Ecco i figli ”choosy” del governo Monti

Scritto il alle 18:12 da Agata Marino

 

  • Elsa Fornero

la cui figlia, Silvia Deaglio, (il papà è l’economista Mario Deaglio), a soli 37 anni è già professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino (dove madre e padre sono professori ordinari), oltre ad esser anche responsabile della ricerca presso la HuGeF, una fondazione che si occupa di genetica. fondazione finanziata da Banca Intesa (dove la madre era nel consiglio di Sorveglianza).

L’altro figlio, Andrea Deaglio, invece, è uno stimato regista e produttore di film socialmente impegnati (emarginazione, minoranze etniche).

 

  • Mario Monti

Giovanni Monti, per quanto ora momentaneamente disoccupato hanno scritto circa la sua scalata nell’alta finanza internazionale: Citigroup, Parmalat chiamato da Enrico Bondi (a sua volta poi chiamato da Monti padre come commissario straordinario per la spending review), Morgan Stanley.

La sorella Federica, invece, ha lavorato nel prestigioso studio Ambrosetti, quelli del Forum Ambrosetti di Cernobbio, dove si riunisce la crème dell’economia italiana. Federica Monti ha poi sposato Antonio Ambrosetti, unico figlio maschio degli Ambrosetti.

  • Anna Maria Cancellieri

Che dire di Giorgio Peluso, 42enne, figlio del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri (quella della frase… «Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città a fianco di mamma e papà»).

Lui è stato recentemente promosso: già precoce direttore di Unicredit, è stato nominato direttore generale di Fondiaria Sai, un bel posto fisso.500mila euro l’anno, l’ha in questi giorni lasciata con una buonuscita di 3,6 milioni, scoperta dal Fatto. Ma non è rimasto a spasso: assunto da Telecom Italia come Chief Financial Officer“.

  • Corrado Passera

Luigi Passera, il primogenito del super ministro ello Sviluppo Economico, è dirigente della multinazionale Procter & Gamble, e come il babbo si è laureato in Bocconi.

L’impiego precedente era nella Piaggio (responsabile del marketing), società di Roberto Colaninno, partner di Banca Intesa San Paolo nella cordata di salvataggio Alitalia.

  • Piero Gnudi

E’ stata collocata direttamente nello studio di commercialisti di famiglia a Bologna, Maria Maddalena Gnudi, una delle tre delizie dell’ex presidente dell’Enel, Piero Gnudi, attuale ministro del Turismo. Elisabetta invece ha lavorato a Nomisma, think thank e società di consulenza del mondo prodiano, per poi lasciare il posto ed intraprendere la carriera di scrittrice di libri per bambini. La terza figlia di Gnudi, Elsa, si occupa di pubblicità.

  • Francesco Profumo

E andiamo oltre. Il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, ex rettore del Politecnico di Torino ha tre figli. La più grande, Costanza, brillante architetto laureata al Politecnico di Torino, vive a New York e lavora nello studio di Daniel Libeskind. Per intenderci, l’architetto che ha progettato il futuro di Ground Zero.

  • Corrado Clini

Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, di figli ne ha tre. Carlo, classe ’63 è invece a Bruxelles, dove coordina progetti per la Regione Veneto.

  • Paola Severino

Paola Severino, ministro della Giustizia, ex docente Luiss, avvocato difensore di Cesare Geronzi, ha una figlia, Eleonora, 35 anni, che come i genitori (il papà Paolo di Benedetto è un altro avvocato di fama), lavora nello studio di mamma che naturalmente si è autosospesa e insegna alla Sapienza di Roma.

  • Carlo Malinconico

Poi c’è Stefano Malinconico, figlio di Carlo, il sottosegretario che si è dimesso per una vacanza pagata da altri. Stefano è avvocato e ha fatto pratica nello studio Malinconico (del padre), poi ha trovato lavoro al ministero dell’Ambiente dov’era direttore generale Corrado Clini (ex collega di governo del padre), e quindi all’Antitrust, quando il presidente era il sottosegretario Antonio Catricalà, (ex) collega del padre nei governo Monti.

  • Antonio Catricalà

A sua volta Catricalà, che ha gestito l’Antitrust per sei anni, ha una figlia (Michela) che è stata assunta a ventisei anni dalla società Terna, partecipata dal ministero dell’Economia, dove da sempre siede Vittorio Grilli, ministro dell’Economia, che però ha figli ancora in età scolare. Inoltre, Diana Agosti, moglie di Catricalà, è capo del dipartimento per il Coordinamento amministrativo della presidenza del Consiglio. Proprio dove lavora il marito.

Iniziando proprio da Monti, che la Banca commerciale italiana, della quale è stato anche vicepresidente dal 1988 al 1990, se l’è trovata nei cromosomi: suo padre, Gianni, era direttore di banca e suo zio fu Raffaele Mattioli, l’amministratore delegato che fece grande la Comit nel dopoguerra. Una passione, quella per gli istituti di credito, che in casa Monti pare ereditaria: il 38enne Giovanni, figlio di Mario, ha lavorato in Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup. Poi è andato a occuparsi del dossier acquisizioni per conto di Parmalat, con la quale il rapporto di lavoro si è concluso da poco. Nato sulla rampa di lancio è anche il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, proveniente da Bankitalia: il padre, Luciano, è stato parlamentare per quasi trent’anni nelle file del Pci, ha diretto l’Unità e Rinascita e fu economista di fiducia di Enrico Berlinguer. Radici altrettanto solide può vantarle Marco Rossi-Doria, sottosegretario all’Istruzione: è figlio dell’economista Manlio Rossi-Doria, che fu eletto due volte in Senato nelle liste del Partito socialista. Famiglia bene pure quella di Andrea Riccardi, ministro per l’Integrazione: il padre Alberto fu vicepresidente della Banca nazionale dell’Agricoltura. Spalle ben protette anche quelle del giovane Michel Martone, viceministro del Lavoro e docente di diritto: il padre Antonio, magistrato, è stato membro del Csm e del Cnel nonché presidente dell’Anm, il sindacato delle toghe.

Liberoquotidiano

[Fonti – Panorama – Liberoquotidiano – globalistgiornalettismo intoccabili

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2 commenti Commenta
luce72
Scritto il 23 gennaio 2013 at 10:13

Nel passato di Mario Monti non ci sono solo rapporti con le banche ma anche con Fiat a partire dal 1988. Molte, troppe cose vengono censurate.

http://it.ibtimes.com/articles/40386/20121231/monti-censura-il-giornale-wikipedia.htm

Scritto il 5 febbraio 2013 at 14:08

http://finanzanostop.finanza.com/2013/02/05/politica-perche-monti-non-si-dimette-da-senatore/
qui ho inserito un articolo su come mai Monti non si dimette da senatore…

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