Borsa di Milano, chiusura negativa per Piazza Affari pesano i dati sul Pil

Scritto il alle 18:18 da Agata Marino

Ogni volta che guardo la statua di Piazza Affari penso che l’abbiano messa per prenderci per i fondelli… ora vediamo il pil: si confermano le previsioni di un andamento riflessivo della domanda interna, gia’ evidenziate da altri indicatori congiunturali; la stessa crescita acquisita dello 0,5% rispetto al 2010 e’ ora piu’ difficile da realizzare, in considerazione degli effetti recessivi delle manovre di correzione dei conti pubblici varate precedentemente al decreto salva-Italia”. Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio sui dati riguardanti il Pil diffusi questa mattina dall’Istat. ”La nostra economia – continua la nota – denota, quindi, l’ingresso in una fase ciclica recessiva che lascera’ un’eredita’ negativa al 2012 tale da amplificare la contrazione del Pil conseguente al pieno dispiegarsi degli effetti delle manovre di risanamento dirette all’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013”. ”Appare dunque indispensabile – conclude l’Ufficio Studi – un rafforzamento delle azioni a sostegno della crescita, adottando politiche di stimolo dal lato dell’offerta e contenendo, per quanto possibile, l’incremento del carico fiscale su famiglie e imprese”.

Insomma come avevamo anticipato ieri, il dato si è fatto sentire sul nostro indice e conferma l’entrata in recessione, POTETE LEGGERLO ANDANDO QUI, già tra luglio e settembre si è accesa una spia rossa per l’economia italiana che, secondo i dati pubblicati oggi da Istat, ha segnato nel terzo trimestre una contrazione del Pil di 0,2% dal +0,3% del secondo trimestre 2011. Il dato è peggiore della media delle attese raccolte da Reuters che indicavano una flessione dello 0,1%. Si tratta del primo calo congiunturale dall’ultimo trimestre del 2009 e probabilmente dell’inizio di una recessione per l’Italia che, prima tra le grandi economie della zona euro, entrerà nel 2012 con il Pil in contrazione, agendo da freno per l’intera economia dell’area euro.

Il fatto che è peggio delle attese  significa che siamo quasi certamente già in recessione. A questo punto mi aspetterei una caduta del Pil di 0,6% nel quarto trimestre Il dato dell’Italia, è arrivato in ritardo rispetto al normale a causa di un cambio di base dei dati statistici, arrivati dopo che la Germania aveva registrato per il terzo trimestre una crescita di 0,5% a livello congiunturale, mentre il Pil francese era cresciuto di 0,4% e quello spagnolo era rimasto piatto. Istat, che ha saltato la pubblicazione della stima flash, oggi ha reso noti anche i dettagli sui contributi alla crescita.

La variazione delle scorte è stato l’elemento che ha frenato maggiormente l’economia, sottraendo 0,5% su base trimestrale. La domanda domestica, al netto della variazione dei magazzini, ha avuto un contributo negativo sul Pil di 0,4%, con i consumi privati che hanno contribuito per -0,1%, la formazione di capitale fisso per -0,2% e la spesa pubblica per -0,1%. Le esportazioni nette, invece, hanno segnato un contributo positivo alla crescita di +0,8%.

Sulle scorte… vuol dire che le imprese hanno prodotto meno e hanno ridotto i magazzini perché hanno visione negativa sulla domanda futura, inoltre, un dato peggiore delle aspettative per gli investimenti e indicano la possibilità di una caduta ancora più brusca delle spese in conto capitale per macchinari negli ultimi tre mesi dell’anno.

L’unica cosa positiva riguarda le esportazioni nette, sostenute da un indebolimento dell’euro a partire dai mesi estivi, per altri sono state positive grazie a un raffreddamento dei consumi che potrebbe aver ridotto anche la domanda di beni importati.

A fronte di questo quadro e di un 2011 che si chiuderà probabilmente con una crescita per tutto l’anno di 0,5% e un ultimo trimestre in decisa contrazione, insomma lacrime e sangue per i primi mesi del 2012. questo perchè l’effetto combinato di una possibile recessione nei maggiori partner della zona euro e dell’impatto sull’economia domestica di una manovra fiscale da 34 miliardi di euro, sbilanciata sul fronte delle tasse, porterà probabilmente a una crescita negativa per i primi due trimestri del 2012 puntando ad una  possibile contrazione in media d’anno di 1%.

I Segnali sulla profondità e la durata della recessione nei prossimi mesi arriveranno dagli indici di fiducia per consumatori e imprese che finora hanno segnato un andamento discreto, ma non hanno ancora potuto incorporare l’impatto dell’annuncio della manovra del governo guidato da Mario Monti, ecco perchè le banche diventano fondamentali.

Torniamo a riparlare del nostro indice, osservando il grafico 3 ore, siamo ancora e per poco… sopra la soglia long, il supporto sulla candela passava a quota 14800, visto ciò che succede sui mercati” ora per ora”, domani potremmo assistere ad un rimbalzo a 15300 e poi al test della ribassista che ho inserito sul grafico, l’uscita dal ribasso domani passa in area 15500, se dovessimo arrivare ai livelli indicati prenderei profitto visto la presenza della la resistenza dinamica citata.

Per consultare l’analisi  sul future sp500 della borsa americana andate QUI

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