Crisi Europa: siamo già in recessione?

Scritto il alle 17:30 da balrock@finanzaonline

L’ italia è già in recessione? Forse ancora no, ma sicuramente lo sarà nel 2012, grazie anche alla manovra finanziaria varata da Monti, vedere QUI, i dati che arrivano da una ricerca di Prestiti.it, sono poco rassicuranti, anzi molto allarmanti:

Secondo un’indagine di Prestiti.it, sito Internet di confronto prestiti, il 34% degli italiani ricorrerà a un finanziamento per affrontare le spese legate alle prossime festività

Secondo Prestiti.it, il 6,5% delle richieste di prestito personale, e non solo sotto Natale, arriva proprio dai pensionati. La percentuale, convertita in numeri, diventa sbalorditiva: circa 360mila italiani in pensione, nel 2011, hanno avuto necessità di ricorrere al credito al consumo, quindi mille al giorno

Se a questo aggiungiamo anche quello che dice Confcommercio, siamo a posto:

Per l’80,9% del campione preso in considerazione da Confcommercio ci sono attese per un Natale dimesso (in calo rispetto all’86,3% registrato nel 2010). L’88,2% dichiara che farà regali (il 2,4% in meno rispetto allo scorso anno). Resta costante la quota di persone che gradisce il rito del regalo natalizio (poco meno del 50%).

Quando le domande si fanno più precise emergono però maggiori criticità. Risultano infatti penalizzati editoria, abbigliamento ed elettrodomestici. Qualche cedimento anche sulla tecnologia e questa è una novità rispetto al passato. Bene, in senso relativo,
alimentari, vini, profumi, cosmetici e giocattoli. Raddoppia invece la quota di consumatori che acquisterà il regalo online (oltre il 13%).

“Variazioni congiunturali negative su Pil e consumi sono attese già tra il terzo e il quarto trimestre del 2011”, dice Confcommercio che ha elaborato gli ultimi dati disponibili. Secondo l’Ufficio studi, “saremmo in recessione”, ma per avere la conferma si dovranno attendere nuove stime, prima di tutte quelle che l’Istat pubblicherà
nelle prossime settimane. Confcommercio puntualizza che si tratta di previsioni e di valutazioni ancora “grezze e approssimative”.

“Le difficoltà sono evidenti. Ma speriamo che le vendite possano reggere perché regge ancora il clima di fiducia delle famiglie”, dice il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli, commentando i dati sui consumi diffusi oggi dall’Ufficio studi.
“Quello che invece ci preoccupa e anche tanto – aggiunge Sangalli – è il nuovo consistente calo dei consumi, che tra settembre e ottobre ha, di fatto, azzerato gran parte del recupero registrato nei mesi estivi, e il permanere, a livello nazionale e internazionale, di uno scenario di emergenza

In generale si rileva un calo del -0,4% sul 2010 nei consumi da tredicesime e da lavoro autonomo per le festività natalizie per una media di 1.555 euro a famiglia, contro i 1.561 del 2010.

Notizia di oggi:

mercoledì, 7 dicembre 2011 – 12:34

(ASCA) – Roma, 7 dic – Produzione industriale in calo a ottobre con una flessione mensile su base destagionalizzata pari a -0,9%. Un numero decisamente peggiore del consensus degli economisti posto a -0,3%. La retromarcia della produzione prolunga la sua ombra sul Pil del quarto trimestre destinato probabilmente a chiudersi in profondo rosso

In pratica il potere d’acquisto degli italiani, continua la sua  inesorabile discesa, non bastano infatti gli aumenti di stipendio legati ad un inflazione programmata al 1,7% circa, contro un’ inflazione reale al 3,4%, dal prossimo anno si stima che la manovra costerà in media 630€ a famiglia in più, mentre dal 2014 costerà in media 1340€. La recessione ormai, dispiace dirlo o esser presi per pessimisti, è la cosa più probabile, se non certa…………..

Dal lato Borsa, tutti gli indici girano a ribasso, e lo spread Btp/Bund ricomncia a salire, portandosi di nuovo a 400 punti, dopo che la Germania dice NO alla fusione dei fondi-salva-stati:

Le borse europee imboccano velocemente la strada deri ribassi, dopo che la Germania ha respinto l’unione dei fondi di salvataggio dell’area euro, quello attuale e quello permanente

La Germania si oppone a qualsiasi modifica del modo con cui i fondi salva stati della regione opereranno. Berlino ha gia’ deciso che il fondo permanente ESM (European Stability Mechanism) prendera’ il posto dell’European Financial Stability Facility, il fondo di aiuti attuale, a un determinato momento

