Unicredit, sotto la morsa della speculazione, rimanete fuori per evitare il panico creato dagli squali

Scritto il alle 16:10 da Agata Marino

Direi non male… i diritti in calo di oltre il 50% e azione a -12%, i pesci piccoli in panico… ora potete capire il perchè dicevo di starne fuori!! Anche se questo non è il momento di dire, io lo sapevo, me lo sentivo, era ovvio che sarebbe successo e cose di questo tipo. Chi è dentro in questo momento deve affrontare con freddezza e razionalità c’è un pool di 26 banche che garantisce 7,5 miliardi di euro, se l’azione scende sotto quota 1,943 euro sono allettate dalla possibilità di acquisire i due terzi di Unicredit pagandola 1,943 euro. Qui trovate l’articolo sull’aumento di capitale e diritti

Unicredit non è sull’orlo del fallimento, considerando che le banche non sono più istituti solidi ed è da vent’anni che non è più così. Le Banche hanno cominciato ad aprire sportelli ad un ritmo impressionante, sotto la spinta della liberalizzazione, dove abito io; una piccola cittadina di 18000 abitanti, ci sono 60 sportelli!! e questo era un segnale di debolezza non di forza; proprio come fa il gatto quando arrizza il pelo per sembrare più grosso e far così paura, ma le Banche sono e resteranno aziende speciali ed assolutamente particolari dalle quali il sistema economico non può farne a meno, anche se fragili e facilmente aggredibili. In questo momento Unicredit è sotto attacco speculativo sperando che chi sia rimasto dentro lo abbia fatto con testa la cosa da fare, avendo ancora una forte liquidità far capire all’aggressore che a bordo non ci sono solo pesci piccoli e che se i pesci piccoli vengono pescati anche gli squali rimangono incastrati. Certamente la Unicredit che uscirà da questo aumento di capitale sarà qualcosa di diverso da quella che conosciamo, ma avrà comunque un valore, come determinarlo? chi non è dentro rimanga fuori c’è ancora una settimana dove può succedere di tutto e si potrebbero pagare le azioni veramente a saldo!( quelli tipo quelli che troviamo sulle vetrine, non il saldo borsistico) .

Questo sconto non è piaciuto al mercato e così chiede il vero sconto…Insomma, ciò che io voglio evidenziare di non mettetevi a giocare con i diritti, non lasciatevi tentare da un facile ed immediato guadagno, abbiate sempre una riserva che può essere utilizzata in momenti ancora più critici di questo. Se proprio volete giocare con i diritti, fatelo dunque per importi che siete assolutamente in grado di perdere senza grandi rimpianti, fatelo cioè come se stesse mettendo delle fiches sul rosso o sul nero di un tavolo da roulette.

In tanto dai vertici iniziano a stringere la cinghia verso i correntisti e dicono che:

”Al momento, la nostra banca ha un eccesso di credito rispetto alla raccolta diretta.
Lo squilibrio e’ notevole e ci impone sia di limitare l’espansione in modo selettivo scegliendo le operazioni che ci interessano di piu’ in termini di ritorni commerciali e reddituali sia di migliorare la qualita’ del credito”.

 

Il faro di Piazza Cordusio e’ puntato soprattutto sui nuovi clienti del gruppo che dovessero richiedere
finanziamenti. “E’ opportuno un periodo di sperimentazione, da valutare di volta in volta prima di impegnarci con operazioni a medio termine, a prescindere dalla presenza di un consorzio di garanzia”, chiarisce infatti il documento.

Il giro di vite non risparmia neppure rapporti ormai consolidati con clienti di vecchia data. “Proposte di incremento fido o di nuovo affidamento dovrebbero essere valutate solo per clienti con rating da 1 a 5. L’atteggiamento dovrebbe essere di mantenimento su clienti con rating 6( per capirci quelli che fanno parte del gruppo 6 sono i comuni mortali con un lavoro precario). Le proposte con rating superiore dovranno essere opportunamente valutate”, spiega infatti la nota interna, “per valutare se e in che termini la situazione possa evolvere positivamente, considerando che i clienti dovrebbero essere messi a conoscenza che in caso contrario, prima o poi, si arrivera’ all’opportunita’ di concordare un rientro”.

“La clientela che ci richiede fidi o prestiti viene giudicata in base a una scala di rating che va da 1 a 9, dove 1 equivale a rischio insolvenza pari a zero( un Berlusconi per intenderci) o un  e dove 5 oggi rappresenta un’asticella da non superare”, ha chiarito una fonte del gruppo, aggiungendo che “il rating viene fornito in modo automatico da un software a conclusione della pratica. Vengono presi in considerazione sia dati di bilancio sia dell’analisi andamentale, eventuali insoluti e andamento del settore merceologico di appartenenza”.

Ad ogni modo, sia che si tratti di vecchi o di nuovi clienti, l’input che arriva in questo momento dalla direzione del gruppo e’ che le operazioni di prestito e finanziamento che vengono inoltrate al Polo Crediti (la struttura cui spetta la valutazione di gran parte delle pratiche, mentre la decisione su un numero piu’ limitato spetta ai direttori di filiale, ndr) dovrebbero essere “di gran lunga minori in numero di quanto rileviamo invece adesso”.

