L’indice americano SP500 e la sua forza: analizziamo la situazione grafica e operativa con rischio calcolato

Scritto il alle 07:35 da Roberto Semprini

L’indice americano sta dimostrando una forza pazzesca.

L’economia americana, infatti, ha creato in settembre 114mila posti di lavoro nei settori non agricoli, un numero di poco inferiore rispetto al consenso (+115mila unità) e il tasso di disoccupazione è sceso al 7,8% dall’8,1% di agosto e ai minimi da 44 mesi (consenso all’8,2%).

Questi dati confortanti sono arrivati in un momento importante per gli Stati Uniti e sono chiaramente a favore di Obama, anche se il rivale oggi ha messo allerta avvertendo che questi dati non rispecchiano lo stato dell’economia reale ma questa è politica!

L’euforia si è vista anche sulle altre Piazze Europee, in particolare Madrid e Parigi che hanno chiuso rispettivamente in rialzo dell’1,81% a 7.954 punti e dell’1,64% a 3.457 punti. Buone performance anche per Francoforte, che ha segnato un +1,27% a 7.397 punti, e per Londra che ha archiviato la seduta con un +0,74% a 5.871 punti. Gli indici americani scambiano al rialzo, con il Dow Jones che segna un +0,4% dopo aver toccato i massimi da fine 2007.

Parlando di Sp500 future:

Dopo aver rotti i massimi relativi a 1424.75 ha prodotto un allungo fino a 1474.75.

Dopo questa corsa estenuante era fisiologico un ritracciamento e lo ha fatto proprio col classico pull back a 1424.75 livello rotto in precedenza e che ora faceva da supporto. Guardando i ritracciamenti di fibonacci vediamo che ha ritracciato veramente pochissimo dai massimi, neppure il 38.2% ritracciamento classico e questo denota forza.

Tutta questa forza la dobbiamo chiaramente agli interventi congiunti delle banche centrali per sostenere le economie globali.

E’ un mercato che in tanti analisti reputano “drogato”.

E’ vero, anche io sono d’accordo e la penso cosi’.

La politica è un fautore principale dell’economia legata alle borse e le elezioni USA  fanno da ottimo propellente.

Parlando anche con gestori importanti e ascoltando e leggendo interviste di blasonati economisti mondiali è difficile per molti capire che cosa stanno scontando i mercati azionari a questi prezzi e quanto potrà incidere la manovra congiunta per immettere liquidità quasi illimitata nel sistema a sostegno dei Paesi periferici che dovessero trovarsi in difficoltà.

Se pensiamo che su SP500  siamo in prossimità dei massimi storici quando l’economia era fiorente e tutto andava a gonfie vele verrebbe quasi da ridere e il luogo comune che si sente spesso dire che la borsa è una grossa bisca clandestina potrebbe sembrare condivisibile.

Tecnicamente i listini sembrano lanciati verso la prova del doppio massimo e se lo dovessero rompere tutta la fase di pull back e di scarico degli oscillatori di breve intercorsa tra 1425 e 1474.75 verrebbe proiettata per circa 50 punti.

Io non sono molto convinto che questo possa accadere nel breve , piu’ probabile una pausa di riflessione.

L’indice di volatilità( VIX) è molto basso ancora e se si mantenesse tale la propensione al rischio farebbe rimanere molti operatori a mercato, ma se si dovesse innalzare la volatilità, sappiamo che statisticamente , a cio’ potrebbe corrispondere un ritracciamento dei prezzi.

 

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