Unicredit aumento di capitale e diritti: ecco tutta la tabella con i Saldi pronti

Scritto il alle 14:06 da Agata Marino

Alla vigilia di Natale le banche italiane hanno preso in prestito dalla Banca  centrale europea oltre 110 miliardi di euro al tasso dell’1% per tre anni. Gli istituti di credito hanno potuto depositare titoli in cambio di liquidità presso l’istituto centrale con l’impegno di riversare questo denaro a sostegno dell’economia…

 

Lascio uno spazio per una breve pausa di silenzio… perchè sino ad oggi questo sostegno ancora non si vede, visto che il denaro alle imprese costa fino al 16% e alle famiglie fino al 21%, a un soffio dalla soglia d’usura individuata dalla Banca d’Italia. Insomma le banche preferiscono tenersi stretta la liquidità ricevuta e, dall’altra parte, ben pochi soggetti accettano di pagare tassi così alti. Chi lo fa in molti casi non ha alternative, con il rischio per l’istituto di credito di trovarsi in casa un cattivo pagatore. Centinaia di imprese in crisi, a rischio 300mila posti di lavoro, insomma ci troviamo con un’emergenza sociale senza precedenti.
Il tutto senza contare il fatto che molte imprese devono addirittura fronteggiare una richiesta di rientro da parte delle banche a fronte della diminuzione del valore degli asset dati in garanzia. Il fenomeno riguarda sia i grandi istituti sia le banche popolari, che in passato invece offrivano condizioni più vantaggiose alle imprese del territorio. Ora parliamo di Unicredit sull’aumento di capitale e i suoi diritti: considerando che la finanza è un mondo a parte, in questo periodo di saldi specialmente le donne cercano SCONTI per comprare il capo visto prima ad un prezzo più caro, per quanto riguarda i titoli la parola sconto ha un significato molto diverso da quello che incontriamo osservando le vetrine dei negozi, insomma adremmo a pagare meno un oggetto che sino a ieri costava di più, risparmiando ed in un certo senso ci rimangono dei soldi in tasca quindi BENE!! In finanza  quando leggiamo la parola “sconto”  dobbiamo leggerla come “fregatura” e più lo sconto è alto, più grande sarà la fregatura. In finanza lo sconto viene praticato non per agevolare l’azionista ma per imbrigliarlo in una trappola per topi, più è alto lo sconto e più un azionista sarà costretto ad aderire all’operazione perché l’eventuale “mancata adesione” gli procurerà un’ingente perdita (di solito proprio pari allo “sconto” praticato). In più l’adesione non è gratuita , quindi se il vecchio azionista in quel momento non ha i soldi per aderire peggio per lui, dopotutto se è un pezzente perché ha comprato azioni? Per questo motivo riporto, nella tabella sottostante i dati principali relativi all’operazione di aumento di capitale Unicredit. precisando che:

Il diritti saranno caricati sui dossier degli azionisti entro lunedì 9 gennaio e saranno in numero pari alle azioni detenute, quindi ogni singolo diritto permette l’acquisto di due nuove azioni.

I diritti Unicredit azionexazione dal 23 gennaio non saranno più quotati sulla Borsa italiana quindi non ci sarà valore.

Attenzione che qualche banca, in assenza di istruzioni da parte dei loro clienti, proce alla vendita diretta degli stessi nell’asta di apertura dell’ultimo giorno di negoziazione  che è il 20 gennaio 2012, altre invece non eseguono tale operazione, quindi mi raccomando fate attenzione.

Altra cosa, dovete far pervenire in ogni caso la vostra scelta (adesione all’aumento di capitale o vendita dei diritti) alla vosta Banca entro il giorno 19 gennaio 2012. e le eventuali adesioni sono irrevocabili.

 

Numero nuove azioni emesse

3.859.602.938

Valore complessivo aumento di capitale

7.499.208.508,53

Fattore o Coefficiente K

0,65863050

Prezzo riferimento Az. Ord. Rettificato

2,6220

Prezzo ufficiale Az. Ord. Rettificato

2,7382

Prezzo riferimento Az. Risp. Rettificato

5,4400

Prezzo emissione nuove azioni

1,943

Rapporto di cambio

2 nuove azioni per ogni azione ord e/o risparmio.

