Risultati dello stress test condotto su 71 grandi banche europee, diamo uno sguardo alle nostre: Banco Popolare, Intesa SP, Unicredit, Monte dei Paschi e UBI banca

Scritto il alle 02:08 da Agata Marino

dall’Eba (European banking authority) ha reso noto lo stress test condotto su 71 grandi banche europee:serviranno entro il giugno del prossimo anno 114,68 miliardi di euro di nuovi capitali (rispetto ai circa 106 miliardi di euro indicati dalla prima stima di ottobre). Di questi 30 miliardi saranno necessaria alle banche greche, 26,17 miliardi a quelle spagnole, 15,37 miliardi alle banche italiane e 13,1 miliardi a quelle tedesche. Le banche francesi necessitano di 7,32 miliardi, quelle portoghesi di 6,95 miliardi, quelle belghe di 6,31 miliardi, quelle austriache 3,92 miliardi, quelle cipriote, quelle norvegesi 1,52 miliardi. Somme inferiori al miliardo di euro saranno necessarie per le banche olandesi e slovacche.

UniCredit, che per l’Eba ha bisogno di un rafforzamento patrimoniale “pari a 7.974 milioni di euro (in crescita rispetto ai 7.379 milioni di euro di ottobre, a causa della perdita registrata nel terzo trimestre)” ma che conta di riuscire a farcela con l’aumento da 7,5 miliardi già preannunciato e la “ristrutturazione dei Cashes” (titoli obbligazionari convertibili emessi in occasione di un precedente aumento nel 2009), operazioni grazie alle quali il Core Tier 1 dovrebbe salire al 9,4% e dunque essere più che sufficiente.

Analizzando il titolo graficamente si trova sotto una resistenza importante a 0.88 e sotto la resitenza dinamica che per ora appare ben lontana, utilizzando lo stop a 0.7240 si può tentare un ingresso con primo obbiettivo a 0.8840 e come secondo obbiettivo 0.98( sino a questo ultimo obbiettivo il titolo è ribassista) se riuscissimo a rompere la resitenza dinamica segnata sul grafico ci sarebbe una partenza a rialzo su questo titolo, per ora il movimento dai minimi è da catalogare come rimbalzo da un quasi doppio minimo, inserisco il grafico con i livelli


I problemi sorgono con le altre tre banche italiane coinvolte nello stress test: Ubi Banca, Banco Popolare e Montepaschi.

Ubi Banca (che quest’anno ha già aumentato il capitale una volta) fa notare che i 1.393 milioni di euro di rafforzamento richiesto sono una indicazione che rischia di risentire di una metodologia che lascia perplessi a causa della “diversità dei criteri adottati nei diversi paesi europei per ponderare gli attivi” che renderebbe gli stessi “non confrontabili attraverso un indicatore sintetico” come il Core Tier 1 ed esprime il timore che un simile aumento di capitale possa avere “implicazioni procicliche sull’economia reale a causa del freno indotto negli impieghi”. Insomma, per  farla breve in caso di aumento a pagare saranno i clienti cui verranno ridotti i finanziamenti o concessi a costi più elevati. Analizzando il grafico vediamo che parla da solo, inserito in un canale ribassista dal 2007 non male direi:-)), gli oscillatori hanno segnalato un cambio trend da quota 2.97 ma per parlare di vero cambio trend deve rompere quota 4.12 circa e da li si potrebbe iniziare a prendere il titolo in considerazione, quindi consiglio di monitorare e di lasciarlo perdere per ora.

Il Banco Popolare (anche lui reduce da un aumento di capitale la scorsa primavera) dovrebbe ricorrere a un aumento da 2.731 milioni di euro ma trova la decisione “non appropriata per banche che svolgono quasi esclusivamente attività di credito a servizio delle famiglie e delle piccole e medie imprese e i cui rischi finanziari sono legati sostanzialmente all’esposizione verso titoli governativi italiani” Analizzando il grafico Banco popolare è messa molto peggio di Unicredit a livello grafico, avendo addirittura rotto i minimi del 2009. La soglia critica da superare si trova a quota 1.090 e l’obbiettivo importante da superare si trova a quota 1.26 dove si trova la ribassista segnalata sul grafico che fa da resistenza da diverso tempo. Non consiglio nessun ingresso su questo titolo sino a quando non viene superata l’importante resistenza DINAMICA a circa 1.26( valore che può subire delle variazioni essendo appunto dinamico) consiglio, per chi è dentro a questo titolo lo stop a quota 0.78.

