La manovra equa che non colpisce il Vaticano

Scritto il alle 20:54 da balrock@finanzaonline

Come sempre, sembra retorico dirlo, ma è vero, pagano gli stessi………………

Dichiarazione di oggi di Monti:

Roma – Nella conferenza stampa successiva alla presentazione della manovra, Mario Monti, incalzato dai giornalisti stranieri (quelli italiani non si sono sognati di fare la domanda) ha ammesso: “Non ci siamo posti la questione dell’Ici sulle proprietà della Chiesa”

Questa è presa da Il Fatto Quotidiano:

Il risparmio annuo per la Chiesa – e la perdita netta per il fisco italiano – si avvicinano ai due miliardi di euro. E’ stato stimato approssimativamente in circa 50 mila il numero degli immobili ecclesiastici presenti in tutta Italia (in pratica 1 abitazione su 5), ma un vero e proprio censimento non è mai stato fatto dal catasto, soprattutto sul fronte della destinazione d’uso. Anche perché ciascun ente ecclesiastico può essere titolare di più immobili, affittati o in uso per i motivi più diversi (a Roma persino commissariati di Polizia e Carabinieri sono di proprietà vaticana). Si tratta, comunque, di una ricchezza enorme, che non ha analogie all’estero e che è totalmente detassata. Secondo una stima fatta dai Radicali Italiani qualche tempo fa, in tutta Italia sarebbero presenti almeno 30 mila stabili di proprietà della Chiesa adibiti ad attività imprenditoriali e commerciali diverse.

La quantificazione del mancato pagamento solo di questi si aggira sui 2 miliardi e 400 mila euro. All’Ici, poi, si dovrebbero aggiungere anche l’ammontare dovuto per altre imposte sia statali che comunali a cui la Chiesa risulta esente (Irpef, Iva e altro) anche questi quantificabili per circa 4 miliardi di euro. Il tutto mentre la Chiesa risulta beneficiaria dell’8 per mille che lo Stato le versa (anche quando il contribuente non ha esercitato l’opzione: a meno che il contribuente non lo destini ad altro scopo, quei soldi vanno alla Chiesa anche se non dichiarato apertamente) e che è una cifra molto alta: dal 1990 al 2007 la Chiesa ha percepito 970 milioni circa di euro dallo Stato Italiano per “l’esercizio del culto”.

Così la politica non sarà la sola ad essere esclusa dai sacrifici. Ecco per informazione, alcuni dei privilegi di cui gode la chiesa:

Inchiesta UAAR sui fondi pubblici e le esenzioni di cui gode la Chiesa cattolica

L’UAAR parte dall’assunto che le religioni (tutte) le dovrebbe sostenere chi le professa. Ciò non accade, quantomeno in Italia, grazie a un numero considerevole di leggi e normative emanate in favore delle comunità di fede. Nessuno è al corrente dell’entità dei fondi pubblici e delle esenzioni di cui, annualmente, beneficia la religione che ne gode incomparabilmente più delle altre, la Chiesa cattolica nelle sue articolazioni (Santa Sede, CEI, ordini e movimenti religiosi, associazionismo, eccetera). Non la rendono nota né la Conferenza Episcopale Italiana, né lo Stato. È per questo motivo che l’UAAR ha deciso di dar vita alla piattaforma I costi della Chiesa: l’obiettivo è di presentare una stima di massima che sia la più attendibile e accurata possibile, citando estesamente le fonti e utilizzando metodologie trasparenti.

Il compito non è per nulla facile, perché la cifra reale e precisa è quasi sicuramente ignota sia allo Stato, sia alla Chiesa. Occorrerebbe infatti esaminare, delibera per delibera, capitolo di spesa per capitolo di spesa, il bilancio dello Stato e quelli di tutte le Regioni, le Province, i Comuni, gli enti pubblici, le società a partecipazione pubblica. Occorrerebbe inoltre disporre di tutti i bilanci delle diocesi, delle parrocchie, degli enti ecclesiastici, delle associazioni cattoliche. Un’impresa impossibile per chiunque.

Anche per l’UAAR, ovviamente. Anche perché non dispone certo di somme ragguardevoli da investire nell’inchiesta. Ciononostante, abbiamo ritenuto che fosse possibile, con ragionevole approssimazione, cercare di quantificare la cifra. Anche altri ci hanno provato nel recente passato: Piergiorgio Odifreddi (Perché non possiamo essere cristiani, 2007) l’ha stimata in 9 miliardi di euro, Curzio Maltese (La questua, 2008) in 4,5 miliardi, l’Ares (La casta dei casti, 2008) in 20 miliardi. Da parte sua, il mondo cattolico fa quasi sempre riferimento alla replica al libro di Maltese, intitolata La vera questua, scritta dal giornalista di Avvenire Umberto Folena e liberamente scaricabile online, la quale non contiene però alcun totale.

A differenza dei precedenti sforzi, I costi della Chiesa rappresenta il tentativo da parte dell’UAAR di raggiungere lo stesso obbiettivo in modo approfondito, attendibile e dinamico. Perché di ogni singola voce presa in considerazione spieghiamo la sua origine normativa, quali sono i dati a nostra disposizione e quali sono state le valutazioni che ci hanno spinto ad attribuire loro un certo valore. Tutto questo, essendo pubblicato online, è altresì a disposizione di chiunque, anche della stessa Conferenza Episcopale, voglia integrare i dati, criticarli o commentarli. I costi della Chiesa costituisce anzi uno stimolo per tutti a effettuare le proprie valutazioni e, di conseguenza, a disporre nel tempo di una piattaforma, e delle stime che contiene, sempre più affinate. Se poi la Chiesa e/o lo Stato presenteranno i propri totali saremo ancora più contenti: vorrà dire che l’iniziativa avviata dall’UAAR ha raggiunto il suo scopo, quello di discutere e confrontarsi sui costi pubblici della Chiesa cattolica.

