Crisi Europea: Spagna a livelli record e Francia peggior dato sulla disoccupazione dal 1999

Scritto il alle 20:57 da [email protected]

Per la Spagna un quadro tutt’altro che ottimistico con una crescita negativa dell’1,7% , in altre parole il paese é in recessione e con un tasso di disoccupazione record. L’esposizione nel settore immobiliare vale oltre 300 miliardi e ben la metà sono tuttora prestiti considerati di difficile recupero. Gli ultimi dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica spagnolo parlano di un crollo delle compravendite a gennaio 2012, rispetto allo stesso mese dell’ anno precedente che sono diminuite del 26,3%. Il trend discendente si protrae da ben 11 mesi, mentre i prezzi sono calati nel solo 2011 del 11,2%. E’ il peggior dato dal 2007 anno dello scoppio della bolla immobiliare.

Anche la Francia accusa l’ aumento dei disoccupati, sembrava immune ma il contagio è arrivato, la crescita della disoccupazione non riguarda solo i paesi periferici ma anche alcuni paesi che fino a poco tempo fa potevano, erroneamente, essere ritenuti al sicuro. Non importa essere economisti affermati per sapere che un calo dei consumi significa inevitabilmente chiusura di molte aziende e quindi disoccupazione. A febbraio 2012 i disoccupati francesi sono cresciuti di 6200 unità arrivando al poco invidiabile traguardo di 2,868 mln, con un incremento dello 0,2% su base mensile e del 6,2% su base annua. Si tratta del livello più alto raggiunto da questo indicatore dal 1999.

Quindi nessuno in Eurolandia è al riparo……………………………… si vuol crescere ma la disoccupazione aumenta, come si può pensare di aumentare l’ occupazione se si introducono leggi per licenziare più facilmente?

 

Ecco alcuni dati e grafici:

Disoccupazione totale e giovanile:

Spagna: 23,3% e 49,9%;
Grecia: 19,9% e 48,1%;
Portogallo: 14,8% e 35,1%;
Italia: 9,2% e 31,1%;
Irlanda: 14,8 e 29,6%.

Dovrebbe farci riflettere il fatto che la maggior parte di questi paesi abbia registrato tassi di disoccupazione giovanile più o meno simili a quelli calcolati a cavallo degli anni ‘90, prima dell’introduzione dell’Euro.

Il vero allarme per il mercato del lavoro internazionale dipende dal fatto che nel Vecchio Continente la situazione è peggiore rispetto agli americani. Con la sola eccezione della Germania, dove la disoccupazione giovanile si è fermata al 7,8%, a fronte di un tasso complessivo del 5,8%. In calo anche rispetto al 9% calcolato a dicembre 2010.

 

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