Elezioni 2013: Monti bocciato!! Grillo e Berlusconi promossi!!

Scritto il alle 09:17 da Agata Marino

Gli Italiani hanno espresso il loro insindacabile giudizio, una parte della coalizione di Monti non andrà neanche in parlamento, anche se per diritto imposto dal presidente della repubblica, Monti ci rimarrà comunque con il suo titolo di senatore a vita.

Ci spiace per i mercati ma abbiamo ancora un diritto in Italia che si chiama scelta, ora vedremo cosa succederà e cosa saranno capaci di fare i partiti dopo essersi insultati in campagna elettorale, vediamo se Bersani otterrà l’appoggio del fascista Grillo e vediamo se Grillo darà il suo appoggio a Gargamella, diamo il tempo di formare e capire, per i mercati ci penserà Draghi come ha sempre fatto… non Monti e questo gli italiani lo hanno capito per fortuna.

Ora vi inserisco un interessante articolo su Krugman dove definisce Monti il ” proconsole della Germania per imporre l’austerità all’Italia”

Un durissimo editoriale scritto per il

Krugman_New-articleInline

 New York Times, Paul Krugman accusa la tecnocrazia europea e la Germania di aver imposto ai paesi  periferici dosi crescenti di austerità, ignorando anche la revisione del Fondo Monetario Internazionale. E’ così che le “persone rispettabili” hanno dato fiato ai populismi, come quelli di Berlusconi e Grillo.

 

di Paul Krugman dal New York Times del 24 febbraio

Due mesi fa, quando Mario Monti si è dimesso da primo ministro italiano, l’Economist ha rilevato che “La campagna elettorale a venire sarà, prima di tutto, una prova della maturità e del realismo degli elettori italiani”. L’azione matura e realistica, presumibilmente, sarebbe stata quella di far ritornare in carica Monti – sostanzialmente imposto all’Italia dai suoi creditori – questa volta con un mandato realmente democratico.
Beh, non è un bel vedere. E’ probabile che il partito di Mr. Monti arrivi quarto. Non solo ben dietro l’essenzialmente comico Silvio Berlusconi; Monti è dietro a un comico vero, Beppe Grillo, che, pur senza una piattaforma coerente, è diventato una forza politica importante.

E’ una prospettiva straordinaria, e tale da aver scatenato una forte discussione sulla cultura politica italiana. Ma senza cercare di difendere la politica del bunga bunga, vorrei fare l’ovvia domanda: ciò che passa attualmente per maturo realismo che benefici ha portato, esattamente, all’Italia, o alla vicenda europea nel suo insieme?

Poiché Monti era, in effetti, il proconsole messo dalla Germania per imporre l’austerità fiscale su un’economia già in difficoltà, la volontà di perseguire l’austerità senza limiti è ciò che definisce la rispettabilità nei circoli politici europei. Questo andrebbe bene se le politiche di austerità effettivamente funzionassero – ma non è così. E lungi dal sembrare maturi o realistici, i sostenitori dell’austerità suonano sempre più come petulanti e deliranti.

Considerate come si pensava che le cose dovessero funzionare a questo punto. Quando l’Europa ha iniziato la sua infatuazione per austerità, i suoi alti funzionari hanno respinto le preoccupazioni che il taglio della la spesa e l’aumento delle tasse nelle economie depresse fossero in grado di approfondirne la depressione. Al contrario, hanno insistito sul fatto che tali politiche avrebbero effettivamente dato impulso all’economia inspirando fiducia.

Ma la fata fiducia non è comparsa. Le nazioni che hanno imposto una dura austerità hanno subito profonde crisi economiche, e più dura è stata l’austerità, più profonda è stata la crisi. In effetti, questa relazione è stata così forte che il Fondo Monetario Internazionale, con un sorprendente mea culpa, ha ammesso di aver sottovalutato il danno che l’austerità avrebbe inflitto.

Nel frattempo, l’austerità non ha neppure raggiunto l’obiettivo minimo di riduzione dell’onere del debito. Al contrario, i paesi che perseguono austerità hanno visto il rapporto tra debito pubblico e PIL aumentare, perché la contrazione nelle loro economie ha superato qualsiasi riduzione del tasso di indebitamento. E poiché le politiche di austerità non sono state compensate altrove da politiche espansive, l’economia europea nel suo complesso – che non ha mai avuto un gran recupero dalla crisi del 2008-9 – è tornata in recessione, con incrementi della disoccupazione sempre più elevati.

L’unica buona notizia è che i mercati obbligazionari si sono calmati, in gran parte grazie alla volontà dichiarata della Banca centrale europea di intervenire e comprare debito pubblico in caso di necessità. Di conseguenza, il crollo finanziario che avrebbe potuto distruggere l’euro è stato evitato. Ma è una magra consolazione per i milioni di europei che hanno perso il lavoro e hanno di fronte scarse prospettive di riaverlo di nuovo.

