche che hanno scommesso contro di noi. Lo stato che regala 1,4 miliardi € per l’editoria e questi nemmeno le bugie per la difesa dell’orgoglio nazionale. Forse è meglio scriverlo più spesso che non ha nessun senso portare i soldi in germania e in bund perchè con un reset bancario tutto resta fermo per mesi. Chi porta i soldi in svizzera come pensa di riportarli in italia, succede un crak si deve subire 2 controlli quelli svizzeri che non vogliono che ti riporti i soldi a casa e la finanza italiana che reclamerà quello su cui non è stato pagato prima. Ormai sono sicuro che alla fine siamo quelli messi meglio,perchè noi siamo cresciuti meno ma la nostra crescita non era drogata dall’indebitamento come gli altri. Prima di un boom mi auguro che la politica cambi, aggiustata quella l’america siamo noi.

kry
Scritto il 4 giugno 2012 at 22:54

Dimenticavo la BOE va avanti a forza di QE ed è senza oro cosa si aspetta ad attaccarli come fanno loro visto che sono più deboli.

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