Crisi economica: La pressione fiscale quest’anno toccherà il tetto storico del 45,1%, quasi tre punti sopra il livello del 2011, l’annus horribilis delle quattro manovre di fila, da luglio a dicembre

Scritto il alle 10:54 da carloscalzotto@finanza

8000 euro in più di tasse! niente male direi è si ragazzi è quello che ci hanno regalato le manovre di questi anni!

Lo studio della Cgia di Mestre: in tre anni 87 miliardi in totale.

Un totale di ottomila euro in più di tasse in tre anni. Questo ci costeranno le ultime manovre di Monti e Berlusconi, quelle che sono servite al disperato salvataggio dell’Italia. I conti sono della Cgia di Mestre e li riporta Repubblica, che parte contando la pressione fiscale…

La pressione fiscale quest’anno toccherà il tetto storico del 45,1%, quasi tre punti sopra il livello del 2011, l’annus horribilis delle quattro manovre di fila, da luglio a dicembre (le tre di Tremonti-Berlusconi e il Salva-Italia). Ma nel 2013 salirà ancora al 45,4% del Pil — conferma il Documento di economia e finanza presentato dal governo il 18 aprile — per discendere solo nel 2014, di un soffio appena (45,3%).

La Cgia sottolinea che nell’analisi sono state prese in esame le maggiori e le minori entrate previste dal ‘salva Italia’ e le disposizioni fiscali annunciate nella riforma del mercato del lavoro che esperira’ i suoi effetti a partire dal 2013. Non si e’ tenuto conto, invece, degli effetti previsti dal decreto sulle semplificazioni fiscali che saranno molto modesti. ‘Se poi – dice Bortolussi – alle misure introdotte dal Governo Monti aggiungiamo anche quelle introdotte l’estate scorsa dal Governo Berlusconi, nel triennio 2012/2014 il peso fiscale medio in capo a ciascuna famiglia italiana sara’ pari a 8.200 euro circa. Ad oggi – conclude Bortolussi – le famiglie italiane non hanno ancora subito nessun serio contraccolpo economico, in quanto hanno pagato poco piu’ di 500/600 euro. Praticamente solo il 7% della cifra totale che dovranno sborsare in questo triennio. Purtroppo, la mazzata arrivera’ verso la fine di quest’anno quando ad ottobre subiranno il probabilissimo aumento dell’Iva e a dicembre saranno chiamate a versare il saldo dell’Imu”:

Il Centro ricerche degli artigiani di Mestre calcola che — tra Salva-Italia, riforma del mercato del lavoro e aumento dell’Iva in autunno — il conto per il 2012 è di circa 20 miliardi. Sale a 32,5 il prossimo anno e a 34,8 nel 2014. Totale: 87,3 miliardi. Basta guadare al Salva-Italia, spiega la Cgia: 81,3% di imposte e 18,7% di tagli alla spesa. «Un sacrificio immane », prosegue Bortolussi. Se includiamo anche le manovre dell’estate scorsa, nota ancora la Cgia, il «peso fiscale medio in capo a ciascuna famiglia italiana, sarà pari a circa 8.200 euro» in tre anni. Ovvero 2.700 euro l’anno.

Il grafico con i dati:

La Cgia ci spiega che il peggio deve ancora venire:

Ad oggi «le famiglie italiane non hanno ancora subito nessun serio contraccolpo economico, avendo già pagato in media poco più di 500-600 euro», spiega Bortolussi. «Praticamente solo il 7% della cifra totale che dovranno sborsare in questo triennio. La mazzata arriverà verso la fine dell’anno».

Ovvero, con l’Iva:

Se non si provvede altrimenti (con la spending review), dal primo ottobre le due aliquote Iva del 10 e 21% saliranno di due punti (e dello 0,5% dal primo gennaio 2014), con effetti disastrosi sui consumi e sui redditi. A dicembre, poi, c’è il salatissimo conguaglio Imu, l’imposta sugli immobili che vale 21,4 miliardi totali nel 2012 sarà più alta della vecchia Ici (le rendite salgono del 60%). Ed ora i sindaci potranno raddoppiarla, se vogliono, per finanziare le opere pubbliche con l’Imu-bis.

Casa e benzina sono le più colpite:

Nel salva Italia, ad esempio, l’effetto complessivo della manovra e’ costituito per l’81,3% da nuove entrate e solo il 18,7% da tagli alla spesa. Un sacrificio immane – rileva Bortolussi – che rischia di schiacciare il paese sotto una montagna di imposte, con la prospettiva, come ha sottolineato qualche giorno fa il Fmi, di raggiungere il pareggio di bilancio solo nel 2017 e non, come previsto dal Governo Monti, nel 2013. source

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