Il più accorato a cercare di sottrarsi all’abbraccio dell’Eba è però il Montepaschi: Rocca Salimbeni (la cui Fondazione sta facendo cassa dismettendo partecipazioni incrociate e cercando di rinegoziare i prestiti sottoscritti meno di un anno fa per sottoscrivere il suo 51% di aumento) rischia di dover ricorrere a un nuovo aumento da 3.267 milioni di euro, ma “si augura che le attuali previsioni dell’Eba possano essere riviste quanto prima, prevedendo un diverso livello di Core Tier 1 per le banche domestiche a vocazione retail” e per intanto ricorda di aver già avviato “iniziative tese alla riduzione del buffer, per effetto della computabilità a capitale della riserva sovrapprezzo delle azioni sottostanti il “Fresh 2008” e con la attesa conversione in capitale, prevista entro il 31/12/2011, del “Fresh 2003”, di voler proseguire nell’estensione dei modelli avanzati per la misurazione e la gestione dei rischi di credito “con conseguente riduzione degli attivi ponderati, limitando quindi il credito per i soggetti a rischio, nonché nella cessione “di parte del patrimonio immobiliare non strumentale”, nella “valorizzazione delle fabbriche prodotto, anche attraverso joint venture con principali operatori del settore” e nella “valorizzazione di altri attivi, taluni rilevati a fini contabili ma non a fini prudenziali”. Osservando il grafico settimanale possiamo notare un perfetto RIBASSISTA !! ci troviamo sulla mediana e supporto del canale raffigurato sul grafico, che il titolo in questione segue dal 2008, a titolo speculativo e con stop sui minimi a quota 0.21 circa, visto le condizioni degli oscillatori, potrebbe esserci un bel rimbalzo come primo obbiettivo significativo da superare c’è quota 0.35 e a salire gli altri li ho segnati sul grafico

Intesa Sanpaolo fa sapere che l’esercizio sul capitale condotto dall’Eba in base a una metodologia definita dall’Eba stessa “allo scopo di assicurare un’applicazione uniforme a tutte le banche europee partecipanti all’esercizio”, ha determinato che l’istituto “soddisfa il criterio del 9% relativo al coefficiente Core Tier 1 dopo la rimozione dei filtri prudenziali sulle esposizioni sovrane nel portafoglio disponibile per la vendita (AFS) e la valutazione prudente, che rispecchia gli attuali prezzi di mercato, delle esposizioni sovrane nel portafoglio relativo a strumenti detenuti fino a scadenza (HTM) e in quello relativo ai crediti (L&R)”. Insomma tutti e tre gli istituti faranno tuttavia “ogni miglior sforzo per raggiungere un Core Tier 1 ratio del 9% entro la fine di giugno del 2012”, e presenteranno i rispettivi piani a Bankitalia entro il 20 gennaio 2012: per quella data o la crisi del debito sovrano sarà almeno in parte passata o per le Fondazioni bancarie si tratterà di scegliere se lasciarsi diluire, accettare nuovi aiuti di stato o procedere a matrimoni “riparatori”Osservando il grafico settimanale, ci troviamo a stretto contatto con la resistenza importante a quota 1.35, SU ITESA SP gli oscillatori che uso segnalano rialzo e sino a quando siamo sopra a quota 1.20 c’è la pssibilità di rivedere il titolo sopra quota 1.35 e c come secondo obbiettivo quota 1.46 con il test sucessivo della dinamica ribassista che accompagna il trend a ribasso dai massimi del 2007.Conclusione: se l’obiettivo è un settore bancario più sano e moderno, in grado di assolvere al meglio la sua funzione non è detto sia un male il problema è che a pagare rischiamo di essere ancora una volta noi clienti o i dipendenti delle banche e delle aziende da loro assistite. Forse questa è una delle ragioni del perchè i mercati crollano e perchè la soluzione è urgente

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2 commenti Commenta
balrock
Scritto il 12 dicembre 2011 at 10:49

mitica………

Scritto il 12 dicembre 2011 at 13:48

balrock@finanzaonline:
mitica………

mitico tu ;-)

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