Ricordiamo che il bilancio dell’UAAR è pubblicato online.

La stima aggiornata dei costi della Chiesa è

€ 6.086.565.703

Tabella riepilogativa

Otto per mille
1.067.000.000

Otto per mille di competenza dello stato
66.307.085

Cinque per mille
54.500.000

Erogazioni liberali
13.800.000

Esenzione ICI
500.000.000

Riduzione IRES
100.000.000

Riduzione IRAP
150.000.000

Esenzione IVA
100.000.000

Esenzioni fiscali e doganali relative alla Santa Sede
20.000.000

Pensioni
22.000.000

Benefici statali sulle pubbliche affissioni
2.000.000

Benefici statali per gli oratori
2.500.000

Contributi statali per i cappellani nelle Forze armate
12.000.000

Contributi statali per i cappellani nella Polizia di stato
6.000.000

Contributi statali per i cappellani nelle carceri
8.000.000

Contributi statali per i “grandi eventi” della Chiesa cattolica
3.651.315

Insegnamento della religione cattolica nelle scuole
1.500.000.000

Contributi statali alle scuole cattoliche
261.000.000

Contributi statali alle università cattoliche
53.216.886

Contributi statali all’editoria cattolica
12.000.000

Tariffe postali agevolate
7.500.000

Riduzione del canone TV
370.000

Copertura statale per il consumo idrico del Vaticano
4.000.000

Fondo edifici di culto
70.000.000

Servizio civile
20.000.000

Finanziamenti statali all’associazionismo sociale
3.720.417

“Legge mancia”
12.500.000

Altri contributi statali
50.000.000

Spese straordinarie delle amministrazioni locali in occasione di importanti eventi cattolici
20.000.000

Contributi delle amministrazioni locali alle scuole cattoliche
400.000.000

Utilizzo dei fondi strutturali europei
107.000.000

Cambi di destinazione d’uso
150.000.000

Altri contributi erogati dalle regioni
242.200.000

Servizi appaltati in convenzione ad organizzazioni cattoliche
150.000.000

Convenzioni pubbliche con la sanità cattolica
167.000.000

Contributi regionali per i cappellani negli ospedali
35.000.000

Contributi regionali agli oratori
50.000.000

Altri contributi erogati dalle province
70.700.000

Contributi comunali per l’edilizia di culto
94.100.000

Contributi comunali per i cappellani cimiteriali
6.000.000

Esenzioni comunali dalla tariffa per la gestione sui rifiuti
10.000.000

Edifici di proprietà comunale concessi a condizioni di favore a enti e associazioni cattoliche
3.000.000

Sconti comunali per l’accesso a zone a traffico limitato
1.000.000

Altri contributi erogati dai comuni
257.000.000

Benefici concessi da fondazioni e società a partecipazione pubblica
200.000.000

Cerimonie di culto in orario di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, negli enti e nelle società controllate dallo stato
1.500.000

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4 commenti Commenta
Scritto il 6 dicembre 2011 at 00:25

toscanaccio :mrgreen:

balrock
Scritto il 6 dicembre 2011 at 13:33

Agata Marino:
toscanaccio

è la mia indole ahhahahahaha ciao bella ;-)

wilfra62
Scritto il 6 dicembre 2011 at 17:31

Caro Bal !! vero che Monti sarà il salvatore della patria, ma da qui a diventare Santo per i miracoli ce ne passa !! :lol::lol::lol:

balrock
Scritto il 8 dicembre 2011 at 10:41

Tutti gli immobili di “Vaticano spa”
QUASI 160mila persone in fila su Facebook nel gruppo “Vaticano pagaci tu la manovra”. Un fiume di messaggi (venti al minuto ieri sera) su Twitter alla voce Ici-Chiesa.

La manovra Salva-Italia ha riaperto una ferita mai chiusa: quella delle esenzioni fiscali della Santa Sede Spa. Il loro valore reale è materia di discussione accademica: 3 miliardi l’anno dicono i Radicali (che nel mazzo infilano anche il miliardo dell’8 per mille). Poche centinaia di milioni – rispondono oltreTevere – meritatissimi da chi tra oratori, mense e servizi di assistenza finisce per tappare (gratis) i buchi del welfare pubblico.

Unica certezza: la Ue ha aperto un’indagine per aiuti di stato sulle leggi salva-Vaticano: l’esenzione-Ici per le realtà no profit (laiche e cattoliche) e lo sconto del 50% sull’Ires per associazioni di assistenza e beneficenza. Una norma utilizzata in qualche caso da suore e preti – sospetta la Ue – per far funzionare ospedali, scuole e hotel facendo concorrenza ai privati. Il capitolo più delicato, come testimonia il dibattito in rete, è quello dell’Ici-Imu. La stangata sulla casa costerà 11 miliardi agli italiani. E in molti chiedono che anche la Chiesa faccia la sua parte: ieri lo hanno fatto con una proposta di legge venti deputati Pd.

http://www.repubblica.it/economia/2011/12/08/news/vaticano_ici_miliardo-26266053/

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