Valore diritto

1,359 ricordatevi che dopo il 20 i valori dei diritti si azzerano, al 27 gennaio saranno attribuite le nuove azioni

Trattazione diritti dal 9 gennaio al 20 gennaio 2012
Insomma eccovi “lo sconto” che purtroppo è stato ritenuto troppo elevato,conclusione… più forte lo sconto, maggiore la fregatura e al mercato questo non è piaciuto, se infatti a questo aggiungiamo, come avevamo detto in una precedente analisi  che il fondo di investimento americano Blackrock è passato nei giorni scorsi dal 4,2% del capitale all’1,71% e che le Fondazioni, grandi azioniste della Banca di Piazza Cordusio, con l’eccezione di quella di Verona, parteciperanno solo parzialmente all’operazione di aumento (e la Fondazioni Banco di Sicilia e Cassamarca hanno annunciato che non sborseranno un solo euro), il quadro è completo.

Per quel che riguarda il grafico: posso soltanto dire di non entrare non c’è altro da aggiungere… il grafico parla da solo e la speculazione su questo titolo non la voglio consigliare, le uscite sono troppo veloci per postarle e sino a quando non vi è la formazione di una base solida è meglio attendere, ora la parola va ai pesci piccoli… appena entreranno gli squali riguarderemo graficamente questo titolo.

Segnalo L’articolo su Eni, petrolio, e gas  potete leggerlo  andando QUI

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6 commenti Commenta
artes
Scritto il 7 gennaio 2012 at 15:15

:wink::wink:

Scritto il 7 gennaio 2012 at 18:00

Grande Agata…
Comunque raga…dopo questa repulist del titolo da vecchi allacci e futuri nuovi padroni… il titolo probabilmente rischia, e sottolineo rischia, di subire un’ulteriore contraccolpo dagli asset ungheresi, vista la situazione socio-economica del Paese magiaro. Un brutto momento per il colosso d’argilla.

Hoffy
Scritto il 8 gennaio 2012 at 00:17

Chiarissima come sempre… vorrei cercare di capire il valore “teorico” dei diritti che saranno negoziabili da Lunedì.
Io non ho liquidità per aderire all’AdC ma pensavo di vendere una parte dei diritti e, con il ricavato, esercitare il residuo.
se il prezzo ufficiale di oggi fosse 4,00€., il diritto dovrebbe valere ca. 0,69 e quindi, dovrei vendere ca. il 74% dei diritti per poter esercitare il rimanente 26% .
Detto questo, secondo voi, è meglio vendere i diritti già in asta di apertura, o comunque nei primi minuti di negoziazione (visto che probabilmente dopo subiranno un calo) o attendere la fine del periodo di negoziazione ?
grazie anticipatamente e condivido che i grafici ora non servono

Scritto il 8 gennaio 2012 at 10:36

Hoffy:
Chiarissima come sempre… vorrei cercare di capire il valore “teorico” dei diritti che saranno negoziabili da Lunedì.
Io non ho liquidità per aderire all’AdC ma pensavo di vendere una parte dei diritti e, con il ricavato, esercitare il residuo.se il prezzo ufficiale di oggi fosse 4,00€., il diritto dovrebbe valere ca. 0,69 e quindi, dovrei vendere ca. il 74% dei diritti per poter esercitare il rimanente 26% .
Detto questo, secondo voi, è meglio vendere i diritti già in asta di apertura, o comunque nei primi minuti di negoziazione (visto che probabilmente dopo subiranno un calo) o attendere la fine del periodo di negoziazione ?
grazie anticipatamente e condivido che i grafici ora non servono

ciao hoffy ti faccio esempi con i numeri che sono piu’ chiari

Un azionista con 1.250 azioni (e quindi 1.250 diritti) se vorrà partecipare all’adc convertendo il maggior numero di diritti ma senza utilizzare ulteriori disponibilità, venderà 1.000 azioni incasserà 1.259 euro e con questi quattrini convertirà i rimanenti 250 diritti in 500 nuove azioni (che al prezzo ormai prefissato di 1,943 euro richiedono un esborso di 1.260,10 euro). Al termine dell’operazione l’azionista sarà così proprietario di 1.950 azioni.
I tuoi calcoli risultano così precisi poiché l’azionista vende il 74% dei propri diritti (1.000/1.250) per convertirne il 26% (250/1.250).
C’è solo un però, che il cliente paghi le nuove azioni 1,943 cad. è certo, che riesca a vendere i propri diritti a 1,259 no, naturalmente potrebbe anche riuscire a venderli ad un prezzo superiore, ma il prezzo di vendita potrebbe anche variare in maniera significativa verso il basso ecco il perchè niente analisi tecnica sino ad aumento avvenuto, sono le previsioni che mettono in difficoltà gli analisti i quali solitamente analizzano e non ci mettono un soldo bucato sulle analisi tecniche che fanno… mettendo degli stop lontanissimi, non facendo parte di questo settore e investendo in tutto ciò che analizzo( beccandomi i gain e in questo caso anche gli stop sulle operazioni) non ho problemi a dirti…questo titolo e grafico non è analizzabile con l’analisi tecnica. Allora nella maggior parte delle ultime operazioni analoghe i diritti sono fortemente diminuiti (e ovviamente ha fatto così anche l’azione, pur con variazioni decisamente più contenute ) nei primi giorni di contrattazione, mentre si sono ripresi proprio con l’avvicinarsi della scadenza del termine di contrattazione dei diritti. però… occorre dire che tutte le azioni che hanno avuto una situazione analoga nessuna aveva avuto il tracollo che ha avuto in così pochi giorni Unicredit… quindi, ogni operazione fa un po’ storia a sé. Intendo dire che la fisiologica flessione potrebbe già essere avvenuta, anche se l’aria che si respira è davvero pesante ed è per questo che ho consigliato di non entrare sul titolo da diverse settimane e di vendere al taglio del supporto segnalato nelle scorse analisi, per cui non penso che siano pochi coloro che, per non trovarsi nel panico negli ultimi giorni, preferiscano vendere subito i cosidetti pesci piccoli( NOI per capirci) le due settimane di trattazione dei diritti sono sconsigliate per i deboli di cuori, potrebbe gioire un giorno per un +30% e ritrovarsi il successivo a -50%… insomma fare trading sui diritti è una di quelle operazioni in cui essere “grandi investitori” quindi con grosse disponibilità certamente dà una posizione di vantaggio( GLI SQUALI) spero di aver chiarito con il bla bla bla :-)

