Banche, panoramica di news, per capire come stiamo

Scritto il alle 18:24 da [email protected]

Molti istituti di credito, ricoronno alla BCE, sia per depositare, che per chiedere denaro in prestito:

24 ottobre 2011

Negli ultimi mesi le banche francesi hanno aumentato il loro ricorso ai prestiti della Banca Centrale Europea più di quanto abbiamo fatto gli istituti di credito di Italia e Spagna. Lo rivela il Financial Times che, citando le cifre inedite di uno studio su dati della Banca di Francia effettuato dalla banca d’affari JPMorgan, sottolinea come tali evidenze segnalino come come le tensioni del sistema finanziario europeo stiano migrando verso i Paesi più forti dell’eurozona.

Nel periodo compreso tra la fine di giugno e l’11 ottobre scorso le bance francesi hanno aumentato i finanziamenti ricevuti dalla Bce di 67 miliardi portando il totale a quota 86,7 miliardi. Un incremento superiore ai 30 miliardi in più chiesti dalle banche spagnole e all’aumento di 63 miliardi fatto registrare dalle banche italiane.

 BCE, asta Taf per 552 mln dollari e crescono prestiti overnight

16 novembre 2011

Stamane, la BCE ha assegnato 552 milioni di euro tramite asta, per un’operazione di rifinanziamento per le banche, espressa in dollari USA, e con scadenza a 8 giorni. Le richieste sono provenute per poco oltre 500 milioni di dollari da due banche e il rifinanziamento a rubinetto è avvenuto al tasso fisso dell’1,08% e con un tasso di cambio euro/dollaro di 1,3466.

16-11-2011, ore 14:37 –

Secondo la rilevazione effettuata martedi da parte della Bce, i depositi di liquidità delle banche del vecchio continente sono cresciute a 189,8 mld di euro contro i 177,2 mld del giorno precedente.

 Gli istituti infatti preferiscono assicurarsi da una inadempienza della controparte (calano infatti i prestiti interbancari) depositando presso la Bce la liquidità, che viene remunerata allo 0,5%.

Infatti il ted spread continua piano piano, la sua salita:

Il Ted spread, come l’ Euribor/ois spread, o il Libor/ois spread, è un’ indice che riguarda il settore interbancario. Più lo spread cresce, meno le banche si fidano a prestarsi soldi tra se stesse.

18 novembre 2011

Le banche britanniche avrebbero ridotto a causa dell’inasprimento della crisi fortemente la concessione di prestiti alle loro rivali della zona euro. Lo riporta il “Financial Times“. Secondo il quotidiano finanziario le quattro maggiori banche del Regno Unito avrebbero diminuito nel terzo trimestre il volume dei presitti interbancari a paesi come la Grecia e la Spagna di circa il 25%. Per la prima volta le banche britanniche si sarebbero ritirate in grande stile anche dal mercato del credito italiano.

La situazione dell’ Eurozona, sembra voglia contagiare anche gli USA:

 

16 novembre 2011

Fitch ha avvertito oggi che l’outlook delle banche statunitensi potrebbe peggiorare se la crisi della zona euro non dovesse risolversi tempestivamente. L’agenzia indica in una nota che il suo attuale outlook sul settore è stabile in virtù del miglioramento dei fondamentali della maggior parte delle banche. Secondo Fitch, però, i rischi di shock negativi starebbero aumentando e potrebbero avere un impatto su questo outlook. Fitch crede che la crisi del debito sovrano rappresenti ancora una minaccia per le banche statunitensi nonostante queste abbiano ridotto la loro esposizione sull’area euro nell’ultimo anno.

Le previsioni del calo del Pil, di Italia per il 2012, dice Morgan Stanley, mette a rischio gli utili delle banche italiane:

18 novembre 2011

“Il taglio alle stime di crescita dell’Italia, che nel 2012 dovrebbe registrare un calo del Pil dell’1%, costituisce una minaccia per gli utili degli istituti di credito italiani”. È quanto si legge in un report diffuso da Morgan Stanley relativo il comparto bancario del Bel Paese. L’istituto statunitense rileva che un rallentamento dell’economia “unito ad un innalzamento dei costi di finanziamento potrebbe portare a perdite e/o ad un’intensificazione del processo di deleveraging”.

“I bond in scadenza nel 2012 rappresentano ¼ dei prestiti che potrebbero essere adeguati alle nuove condizioni di mercato. Questi potrebbero non essere rinnovati oppure le banche dovrebbero adeguarli alle mutate condizioni di mercato”. Secondo MS gli istituti che meglio potrebbero fronteggiare un innalzamento del costo del funding sono Intesa Sanpaolo e Mediobanca.

“Per quanto riguarda i giudizi confermiamo la valutazione underweight su Unicredit, Mediobanca, Mps, Banco Popolare, Ubi e sulla Popolare di Milano. L’unico equalweight è su Intesa Sanpaolo”. “A livello europeo i titoli preferiti sono Bnp, DnB, KBC, Barclays, Deutsche Bank e Sberbank. Nella lista dei least preferred ci sono invece Lloyds, RBS, CBK, Mps, BP e Bankinter”.

Tanto, che problema cè??????? Cè il fondo salva-stati e la BCE a metterci delle pezze……………………………..mah!!!

Infatti il trend di molti istituti bancari, parla da solo………………….. vedere i grafici settimanali qua sotto:

Diamo uno sguardo tecnico ad ISP e UCG, di MPS non ne voglio nemmeno parlare.

UCG:

La quotazione della chiusura settimanale, regge appena l’area supportiva tra 0,75 e 0,80, ma è sempre sotto all’ alligator, il quale è nettamente in trend ribassista, come l’impostazione delle medie semplici 89 – 100 e 200. Anche se lo stocastico è in lieve BUY, vedendo l’ RSI e il CCI, il titolo non sembra avere forza per allungare di molto. La tenuta di 0,75 in chiusura settimanale, è di fondamentale importanza, per non piombare in area 0,60/0,62 circa nel breve periodo.

Sentiment personale: sempre SELL.

ISP:

Gli oscillatori, sono messi come per UCG, la chiusura settimanale è sotto all’ alligator, anche qui in trend ribassista. Solo lo sfondamento di 1,44/1,45 con consolidamento, può far sperare in un’ inversione del trend in atto. Ma per il momento, il titolo sembra abbia tutta l’intenzione di ritestare il supporto statico a 1,065.

Sentiment personale: sempre SELL.

P.S. si accettano critiche, commenti, opinioni.

Buona serata

 

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2 commenti Commenta
suntzupin
Scritto il 18 novembre 2011 at 20:16

critiche a Te??
vorrei vedere chi ci prova!!!

balrock
Scritto il 18 novembre 2011 at 22:18

allego anche i grafici setimanali di morgan stanley e goldam sachs

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