Proposta shock di Joerg Kraemer: vorrebbe il prelievo del 15% anche in Italia

Scritto il alle 15:06 da carloscalzotto@finanza

Proposta Joerg Kraemer “prelievo del 15% anche in Italia”.

“Prelievo del 15% anche in Italia”. Cipro rischia di uscire dall’euro.QUI L’ARTICOLO

Non solo Cipro. “Anche l’Italia dovrebbe applicare un prelievo del 15% sulle attività finanziarie”. Ad affermarlo è Joerg Kraemer, capo economista della tedesca Commerzbank. Il provvediemento che Nicosia sta discutendo non solo non è disdicevole: è anche replicabile, in Paese come l’Italia dove la ricchezza privata in rapporto al Pil è superiore a quella tedesca.

Kramer cita uno studio della Bce, secondo cui la disponibilità finanziaria netta degli italiani sarebbe pari al 173% del Pil. Nella Germania considerata la ricca locomotiva europea, la somma equivale al 124% del prodotto interno lordo. Cosa significa? Che, secondo Kramer, gli italiani avrebbero riserve sufficienti a pagare parte del proprio debito. Subito. Per questo, ha suggerito l’economista, “un’aliquota fiscale del 15% su conti correnti, fondi comuni, depositi postali, azioni e Bot sarebbe probabilmente sufficiente a spingere il debito del governo italiano al di sotto del livello critico del 100 per cento del Pil”.

Un provvedimento simile a quello che potrebbe presto essere in vigore a Cipro, dove il governo sta studiando una rimodulazione del prelievo forzoso.
La proposta di Kramer ha fatto rumore, tanto da spingere  all’intervento il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbolem.

“E’ assolutamente fuori questione – dice – un prelievo straordinario sugli asset degli altri paesi”.

La misura, però sembra “inevitavile per  Cipro”.

E’ dello stesso parere l’amministratore delegato di Deutsche Bank, Anshu Jain. Proprio contro Berlino, però, sono rivolte le proteste dei ciprioti.

A indispettire gli abitanti dell’isola è una “coincidenza”: dal prelievo forzoso arriverebbero circa 5,8 miliardi, una cifra pari all’esposizione finanziaria della Germania verso Cipro.
La legge, data per certo fino a ieri, potrebbe non essere approvata. ll governo cipriota ritiene improbabile un via libera del Parlamento la prelievo forzoso. Lo ha detto il portavoce dell’esecutivo, Christos Stylianides. Il presidente della banca centrale cipriota ha avvertito: “Senza voto favorevole si rischia l’uscita dall’euro”.

La tensione resta alta: bancomat e banche sono ancora chiusi. Potrebbe cambiare, come proposto da Bruxelles, la distribuzione delle aliquote, in modo da renderle più progressive. Non più due soli scalini (uno al 6.75% sui depositi inferiori ai 100 mila euro e al 9.9% su quelli superiori), ma tre aliquote. Una bozza di legge elimina il prelievo sui depositi fino a 20 mila euro, fissando al 6,75% quella tra i 20 mila e i 100 mila e mantenendo al 9,9% il prelievo oltre i 100 mila euro. source
In Europa si continua a dire che Cipro è “un caso isolato”.

Secondo Credit Suisse, il rischio di contagio è “limitato”. E anche i mercati, dopo il panico di ieri, sembrano essersi in parte rasserenati.

Nicosia ha le sue anomalie: il sistema bancario muove capitali pari al 800% del Pil.

I depositi toccano i 69 miliardi e solo due terzi sono posseduti da ciprioti. Molti (14 miliardi) sono di cittadini Russi che nell’isola mediterranea hanno trovato un paradiso fiscale. Per questo, dopo gli altolà delle prime ore, si fa strada anche l’opinione che mettere le mani nel ginepraio bancario di Cipro non è una cattiva idea.

E a dirlo non è solo Kramer.

Gli analisti di Jw Partners salvano “la sostanza del provvedimento”, anche se le aliquote proposte sono “troppo poco progressive e attaccabili politicamente”. Al parlamento il compito di tutelare maggiormente i correntisti con depositi inferiori ai 100 mila euro.

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8 commenti Commenta
kry
Scritto il 20 marzo 2013 at 15:33

Proprio commerzbank parla. 2000 anni fa c’era chi diceva …. ma perchè guardi la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello quando non vedi la trave che c’è nel tuo…..

Hoffy
Scritto il 20 marzo 2013 at 16:02

kry@finanza,

La crisi in corso ormai non è più dell’euro, ma nell’euro… sino a quando ognuno guarda nel suo orticello e non in una vera unione è così…. non c’è nulla da fare non diventeremo mai come gli stati uniti… UNITI a meno che il diventare uniti significa diventare tutti TEDESCHI

Corvet
Scritto il 20 marzo 2013 at 16:07

kry@finanza:
Proprio commerzbank parla. 2000 anni fa c’era chi diceva …. ma perchè guardi la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello quando non vedi la trave che c’è nel tuo…..