Hoffy
Scritto il 8 gennaio 2012 at 12:36

Agata Marino: ciao hoffy ti faccio esempi con i numeri che sono piu’ chiari

Un azionista con 1.250 azioni (e quindi 1.250 diritti) se vorrà partecipare all’adc convertendo il maggior numero di diritti ma senza utilizzare ulteriori disponibilità, venderà 1.000 azioni incasserà 1.259 euro e con questi quattrini convertirà i rimanenti 250 diritti in 500 nuove azioni (che al prezzo ormai prefissato di 1,943 euro richiedono un esborso di 1.260,10 euro). Al termine dell’operazione l’azionista sarà così proprietario di 1.950 azioni.
I tuoi calcoli risultano così precisi poiché l’azionista vende il 74% dei propri diritti (1.000/1.250) per convertirne il 26% (250/1.250).
C’è solo un però, che il cliente paghi le nuove azioni 1,943 cad. è certo, che riesca a vendere i propri diritti a 1,259 no, naturalmente potrebbe anche riuscire a venderli ad un prezzo superiore, ma il prezzo di vendita potrebbe anche variare in maniera significativa verso il basso ecco il perchè niente analisi tecnica sino ad aumento avvenuto, sono le previsioni che mettono in difficoltà gli analisti i quali solitamente analizzano e non ci mettono un soldo bucato sulle analisi tecniche che fanno… mettendo degli stop lontanissimi, non facendo parte di questo settore e investendo in tutto ciò che analizzo( beccandomi i gain e in questo caso anche gli stop sulle operazioni) non ho problemi a dirti…questo titolo e grafico non è analizzabile con l’analisi tecnica. Allora nella maggior parte delle ultime operazioni analoghe i diritti sono fortemente diminuiti (e ovviamente ha fatto così anche l’azione, pur con variazioni decisamente più contenute ) nei primi giorni di contrattazione, mentre si sono ripresi proprio con l’avvicinarsi della scadenza del termine di contrattazione dei diritti. però… occorre dire che tutte le azioni che hanno avuto una situazione analoga nessuna aveva avuto il tracollo che ha avuto in così pochi giorni Unicredit… quindi, ogni operazione fa un po’ storia a sé. Intendo dire che la fisiologica flessione potrebbe già essere avvenuta, anche se l’aria che si respira è davvero pesante ed è per questo che ho consigliato di non entrare sul titolo da diverse settimane e di vendere al taglio del supporto segnalato nelle scorse analisi, per cui non penso che siano pochi coloro che, per non trovarsi nel panico negli ultimi giorni, preferiscano vendere subito i cosidetti pesci piccoli( NOI per capirci) le due settimane di trattazione dei diritti sono sconsigliate per i deboli di cuori, potrebbe gioire un giorno per un +30% e ritrovarsi il successivo a -50%… insomma fare trading sui diritti è una di quelle operazioni in cui essere “grandi investitori” quindi con grosse disponibilità certamente dà una posizione di vantaggio( GLI SQUALI) spero di aver chiarito con il bla bla bla

perfetto… grazie per la ricca spiegazione

Scritto il 9 gennaio 2012 at 08:25

Ottima Agata come sempre! Stamattina dovevo farmi tanti bei conti ma…prendo spunto da te e risparmio un po’ di tempo e di calcoli! A presto!

DT

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