Il documento entra poi nel merito delle operazioni che il gruppo milanese guidato da Federico Ghizzoni e’ disposto a sostenere. “Non siamo disponibili a consolidare i debiti dei clienti se non nell’ambito di un piano di ristrutturazione che non preveda altre vie d’uscita. In ogni caso non ci sostituiamo al debito delle altre banche o al leasing, non sosteniamo il contenzioso dei clienti salvo che non si tratti di crediti che abbiamo anticipato noi e per i quali non siano state commesse irregolarita’”.

“Non ci interessa finanziare il trading di qualunque natura esso sia, l’immobiliare speculativo, il campo finanziario”, prosegue poi il documento, specificando che – nella lista delle societa’ che per tipologia di business dovranno essere escluse dai finanziamenti – rientrano “le immobiliari, le holding, le societa’ estere e quelle controllate da soggetti esteri per natura fiscale, le finanziarie di qualunque genere, le commerciali che non mostrino elementi strutturali tali da renderle affidabili e – con le dovute eccezioni – le concessionarie auto”.

Tempi duri, infine, per chi opera nel settore dello sviluppo immobiliare o in quello del fotovoltaico. Per quanto riguarda il primo, il documento indica infatti che al credito potranno accedere solo “un cliente conosciuto. Dovra’ inoltre portare l’area gia’ di proprieta’, sul cui valore noi non interverremo. Il nostro intervento sui costi di costruzione avverra’ solo a conguaglio, dopo che il costruttore avra’ investito la sua quota, con pagamenti accertati”. Non solo. “Le erogazioni oltre il 30% della nostra quota potranno avvenire solo a presentazione di un 20% di compromessi di vendita”. Percentuale che sale al 50% se le erogazioni richieste sono superiori al 70%. Per chi opera invece nel fotovoltaico, addio a operazioni di carattere speculative, che negli ultimi anni – prima della stretta del Conto Energia, erano diventate frequenti anche tra gli operatori di family office. “E’ opportuno limitarci all’intervento a fronte di investimenti di importo limitato e solo per impianti a corredo dell’attivita’ industriale del cliente”, spiega infatti a chiare lettere il documento. Che esclude “investimenti di natura speculativa da parte di operatori non interessati al settore energetico”.

Quindi attendiamo!

 

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6 commenti Commenta
Scritto il 9 gennaio 2012 at 16:15

ore1600 ecco l’effetto dei primi ordini da oltreoceano, aggiornati i minimi sui titoli coinvolti nell ADC

vuvuzela
Scritto il 9 gennaio 2012 at 16:45

La mia esperienza con il “rating clienti” di questa “grande banca”

Sono uno dei primi correntisti fineco, attualmente facente capo ad Unicredit. Libero professionista medico,under 40, investo in conti deposito e movimento circa 100k/anno sul conto fineco, sul quale verso i proventi della mia libera professione tramite assegni bancari o bonifici.
Un paio di anni fa investivo anche sui PCT unicredit, quando avevano rendimenti umani. Ho accennato anche un po’ di Forex, ma ho smesso dopo aver perso circa 500 euro in un paio di giorni. Mai insoluti, mai protesti, perfetto, puntuale e impeccabile pagatore.
Questa la mia situazione come “cliente”.

Qualche mese fa chiedo il minifido di 3mila euro a Fineco,che tre anni fa mi fu concesso e poi revocato a fine anno, da utilizzare come “cuscinetto valuta-disponibilità” per gli assegni che incasso regolarmente e che sposto sui vari conti deposito non Unicredit.
Mi chiedono il modello unico, mi rigettano la domanda.

Evidentemente rientro tra i “comuni mortali” con lavoro precario, il loro cervellone mi piazza a livello 6.
Per carità, Unicredit è libera di fare le sue scelte, ma io faccio le mie, con il mio cervellone:

1) Non appena trovo una comoda alternativa per il versamento degli assegni, addio a Fineco ed Unicredit. Persino Ing concede il minifido di mille euro a tutti i nuovi clienti.

2) Unicredit, le sue obbligazioni, il suo conto deposito cashpark, NON VEDRANNO MAI un centesimo dei miei risparmi (circa 120k euro, in crescita), anzi, ne vedranno solo le transazioni. Sul conto corrente ci lascio a malapena 400 euro.

3) Sono un giovane cliente, daro’ fiducia nel corso della mia vita a chi adesso mi offre un briciolo di fiducia: ING. Mi rivolgero’ a loro per qualsiasi cosa, spero solo aprano una filiale nella mia zona per poter versare facilmente gli assegni. Ad oggi quasi tutti i miei risparmi sono su conto arancio.