Dato tutto questo, ci si sarebbe aspettato un po’ di riesame e di presa di coscienza da parte dei funzionari europei, dei cenni di flessibilità. Al contrario, invece, gli alti funzionari sono diventati ancora più insistenti sul fatto che l’austerità sia il giusto sentiero.

Così nel gennaio 2011 Olli Rehn, vice presidente della Commissione europea, ha elogiato i programmi di austerità della Grecia, Spagna e Portogallo e ha previsto che il programma greco, in particolare, avrebbe prodotto “ritorni duraturi”. Da allora la disoccupazione è salita in tutti e tre i paesi – ma con sufficiente convinzione, nel dicembre 2012, Rehn ha pubblicato un editoriale dal titolo “L’Europa deve mantenere la rotta dell’austerità.”

Ah, e la risposta di Rehn agli studi che dimostrano che gli effetti negativi dell’austerità sono molto più grandi del previsto è stata quella di inviare una lettera ai ministri delle finanze e al FMI dichiarando che tali studi erano dannosi, poiché minacciavano di erodere la fiducia.

Il che mi riporta in Italia, una nazione che in ragione di tutte le sue disfunzioni ha infatti imposto con deferenza un’austerità sostanziale – e ha visto in conseguenza la sua economia contrarsi rapidamente.

Gli osservatori esterni sono terrorizzati dalle elezioni in Italia, ed è giusto così: anche se l’incubo di un ritorno di Berlusconi al potere non si materializzasse, una dimostrazione di forza da parte di Berlusconi, di Grillo, o di entrambi, destabilizzerebbe non solo l’Italia ma l’Europa nel suo insieme. Ma ricordate, l’Italia non è unica nel suo genere: i politici poco raccomandabili sono in aumento in tutta l’Europa meridionale. E la ragione per cui questo accade è che gli europei rispettabili non vogliono ammettere che le politiche che hanno imposto nei confronti dei debitori sono un fallimento disastroso. Se tutto questo non cambia, le elezioni italiane saranno solo un assaggio di un pericoloso processo di estremizzazione che verrà.

Articolo originale sul New York Times

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18 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 27 febbraio 2013 at 09:23

Il problema è a mio parere banalissimo, ahimè, ed è di natura semantica.
In Tedesco la parola DEBITO (schuld) e la parola COLPA (schuld) sono la stessa cosa.
Può sembrare una cosa da poca ma ogni singolo Tedeschino, che poi diventi uno che cucina bratwurstel nella locale Brauhaus o il capo della Deutsche Bank, sin dalle elementari in cui impara a leggere e scrivere assimila questo concetto: il DEBITO è una COLPA.
Pertanto, conoscendo altri aspetti della cultura mittle-Europea, non è difficile capire la fissa, la mania che hanno ora i Tedeschi nell’imporre ai COLPEVOLI, attenzione non a quelli con grande DEBITO ma quelli con GRANDE COLPA, l’austerity.
Solo la penitenza può mondare al COLPA (quindi il DEBITO) secondo Calvino.

Scritto il 27 febbraio 2013 at 09:30

atomictonto@finanza,

caspita! fantastico pensiero… non sapevo questa cosa che spiega il loro comportamento con tantissima logica ;-)
in ogni caso la Germania è una delle nazioni non il capo europeo, doveva riuscire a conquistare l’europa con Hitler… ora non possono imporre, meno male che abbiamo Draghi va

atomictonto
Scritto il 27 febbraio 2013 at 09:35

atomictonto@finanza:
Il problema è a mio parere banalissimo, ahimè, ed è di natura semantica.
In Tedesco la parola DEBITO (schuld) e la parola COLPA (schuld) sono la stessa cosa.
Può sembrare una cosa da poca ma ogni singolo Tedeschino, che poi diventi uno che cucina bratwurstel nella locale Brauhaus o il capo della Deutsche Bank, sin dalle elementari in cui impara a leggere e scrivere assimila questo concetto: il DEBITO è una COLPA.
Pertanto, conoscendo altri aspetti della cultura mittle-Europea, non è difficile capire la fissa, la mania che hanno ora i Tedeschi nell’imporre ai COLPEVOLI, attenzione non a quelli con grande DEBITO ma quelli con GRANDE COLPA, l’austerity.
Solo la penitenza può mondare al COLPA (quindi il DEBITO) secondo Calvino.

