Crisi: L’ allarme arriva anche dalla Corte dei Conti

Scritto il alle 21:24 da [email protected]

Le tasse aumenteranno la recessione del Belpaese, a lanciare l’ allarme a questo giro è la Corte dei Conti. Secondo il presidente Luigi Giampaolino:

 

“La ristrettezza dei margini temporali complica la realizzabilità di una strategia di politica economica. La componente fiscale degli interventi correttivi prevista dal Def “è altissima” e sarà superiore al 45% nel triennio 2012-2014. L’inevitabile asimmetria tra gli effetti recessivi prodotti dalla manovra di bilancio e l’impatto virtuoso delle misure di sostegno dell’economia genera un equilibrio molto fragile. Lo stesso orientamento dei mercati appare sempre più influenzato dalla percezione negativa delle prospettive di crescita di Italia e Spagna e dall’impressione del perdurare dell’alto livello di pressione fiscale. Occorre riconsiderare drasticamente alcune organizzazioni della pubblica amministrazione, a partire da quelle dell’ordine pubblico e della sicurezza. La spending review deve rendere possibile non solo la riduzione della spesa, quanto la sua migliore distribuzione (in primis a favore degli investimenti) e il conseguimento di più elevati standard di efficienza, individuando nello stesso tempo distorsioni strutturali connesse ad assetti organizzativi da drasticamente riconsiderare, ad esempio quello della tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza. L’ ambito di fattibilità delle dismissioni dovrebbe essere oggetto di un sollecito ed attento esame perché una ripresa delle politiche di dismissioni del patrimonio pubblico può risultare opportuna, sia per la riduzione del debito che per abbattere il ricorso netto al mercato. Occorre spendere in modo oculato e bene, perché sono soldi sottratti in maniera rilevantissima ai privati e a quelli che producono. Una delle prime incombenze che abbiamo davanti, evitando gli sprechi e gli sperperi, che sono patologici, ma anche ben amministrando, tutte le pubbliche amministrazioni devono guardare piu’ che a creare nuove imposte e nuove forme di balzelli a ridurre le loro spese non in modo lineare o non ragionato ma in modo qualificato, assumendosene le responsabilita. La somma di entrate e di spese pubbliche supererà nell’intero periodo il 90% del PIL, un drenaggio di risorse incompatibili con un efficace politica di rilancio dell’economia. Il profilo piatto della crescita economica si traduce, anche nel periodo di riferimento del Def ( Documento di Economia e Finanza ), in una incidenza soverchiante del bilancio pubblico sull’economia. Un ritorno al lassismo non sarebbe mai auspicabile, una seria e rigorosa attenzione ai conti pubblici è auspicata ma è importante che si presti altrettanta attenzione al momento della spesa

 

Quindi anche il presidente della Corte dei Conti ribadisce che senza tagli seri alla spesa pubblica e con il solo aumento delle tasse, la crescita non solo non ci sarà ( come ha dichiarato Grilli ), ma si acuirà lo stato recessivo che già viviamo, vedendo da poco i primi effetti sull’ economia REALE.  Quindi come diciamo da tantissimo tempo questo che viviamo è solo l’ inizio, il resto sono tutti annunci/slogan e basta. Per vedere gli effetti di una crescita, prima si deve fare veramente qualcosa di concreto, ma poi si deve aspettare qualche anno per vederne gli effetti positivi sull’ economia reale……………

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