Banche: niente soldi all’ economia reale, c/c italiani più cari d’ Europa ma viene rivisto il decreto sulle liberalizzazioni

Scritto il alle 11:57 da [email protected]

Dopo il si del senato sulle liberalizzazioni dove gli istituti bancari non erano daccordo e dopo le dimissioni del vertice ABI( vedere QUI ), arriva la marcia indietro sulle commissioni, infatti il Parlamento sembrerebbe intenzionato ad apllicare le nuove norme solo a chi non è trasparente, ovvero a chi non si è adeguato alle norme fissate sulla trasparenza nella delibera del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr), menomale che Monti dichiarava che con le banche erano stati duri………

Teniamo in considerazione diversi dettagli, il primo è che le banche hanno parcheggiato presso la BCE i soldi ricevuti dal secondo Long term refinancing operation ( LTRO, vedi QUI ), lo dimostra il fatto del nuovo record dei depositi overnight a quota 776,9 miliardi, un livello mai raggiunto da 13 anni a questa parte, che è una cifra molto vicina ai circa 850 miliardi di liquidità in eccesso stimata per il sistema bancario dell’Eurozona, ma che aimè non entrerà nell’ economia reale sotto forma di prestiti a imprese e famiglie.

Poi cè da aggiungere che i costi dei conti correnti della nostra penisola sono i più cari di tutta l’ Europa: la media per un conto corrente (dato Abi) è calato da 114 a 111 euro tra dicembre 2010 a settembre 2011, mentre le conclusioni della Commissione europea erano nettamente diverse, in uno studio di ottobre 2010 assegnò all’ Italia il primato dei costi: 295,66 euro medi annui, contro 114 euro della media Ue.

Sul quotidiano Repubblica, Andrea Greco spiega con dovizia di particolari perché l’Abi non dovrebbe permettersi di protestare:

I costi dei servizi base si confermano più freddi del carovita: la media per un conto corrente (dato Abi) cala da 114 a 111 euro tra dicembre 2010 a settembre 2011. Ma in assoluto i costi restano tra i più alti in Europa, e sarà difficile scendano in una fase in cui anche per cause esterne il settore è sotto scacco e assume funzioni sempre più “sociali”. Proprio ieri il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha avvisato banchieri e azionisti: «Le banche in questa fase della crisi hanno la necessità di adottare politiche distributive degli utili che consentano di mantenere condizioni di adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, coerenti con il complesso dei rischi assunti»

QUANDO si tratta di fare bonifici, domiciliare bollette, gestire pagamenti, la migliore soluzione per risparmiare è affidarsi alle tecnologie, che ormai abbattono i prezzi. L’Abi stima in 6,23 euro il costo di un bonifico per cassa verso una banca diversa dalla propria, mentre la cifra si dimezza se l’addebito è in conto corrente, e cala a 0,87 euro sui bonifici via Internet. Stessa dinamica per pagare le utenze domestiche: 3,16 euro al cassiere, 2,17 euro con addebito, 0,77 euro via internet e 0,09 euro con domiciliazione. Nel 2011, quasi tutti i maggiori gruppi si sono inventati la trovata di chiedere una commissione – da 1 a 3 euro – per restituire i contanti depositati dai propri clienti sui conti. È diffusa, poi, la prassi bancaria di far pagare l’invio di documenti su carta intestata (fino a 12 euro, per alcuni casi riguardanti le posizioni in titoli), comprese le comunicazioni di trasparenza obbligatorie. Ma anche gli avvisi via sms sul cellulare in taluni casi possono costare (2 euro al mese), e un euro la richiesta allo sportello della lista movimenti.

IN ITALIA circolano ormai 80 milioni di carte di pagamento, più del doppio rispetto al numero dei conti correnti. La carta di credito ha un costo tra i più importanti per il cliente: attorno a 30 euro l’anno. Le più insidiose, per quanto riguarda i costi, sono le carte prepagate e quelle revolving. Le prime, che hanno avuto un boom negli ultimi anni, hanno costi elevati, ma garantiscono di più chi le utilizza sul web o in assenza di conto corrente. Le revolving sono veri finanziamenti con tassi di interesse altissimi (attorno al 15% il Taeg medio), quindi sono da evitare, a vantaggio di prestiti personali o dello scoperto di conto corrente. Tra le nuove misure passate nel decreto liberalizzazioni, anche quella che riduce le commissioni interbancarie a carico degli esercenti per transazioni con carte di credito, in vigore da giugno. Nel frattempo, saranno gratuite per acquirente e venditore le transazioni fino a 100 euro presso i distributori di benzina.”

 

Quindi evviva le banche………………………che bontà d’ animo.

 

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1 commento Commenta
mau.rec
Scritto il 4 marzo 2012 at 16:09

interessante…

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