Aggiungo:
La distinzione semantica si fa ancor piu complicata quando si osservano le parole Giusto (recht) e Sbagliato (falsch)…si noti l’assonanza di “sbagliato”alla desinenza tardo-latina di “falso”.
La mente Tedesca perseguira sempre ciò che è, o gli appare, “recht” e non cederà mai a ciò che in un dato momento gli pare “schuld” e addirittura “falsch”!
Non dimentichiamoci che questa è gente che a Berlino, assediati dall’armata rossa (ovviamente falsch e piena di schuld), mandava i propri figli 15enni all’assalto dei carri armati sovietici armati di baionetta…nella irrazionalità piu totale.

atomictonto
Scritto il 27 febbraio 2013 at 09:40

Agata Marino,

Si Agata, lo so ma credimi, ho vissuto a piu riprese per anni in Deutscheland e ci torno tutti i mesi per business…la maggior parte dei Tedeschi sono degli zucconi micidiali.
Brava gente per carità ma “gnucca” a volte fino al parossismo.
Sul resto hai ragione tu, infatti ci voleva ora un forte Governo in grado di formare un asse con Hollande e piegare la “stubborn resistance” dell’amico Fritz.
Abbiamo perso una occasione molto importante, per ora.

kry
Scritto il 27 febbraio 2013 at 09:45

Agata Marino,

Quello che la germania sa fare bene.—— “Ci sono due modi per conquistare e rendere schiava una nazione. Uno è con le spade. L’altro è con il debito.”
(John Adams – 1735/1826)

Scritto il 27 febbraio 2013 at 10:00

atomictonto@finanza,

Sino a quando draghi inietta la Merkel non può ricattare… Impressionante le somme versate per sostenerci! 60% a noi e 40 a Spagna e Grecia … Altro che monti!

Scritto il 27 febbraio 2013 at 10:00

kry@finanza,

Ci provano!

Scritto il 27 febbraio 2013 at 10:03

Comunque la dice lunga dove sono arrivati… Se pensiamo che hanno perso la guerra e ora sono i numeri uno in economia… Avranno imparato dagli ebrei?

Scritto il 27 febbraio 2013 at 11:21

Agata Marino:
Comunque la dice lunga dove sono arrivati… Se pensiamo che hanno perso la guerra e ora sono i numeri uno in economia… Avranno imparato dagli ebrei?

Tutto è cominciato con la caduta del muro.! Si son trovati i fratelli “poveri” della Germania-Est (molto depressa) dove hanno investito (godendo benefici particolari dall’Europa) dando salari da fame evolvendosi piano piano. Ora fanno i gradassi, dimenticando tutto quanto era successo in quel periodo.

andrea4891
Scritto il 27 febbraio 2013 at 11:38

grillo, uno dei due ladroni, si è salvato

vedremo se era quello di destra o di sinistra

kry
Scritto il 27 febbraio 2013 at 12:05

carloscalzotto@finanza,

I salari da fame continuano ad esserci grazie alla riforma hartz 4. Oltre ai fratelli dell’est hanno beneficiato dei vicini immigrati polacchi. Peccato che siano pochi quelli che sanno e ricordano queste cose.

Scritto il 27 febbraio 2013 at 12:16

andrea4891@finanzaonline,

In tanto Aste btp disastro! la politica si deve dare una mossa 5anni 3.59 10 anni 4.83 6 mesi 1.23%

Scritto il 27 febbraio 2013 at 12:22

Dopo Di pietro e FINI i prossimi saranno Monti, Casini e Maroni fuori dal parlamento. Vedrete….

dfumagalli
Scritto il 27 febbraio 2013 at 12:26

“Ci spiace per i mercati ma abbiamo ancora un diritto in Italia che si chiama scelta”

Mi spiace ma abbiamo ancora un dovere in Italia che si chiama pagare i creditori.

Monti ha agito da servo inviato dal nord e dai poteri forti però le cicale siamo state NOI.

E non si venga con le scusette infantili di accusare la classe politica, quelli erano lì in quanto gli Italiani si facevano menare per il naso da decenni e li votavano.
Basta girarsi intorno per vedere che i vicini di casa, i negozianti, gli amici e forse noi stessi altro non siamo che piccoli furbetti (che credono di essere tali) con una visuale sul proprio ed egoistico immediato beneficio.

Cicale miopi e credulone.

E *questo* è la colpa, declinatela pure in tedesco o in cinese.

Responsabilità delle proprie scelte, andate a cercare questa parola nel dizionario inglese, che da quello italiano la vogliono cancellare e rimpiazzarla con “diritti”. Sempre tanti diritti, diritti acquisiti, diritti giusti, diritti umano. E MAI doveri. E’ per questo che siamo visti come dei buffoni dalle altre popolazioni, ed hanno ragione.

Monti era la cura sbagliata nel momento sbagliato ma è quello che ci siamo meritati.
Impariamo a fare autocritica, anche se non va di moda perché richiede serietà.

Scritto il 27 febbraio 2013 at 12:56

gooser,

monti rimane li…. è senatore a vita e ricordati che potrebbe essere pure eletto presidente… ci vorrebbe un referendum… via monti dal senato! ;-)

kry
Scritto il 27 febbraio 2013 at 13:09

Agata Marino,

Monti presidente….. è quasi una certezza.

Scritto il 27 febbraio 2013 at 13:49

kry@finanza,

mi trasferisco!
http://finanzanostop.finanza.com/2013/02/27/elezioni-2013-il-manifesto-del-buon-senso-dopo-i-17-miliardi-bruciati-in-borsa/
ho fatto questo articolo credo che si capisca quanto sono incavolata

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