Cina: la fuga dei capitali

Scritto il alle 19:23 da [email protected]

Anche dalla Cina iniziano fughe di capitali, secondo le stime della PBOC gli investitori stranieri stanno ritirando denaro dalla Cina nel corso dell’ultimo trimestre di quest’anno:

 

I dati della Banca centrale cinese mostrano che c’è stata un’ulteriore riduzione per 27.9 mld CNY nelle posizioni sullo yuan accumulate dalle istituzioni finanziarie con acquisti di valuta estera durante il mese scorso, dopo un calo di 24.9 mld CNY nel mese di ottobre. Come abbiamo osservato di recente, lo yuan è stato sotto costante pressione al ribasso nelle ultime settimane, con la PBOC che é intervenuta attivamente per contrastarla e tentare di mantenere la moneta abbastanza stabile. Con il restringersi del disavanzo commerciale, il deflusso del capitale straniero e il dollaro che sta godendo di una sana domanda, la PBOC si trova ad affrontare un compito incredibilmente difficile nel cercare di contrastare la pressione per il deprezzamento della valuta. Ad esempio i forward a dodici mesi non trasferibili sono caduti di 0,56% questo mese a 6.4155. Prima dell’intervento aggressivo della PBOC di venerdì, il tasso dei forward a 12 mesi aveva raggiunto un massimo sui 9 mesi a 6,45. La liquidità delle banche viene spremuta da questo cambiamento dei flussi, e quindi sarebbe sorprendente se i funzionari di politica monetaria non riducessero l’obbligo di riserva ancora una volta nel breve periodo.

Andy Xie, economista indipendente famoso in Occidente e poco amato nella Repubblica popolare per la franchezza e la lucidità delle sue analisi, ha una sua opinione sulla Repubblica Popolare Cinese:

 

Per la Cina, invece, il pericolo maggiore proviene dalla bolla immobiliare che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Quel fenomeno che, negli ultimi anni, ha alimentato una crescita esagerata, ha trasferito capitali su progetti poco produttivi e ha nascosto le inefficienze di una corruzione dilagante. “Se la storia mi ha insegnato qualcosa del mio paese, Pechino lancerà presto una campagna anti-corruzione in ogni angolo della nazione. Per fare in modo che, quando la crescita si sarà attestata su valori reali, che potrebbero arrivare anche al 4/5%, vale a dire la metà dei tassi attuali, il governo abbia risparmiato abbastanza per poter far fronte a questo pericolosissimo rallentamento“.

L’ opinione di Andy Xie la trovate QUA: fonte.

Gli articoli del Blog QUI. Buona serata, l’articolo è un pò scarno, ma le news riportate rendono bene l’ idea di questa crisi che sembra non finire mai………….

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2 commenti Commenta
cernunnos
Scritto il 19 dicembre 2011 at 20:22

La crisi non dilaga, semplicemente si rivela pian piano… è come una macchia che si estende perchè non c’è abbastanza carta assorbente (denaro) per assorbirla.

Il motivo è sempre lo stesso: scollegamento fra reale e finanza intesa come effetto leva della ricchezza realmente fruibile (non prodotta, ma fruibile).

La mancata correlazione tra capacità di assorbimento (redditi) e volumi di scambio prodotti, porta inesorabilmente il secchio a traboccare… forse la cura risiede proprio nella tracimazione definitiva.

Gli unici ad aver vissuto sopra le proprie possibilità sono i signori della speculazione intesa come regola aurea di un capitalismo senza capitali, che non esiste, se non nella loro testa. Il problema è che qua si vuole fare alla romana adesso che c’è da pagare il conto. I Cinesi forse riusciranno a fare meglio. Da loro la gente si può fare sparire.

elisa-b
Scritto il 19 dicembre 2011 at 21:09

Questo accade quando non si produce ricchezza ma ci si limita a far passare quella esistente da una mano ad un’altra. Il grande bluff della finanza sta proprio nel non produrre null’altro se non ricchezza per pochi e impoverimento per altri (i più). 8)

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