Negli U.S.A la federal reserve è intervenuta con strumenti nuovi per salvare l’insalvabile sconfinando dalle politiche monetarie alle politiche fiscali – In Europa ogni possibile regola legata all’azzardo morale è stata infranta per salvare le grosse banche europee, ma nessuno si sarebbe mai sognato di fare prelievi forzosi nelle banche tedesche o francesi; risultato? Gli U.S.A fanno le prediche agli altri paesi su come uscire dalla crisi, i tedeschi sono virtuosi, invece i Greci e ciprioti, piccoli stati che non si possono difendere da soli, sono cattivi e pertanto vanno puniti. Questa storia mi ricorda quella degli indiani d’America, anche lì è finita con uno sterminio – Se un paese che appartiene alla tua compagine statale è in crisi lo devi aiutare con soldi stampati e innescare politiche di deficit spending, con trasferimenti di soldi, non ricattarlo come uno strozzino mandato da un mafioso ( molte volte ho sentito questa frase da Agata e ha ragione).
la soluzione a questa gestione criminale targata Eurozona SAREBBE L’USCITA dall’Euro se non ci fossero problemi a livello di riconversione dei mutui e altri gravi motivi per non farlo, l’abrogazione dei Trattati di Mastricht e la distruzione di questo mostro che non ha niente a che vedere con l’Europa dei popoli per cui ci viene spacciata dalle favolette raccontate in tv – La costruzione di uno Stato Europeo richiederà tempi molto più lunghi e dovrà necessariamente basarsi su presupposti solidaristici e sulla volontà popolare, non sugli interessi di un gruppo di strozzini d’elite

Scritto il 20 marzo 2013 at 16:13

Corvet: Negli U.S.A la federal reserve è intervenuta con strumenti nuovi per salvare l’insalvabile sconfinando dalle politiche monetarie alle politiche fiscali – In Europa ogni possibile regola legata all’azzardo morale è stata infranta per salvare le grosse banche europee, ma nessuno si sarebbe mai sognato di fare prelievi forzosi nelle banche tedesche o francesi; risultato? Gli U.S.A fanno le prediche agli altri paesi su come uscire dalla crisi, i tedeschi sono virtuosi, invece i Greci e ciprioti, piccoli stati che non si possono difendere da soli, sono cattivi e pertanto vanno puniti. Questa storia mi ricorda quella degli indiani d’America, anche lì è finita con uno sterminio – Se un paese che appartiene alla tua compagine statale è in crisi lo devi aiutare con soldi stampati e innescare politiche di deficit spending, con trasferimenti di soldi, non ricattarlo come uno strozzino mandato da un mafioso ( molte volte ho sentito questa frase da Agata e ha ragione).
la soluzione a questa gestione criminale targata Eurozona SAREBBE L’USCITA dall’Euro se non ci fossero problemi a livello di riconversione dei mutui e altri gravi motivi per non farlo, l’abrogazione dei Trattati di Mastricht e la distruzione di questo mostro che non ha niente a che vedere con l’Europa dei popoli per cui ci viene spacciata dalle favolette raccontate in tv – La costruzione di uno Stato Europeo richiederà tempi molto più lunghi e dovrà necessariamente basarsi su presupposti solidaristici e sulla volontà popolare, non sugli interessi di un gruppo di strozzini d’elite

avevo gia anticipato questa situazione, qui la Bce se non lancia subito una campagna di acquisto di almeno 5000 mld di euro di titoli di stato in un decennio, la divisione dell’area valutaria e’ inevitabile, a mio avviso e’ la soluzione preferibile… oggi i tedeschi vogliono tassare i nostri depositi, abbiamo toccato il fondo.
Per le imprese che stanno morendo per carenza di liquidità lo stato deve garantire al sistema bancario i loro prestiti come ha già garantito il collaterale dato dalle banche in garanzia alla Bce per il prestito all1%.
Poi non parliamo di Monti che fino ad oggi ha tutelato l’economia finanziaria a scapito di quella reale. Basta questa politica suicida, ma come dicevo oggi su twitter che non sa insegna e fornero e Monti solo l’esempio.
L’unione bancaria e’ da evitare, non possiamo dare la gestione delle banche ad un’europa che non esiste, anzi che si chiama Germania.

kry
Scritto il 20 marzo 2013 at 16:50

Forse mi sono espresso male. Intendevo ” da che pulpito viene la predica”, immaginiamo quanta immondizia è nascosta nei bilanci di commerzbank.
Agata Marino,

L’unione bancaria è da evitare perché le nostre banche alla fine sono migliori delle tedesche e francesi, quelle inglesi non meritano di essere menzionate.

_andy_
Scritto il 20 marzo 2013 at 17:02

Beh… c’è anche tanta, tanta gente che vorrebbe rompere il deretano di Joerg a calcioni… purtroppo non si possono sempre esaudire tutti i desideri…

Scritto il 20 marzo 2013 at 17:10

kry@finanza:
Forse mi sono espresso male. Intendevo ” da che pulpito viene la predica”, immaginiamo quanta immondizia è nascosta nei bilanci di commerzbank.
Agata Marino,

L’unione bancaria è da evitare perché le nostre banche alla fine sono migliori delle tedesche e francesi, quelle inglesi non meritano di essere menzionate.

Kraemer, capo economista di una fogna piena di titoli tossici, fallita e salvata dal governo tedesco. Parla invece di nascondersi…

gioc
Scritto il 20 marzo 2013 at 20:27

Concordo al 100% con i precedenti interventi.
E’ un dato di fatto che il surplus commerciale della Germania è legato soprattutto all’esport in Europa mentre la bilancia commerciale con la Cina , per esempio è in passivo.Senza una unione fiscale , bancaria e politica questa unione europea è una gabbia che grazie all’eurofascismo di marca tedesca sta distruggendo le economie più deboli del continente e apre la strada a gravissimi conflitti tra gli stati e a disastri sociali . In una moneta unica è indispensabile un trasferimento di risorse tra le zone più forti a quelle più deboli. Pensa se come dice la Lega la Lombardia si tenesse il 75 % della ricchezza prodotta. La Calabria finirebbe senza trasferimenti statali al pari degli stati africani più poveri. Dobbiamo fare l’Europa ma quando? Un bel sogno forse tra 100 anni . Noi abbiamo pochi mesi forse 1 o 2 anni, prima della desertificazione industriale .

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