Buona serata

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6 commenti Commenta
balrock
Scritto il 7 dicembre 2011 at 19:00

mercoledì, 7 dicembre 2011 – 18:41

(AGI) Roma – Il pagamento dell’Imu sulla casa “puo’ aumentare ulteriormente il rischio di poverta’” per 1,6 milioni di famiglie. Lo ha sottolineato il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, nel corso dell’audizione sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. In Italia, ha detto Giovannini, “sono quasi 18 milioni le famiglie proprietarie o usufruttuarie di un’abitazione (circa il 71% delle famiglie residenti). Mentre tra le famiglie non a rischio di poverta’ la quota di proprietari e’ del 74,7%, tra le famiglie ‘a rischio’ la quota scende al 56,4% e si riduce ulteriormente al 47,4% nel caso essa sia composta da cinque o piu’ componenti. Tra le famiglie a rischio poverta’ – ha aggiunto – coloro i quali hanno come fonte principale la pensione o trasferimenti pubblici sono proprietari di casa nel 69,4% dei casi: si tratta di 1.600.000 famiglie, sulle quali, quindi, il pagamento dell’imposta sugli immobili puo’ aumentare ulteriormente il rischio di poverta’”. .

balrock
Scritto il 7 dicembre 2011 at 21:11

Pechino – L’agenzia di rating cinese Dagong Global Credit Rating annuncia di aver rivisto al ribasso il merito di credito dell’Italia. Da A- a BBB, con outlook negativo, citando le aspettative di una crescita economica debole nei prossimi anni.

“I rendimenti dei bond italiani dovrebbero continuare a crescere a causa di un deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie. Questo sarà un duro colpo per l’Italia, che conta parecchio su prestiti esteri”, si legge nella nota.

“Il downgrade dimostra perché in precedenza (luglio) avevamo deciso di assegnare l’outlook negativo all’Italia”, ha detto il chairman Guan Jianzhong. “Le condizioni di finanziamento sono sempre più dure e le banche italiane hanno un minore livello di liquidità. L’outlook economico del paese non è positivo. La capacità del governo di ripagare il debito sta diminuendo. Non ci aspettiamo alcun cambiamento radicale della situazione nei prossimi anni, ecco perché manteniamo l’outlook negativo”.

Appena due mesi fa Moody’s aveva rivisto al ribasso il merito italiano da Aa2 ad A2. Il giudizio di Standard & Poor’s è ad A. Entrambe mantengono l’outlook negativo, segnale che potrebbero procedere a un nuovo downgrade nel medio periodo.

balrock
Scritto il 9 dicembre 2011 at 11:21

Roma – Il Natale 2011 sarà all’insegna dell’austerità. Sei italiani su dieci – soprattutto pensionati e famiglie che vivono nel Mezzogiorno – daranno una sforbiciata al tradizionale shopping natalizio. Lo rileva un sondaggio Confesercenti-Swg, secondo cui il risparmio medio per le prossime festività sarà del 14%, considerata anche la quota di italiani che non farà regali (4%).

Complice un periodo poco favorevole per le tasche degli italiani, dunque, quest’anno il sacco di Babbo Natale risulterà un po’ più leggero. Tuttavia la velocità e il risparmio garantiti dal commercio elettronico fanno sì che, nonostante tutto, per queste festività il ricorso a Internet come canale di acquisto per i regali di Natale venga scelto con tutta probabilità dal 37% degli acquirenti, ovvero quasi 5 milioni di individui, 1 utente Internet su 5.

I dati riguardanti l’ecommerce, emersi da una ricerca condotta da Human Highway in collaborazione con Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, mostrano inoltre come dei 5 milioni che faranno ricorso a Internet per gli acquisti, il 41,5% dichiara che ridurrà la spesa rispetto al 2010, il 36% non cambierà le proprie abitudini mentre il 22,5% aumenterà il proprio tetto di spesa.
http://www.wallstreetitalia.com/article/1283612/crisi/sei-italiani-su-dieci-taglieranno-le-spese-di-natale.aspx

