Manovra finanziaria Monti: ultime modifiche verso il voto di fiducia

Scritto il alle 15:54 da [email protected]

Verso il voto di fiducia

Vista la numerosità delle proposte, si pensava ad uno slittamento per l’approdo della manovra finanziaria in Aula, che però non è avvenuto anche se è possibile che si vada verso il voto di fiducia.

Il Cdm ha infatti autorizzato a porre la fiducia sulla manovra con la formula “se necessario”, anche sugli emendamenti eventualmente approvati tra quelli presentati dal governo alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Questo per raggiungere la piena condivisione delle decisioni e «non arrivare a un testo raffazzonato», come affermato Gianfranco Fini sull’ipotesi di un ulteriore rinvio.

ECCO LE NOVITA’, IN AGGIUNTA A QUELLE CHE ABBIAMO GIA’ LETTO

  •  Oltre all’abolizione delle Province dal 2013, al taglio degli stipendi del parlamentari con apposita normativa entro gennaio 2012:
  • contributo di solidarietà del 15% sulle pensioni d’oro (sopra i 200mila euro), in pratica il contributo viene preso dall’ eccendenza sopra i 200.000.
  • esenzione bollo sui conti correnti fino a 5mila euro, detrazione di 50 euro per ogni figlio (massimo fino a 400 euro), e bolli CONTO TITOLI da leggere QUI , ESTRATTI CONTO AL FISCO da leggere QUI
  • niente blocco indicizzazioni per il 2012 sugli assegni pensionistici fino a 1400 euro (dal 2013 fino al minimo).

Riforma delle pensioni

In prima linea l’emendamento sulla riforma delle pensioni e più in particolare sulle indicizzazioni delle pensioni fino a 1400 euro, che per il prossimo anno saranno rivalutate del 100%, mentre nel 2013 le rivalutazioni riguarderanno le pensioni fino a due volte la minima.

La copertura sulla previdenza è stata individuata – a detta del ministro del Lavoro, Elsa Fornero – dal prelievo del 25% come contributo di solidarietà per pensioni sopra i 200 mila euro.

Meno veloce inoltre l’innalzamento dell’età per le donne nel privato, che potranno andare in pensione di vecchiaia a 64 anni se al 31 dicembre 2012 avranno almeno 20 anni di contributi e 60 anni d’età.

Sui politici, stendiamo un velo pietoso, ma qui MONTI non poteva farci nulla tocca al parlamento decidere… il problema è che non deciderà certamente

ICI

Dal punto di vista della nuova Ici, è previsto uno sconto di 50 euro per ogni figlio di eta’ non superiore a 26 anni, fino ad un massimo di 400 euro, oltre allo sconto di 200 euro, indipendente dal numero dei figli, che sarà bbassato a 170 euro a partire dal 2014. I nuovi provvedimenti del maxi-emendamento, che dovrebbero essere approvati da entrambi i rami del Parlamento prima delle festività natalizie, spostano circa 2 miliardi di euro sui 30 miliardi lordi dell´intera manovra “salva-Italia”

QUI trovate esempi pratici e il decreto sulla nuova tassa sulle case

QUI in decreto completo su imu case e terreni

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1 commento Commenta
balrock
Scritto il 14 dicembre 2011 at 17:58

secondo Adusbef e Federconsumatori, le ricadute al 2014 saranno pari a 1.129 euro l’anno a famiglia, che, sommando anche le misure 2011 del governo Berlusconi, salgono a 3.160 euro. L’impatto sulla capacità di consumo è del 7,6% annuo.

Secondo i calcoli delle due associazioni, a regime le ricadute della manovra in via di approvazione saranno pari a 197 euro di tagli e 932 euro di imposte. I tagli riguardano il mancato adeguamento dell’indicizzazione delle pensioni oltre 1.000 euro (34 euro l’anno) e quelli agli enti locali (163 euro l’anno).

Per quanto riguarda invece le imposte la tabella evidenzia 270 euro da aumenti dell’Iva, 405 euro per l’Imu prima casa, 120 euro per le accise sulla benzina, 47 euro per il bollo sui depositi, 90 euro per l’addizionale regionale allo 0,3%. Il totale ammonta così a 1.129 euro l’anno, che salgono a 3.160 euro se si sommano le misure varate nel 2011 dal governo Berlusconi, che hanno ricadute per 2.031 euro.

Pesante sarà anche l’impatto sui consumi: nel 2014, una famiglia di tre persone con una retribuzione netta nel 2011 di circa 32mila euro registrerà a seguito delle varie manovre correttive una caduta nella capacità di consumo di circa il 7,6% annuo. Secondo le due associazioni, quindi, “una delle conseguenze di mancati interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali) sarà quello di accentuare la recessione economica e le diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza”.

Secondo gli ultimi dati pubblicati da Bankitalia le famiglie italiane si sono impoverite nel 2011, con la ricchezza che e’ diminuita in media dell’1,5%.

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