4) Se fossi in Unicredit, valuterei i clienti soggettivamente, evitando di perdere quelli buoni per assurde prese di posizione. Hanno un eccesso di credito rispetto alla raccolta diretta? Ok, andate a raccogliere direttamente dai creditori allora.

contex
Scritto il 9 gennaio 2012 at 17:35

beh..non male…valeva circa 80 centesimi…ma come farla crollare senza generare panico? semplice accorpiamo le azioni ..10 al posto di una..ed eccoci a 6 euro…. poi giu a piombo di quasi 4 euro… quando varrebbero ora le vacchie azioni? 20 cenresimi credo o sbaglio… no male…se poi assommiamo il fatto che non si potevano shortare qui..i piccoli si son presi legnate… no comment…

Scritto il 9 gennaio 2012 at 19:07

vuvuzela@finanzaonline:
La mia esperienza con il “rating clienti” di questa “grande banca”

Sono uno dei primi correntisti fineco, attualmente facente capo ad Unicredit. Libero professionista medico,under 40, investo in conti deposito e movimento circa 100k/anno sul conto fineco, sul quale verso i proventi della mia libera professione tramite assegni bancari o bonifici.
Un paio di anni fa investivo anche sui PCT unicredit, quando avevano rendimenti umani. Ho accennato anche un po’ di Forex, ma ho smesso dopo aver perso circa 500 euro in un paio di giorni. Mai insoluti, mai protesti, perfetto, puntuale e impeccabile pagatore.
Questa la mia situazione come “cliente”.

Qualche mese fa chiedo il minifido di 3mila euro a Fineco,che tre anni fa mi fu concesso e poi revocato a fine anno, da utilizzare come “cuscinetto valuta-disponibilità” per gli assegni che incasso regolarmente e che sposto sui vari conti deposito non Unicredit.
Mi chiedono il modello unico, mi rigettano la domanda.

Evidentemente rientro tra i “comuni mortali” con lavoro precario, il loro cervellone mi piazza a livello 6.
Per carità, Unicredit è libera di fare le sue scelte, ma io faccio le mie, con il mio cervellone:

1) Non appena trovo una comoda alternativa per il versamento degli assegni, addio a Fineco ed Unicredit. Persino Ing concede il minifido di mille euro a tutti i nuovi clienti.

2) Unicredit, le sue obbligazioni, il suo conto deposito cashpark, NON VEDRANNO MAI un centesimo dei miei risparmi (circa 120k euro, in crescita), anzi, ne vedranno solo le transazioni. Sul conto corrente ci lascio a malapena 400 euro.

3) Sono un giovane cliente, daro’ fiducia nel corso della mia vita a chi adesso mi offre un briciolo di fiducia: ING. Mi rivolgero’ a loro per qualsiasi cosa, spero solo aprano una filiale nella mia zona per poter versare facilmente gli assegni. Ad oggi quasi tutti i miei risparmi sono su conto arancio.

4) Se fossi in Unicredit, valuterei i clienti soggettivamente, evitando di perdere quelli buoni per assurde prese di posizione. Hanno un eccesso di credito rispetto alla raccolta diretta? Ok, andate a raccogliere direttamente dai creditori allora.

hai detto la parola magica…sei un libero professionista… puoi, secondo la loro mente bacata, FALLIRE IN QUALSIASI MOMENTO… la valutazione soggettiva dovrebbe essere fatta dal direttore di banca… che oggi non ha più i poteri di una volta, nota le pubblicità che vedi in giro… sembra che tutte le banche sono li ad aspettarti con il caffè in mano… in realtà loro cercano il pensionato… quello che non legge le cose scritte in piccolo… quello che firma il contratto non sapendo che dopo un paio di mesi la banca può tagliare lo sconto fatto… INFATTI ECCO IL MINISTRO PASSERA ”che aiuta le banche imponendo l’uso degli assegni con cifre irrisorie” così si aprono conticorrenti!!… se continua così i soldi riverranno spostati in altri stati… dove c’è ancora rispetto per la gente che da lavoro ad altra gente

Scritto il 9 gennaio 2012 at 19:30

Esatto Contex, 20 centesimi, ma oggi poco prima delle chiusura a 0.216 qualcuna l’ho presa :)

artes
Scritto il 9 gennaio 2012 at 21:05

Agata Marino: hai detto la parola magica…sei un libero professionista… puoi, secondo la loro mente bacata, FALLIRE IN QUALSIASI MOMENTO… la valutazione soggettiva dovrebbe essere fatta dal direttore di banca… che oggi non ha più i poteri di una volta, nota le pubblicità che vedi in giro… sembra che tutte le banche sono li ad aspettarti con il caffè in mano… in realtà loro cercano il pensionato… quello che non legge le cose scritte in piccolo… quello che firma il contratto non sapendo che dopo un paio di mesi la banca può tagliare lo sconto fatto… INFATTI ECCO IL MINISTRO PASSERA ”che aiuta le banche imponendo l’uso degli assegni con cifre irrisorie” così si aprono conticorrenti!!… se continua così i soldi riverranno spostati in altri stati… dove c’è ancora rispetto per la gente che da lavoro ad altra gente

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