balrock
Scritto il 10 dicembre 2011 at 13:41

sabato, 10 dicembre 2011 – 13:03

(ASCA) – Roma, 10 dic – Altro che negozi in centro o boutique di lusso: gli italiani andranno dritti dai cinesi per acquistare i regali di Natale, perche’ anche in tempi di crisi alla strenna natalizia non rinunciano. Lo stima un’indagine che KRLS Network of Business Ethics ha svolto nelle principali citta’ italiane, per conto di Contribuenti.it, magazine dell’Associazione Contribuenti Italiani. Il risultato piu’ eclatante e’ che quasi 6 italiani su 10 (il 59%) acquisteranno rigorosamente prodotti made in China, mentre il 26% riciclera’ i regali ricevuti negli anni precedenti e solo il 15% acquistera’ prodotti italiani, possibilmente artigianali. Si tratta di un vero e proprio boom degli acquisti di questi prodotti che passano dal 43% dello scorso anno al 59% di quest’anno. Il motivo? Il 55% del campione lo fa per ristrettezze economiche, il 39% perche’ pensa che anche i prodotti italiani sono fatti in Cina, mentre solo il 6% ritiene che i prodotti cinesi siano migliori degli altri. ”Il Natale 2011 – spiega Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – fara’ emergere tutte le difficolta’ degli italiani. Da un lato ci sara’ un calo generalizzato dei consumi di circa il 18,5% rispetto allo scorso anno, dall’altro un aumento delle vendite del 16% dei prodotti made in China”. I prodotti cinesi piu’ gettonati per questo Natale sono: borsa d’acqua calda: Euro 1, orologi: Euro 3, guanti in vera pelle: Euro 5, cappelli e sciarpe : Euro 1, scarpe: Euro, 10 calze uomo/donna: Euro 0,50, pantaloni: Euro 5, pigiami: Euro 3, pantofole: Euro 2, maglie in pura lana: Euro 5, coperta di plaid: Euro 2, camicie: Euro 5, tute felpate: Euro 5, intimo uomo/donna: Euro 0,50. ”Di fronte alla crisi, all’aumento della pressione fiscale ed crollo del potere di acquisto – afferma il presidente di Contribuenti.it – i cittadini reagiscono ragionando, come se avessero nel portafoglio, le vecchie lire. Con 50 euro e’ possibile acquistare regali per tutta la famiglia”. ”Per risparmiare bisogna stare attenti ed acquistare i prodotti cinesi solo nei nei mercatini comunali dove tutti i prodotti sono controllati dalla polizia municipale – continua Carlomagno – L’importante e’ conservare sempre lo scontrino fiscale per far valere la garanzia o per cambiare il prodotto”.

balrock
Scritto il 12 dicembre 2011 at 12:18

ORIGINALE CANADESE RICARICABILE

Chi non ricorda agli inizi degli anni ottanta gli sketch di cabaret all’interno della trasmissione televisiva Drive-in dell’allora trio comico napoletano i “trettrè” quando nel mettere in scena una burla pittoresca non esitava a esternare il loro climax comico con la spassosa esternazione “originale canadese ricaricabile” ! Una bufala plateale come quella di comperare un orologio tarocco costruito in Canada e dalle caratteristiche tecniche mirabolanti. Non so se qualcuno se ne è accorto ma gli italiani di recente hanno vissuto in prima persona l’escalation mediatica di una burla di cotanta macchinazione e lungimiranza. Mi sto riferendo nello specifico al cosiddetto Decreto Salva Italia (che dovrebbe essere ribattezzato più appropriatamente come Salva Banche e BTP).

Fatemi capire: c’era bisogno di un governo tecnico di autorevoli esponenti accademici per tassare i risparmi degli italiani, aumentare l’imposizione indiretta e ridimensionare le rendite pensionistiche ? Perchè se questa doveva essere la missione governativa tanto valeva prendere un manipolo di laureati per corrispondenza all’Università di Paperopoli e il risultato forse sarebbe stato migliore. Che buggeratura, che fregatura, che turlupinatura: originale, canadese, ricaricabile ! Siamo sullo stesso piano degli sketch dei Trettrè ! Queste sarebbero le famose riforme del paese ? Così si rilancia la crescita del paese ? Così si crea stabilità ai conti pubblici ? Quanto terrorismo finanziario è stato fatto in queste ultime settimane per farvi accettare la manovra di sodomizzazione nazionale ?

Fermatevi un momento a riflettere: vi hanno inculcato l’idea che il paese stava per fallire, non si sarebbero potuti pagare pensioni e stipendi pubblici. Ma come fa a fallire un paese che ha 2 trilioni di debito e 8 trilioni di attivi della sua popolazione ? Avete mai sentito che un’azienda è fallita perchè aveva 100.000 euro di debiti, ma aveva tra liquidità e patrimonio immobiliare del suo titolare oltre 400.000 euro ? Com’è che la popolazione si indegna per la riforma delle pensioni italiane, ma nessuno si sogna di contestare la pensione sociale che viene erogata agli extracomunitari con semplice permesso di soggiorno, i quali grazie al ricongiungimento familiare dei loro genitori anziani incassano 550 euro mensili senza aver mai versato contributi all’INPS. Ancora nel paese ci sono faide fratricide tra destra e sinistra quando non hanno alcuna logica di esistenza visto che i loro due modelli economici di ispirazione sono completamente falliti: il comunismo nel 1989 e il capitalismo nel 2008.

Oggi l’unico modello economico sopravvissuto è risultato essere solo il socialismo, se non avessimo avuto in questi tre anni gli interventi dei singoli stati saremmo tornati indietro di cento anni e più. Inoltre vista la continua escalation mediatica di timore sul debito pubblico, sappiate che quest’ultimo ormai è già stato ripagato, o almeno il capitale è stato ampiamente già restituito da tempo, oggi ci stiamo preoccupando solo di restituire la capitalizzazione di interessi su interessi che si sono assommati negli anni. Una exit strategy veramente da governo tecnico che mi sarei atteso invece sarebbe stato il congelamento degli interessi sui titoli governativi detenuti da non residenti, affiancato ad un programma di ristrutturazione della durata del prestito. Altro che originale, canadese, ricaricabile.

http://www.eugeniobenetazzo.com/governo-tecnico-exit-strategy.htm

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