IMU: come pagarla e chi è escluso dal pagamento

Scritto il alle 10:43 da Agata Marino

Il momento poco voluto è arrivato ed ecco a voi come pagare la famigerata tassa sulla casa, dove ricordo che sono stati esclusi le fondazioni bancarie e altri privilegiati, della serie il sacrificio non è collettivo ma è della massa, ma questa è altra storia e di sfoghi di questo genere tra disperazione e news potete leggere articoli come questo QUI, o ancora peggio questo, tra gli esclusi al pagamento troviamo l’Unione per la produzione della patata!!! è si avete capito bene:-)…

Rimangono liberi dall’imposta non solo le sedi di Pdl e Pd, Cisl, Uil e Confindustria, ma anche le loro articolazioni; e ancora, il Circolo canottieri Tevere Remo, il Tennis Club Parioli, Pfizer alla Telecom, passando per la dalemiana ItalianiEuropei, la Mediolanum di Doris e i Figli del Littorio, la Fondazione Fanfani, Iotti, Sturzo e Gramsci, ma anche la Fondazione Liberal, la Cristoforo Colombo, la Libera Fondazione di Giustina Destro, berlusconiana pentita, la scuola Democratica fondata da Walter Veltroni, l´ex finiana FareFuturo ora guidata da Adolfo Urso, la Fede e Scienza del centrista Rocco Buttiglione, la Magna Carta del pidiellino Gaetano Quagliarello.Senza dimenticare la Fondazione Willy Brandt. Non mancano le Onlus. Infine, le sorprese: nella lista ci sono i produttori di bovini e gli allevatori di suini, i coniglicoltori, i podologi e i fioristi, c´è persino l’Unione per la produzione della patata, quella per la tutela dei cavalli da trotto, nonché l´istituto italiano alimenti surgelatiQUI TROVATE IL RESTO DELLA LISTA

Ora torniamo a noi comuni mortali…

Prima cosa nessun rinvio e il 18 giugno dopo 4 anni torna la famigerata tassa applicata con tutti gli interessi del caso.

Anche dopo i casini fatti e le modifiche l’importo di calcolo non è così complicato come sembra, soprattutto alla luce del pagamento di giugno che avviene con le aliquote di base fissate a livello nazionale.

Ecco una guida per orientarsi nelle diverse fasi del calcolo e prendere familiarità con il modello F24 che per l’acconto di giugno rappresenta l’unica modalità di pagamento possibile.source
CHI DEVE PAGARE – Sono soggetti al tributo tutti i possessori di immobili
La legge specifica che il presupposto dell’imposta è il possesso di qualsiasi immobile compresa l’abitazione principale e le sue pertinenze, che invece non era soggetta a tassazione con l’Ici a partire dal2008.Ètenuto alpagamento ilproprietario dell’immobile, oppure chi è titolare del diritto reale di usufrutto, uso,abitazione,enfiteusi, superficie. Dunque in caso di abitazione in affitto paga il proprietario e non l’inquilino. Va ricordato che l’Imu sostituisce non solo l’Ici, ma anche l’Irpef e le sue addizionali locali per i redditi degli immobili esclusi quelli affittati. Dunque il proprietario di un’abitazione tenuta a disposizione non la indicherà sulla prossima dichiarazione dei redditi, e non pagherà la relativa quota di Irpef. Invece nel caso di abitazione data in locazione ilrelativo reddito sarà sottoposto all’Irpef e potrà godere – se il contribuente farà questa opzione – del regime agevolato della cedolare secca.

LA PRIMA CASA – Agevolazione solo per quella in cui si vive abitualmente
Il concetto di abitazione principale è stato precisato rispetto a quello adottato per l’Ici, che aveva dato luogo ad una serie di controversie. Due le novità importanti.L’abitazione principale è quella in cui il possessore e la sua famiglia dimorano abitualmente e risiedono dal punto di vista anagrafico: i due concetti non possono essere più scissi. Inoltre se la stessa abitazione si compone di più unità immobiliari (fatte salve le pertinenze) una sola potrà essere abitazione principale; sull’altra si pagherà come per una seconda casa. Per quanto riguarda le pertinenze, ogni abitazione principale ne potrà avere al massimo tre, appartenenenti ad una delle categorie catastali C2 (cantine) C6 (garage) C7 (tettoia).Se le pertinenze sono accatastate separatamente andranno indicate nel modello F24 alla voce «Numero immobili». Il limite di tre vale anche nel caso in cui una o due pertinenze siano accatastate insieme all’abitazione principale.

I FIGLI – Se non superano i 26 anni detrazione di 50 euro a testa
Sull’abitazione principale spetta per tutti una detrazione di 200 euro. Ma a differenza di quanto avveniva con l’Ici, è prevista anche una maggiorazione della detrazione rapportata al numero dei figli di età non superiore a 26 anni che dimorano nella stessa casa e vi hanno la residenza anagrafica. La maggiorazione,che spetta indipendentemente dal fatto che i figli siano fiscalmente a carico o meno, è di 50 euro per ciascun figlio fino ad un massimo di 400 (dunque fino ad otto figli). La detrazione va divisa con l’altro genitore nel caso sia comproprietario dell’abitazione. Ci sono situazioni in cui la maggiorazione della detrazione spetterà solo per una parte dell’anno. Ad esempio nel caso di un figlio nato nel 2012, la maggiorazione spetterà in un certo mese se la nascita si è verificata da almeno 15 giorni. Così se un bambino è nato il 15 marzo , la maggiorazione spetterà per dieci mesi, se è avvenuta il 20 marzo solo per nove.

LA SECONDA CASA – Va indicata la ripartizione della tassa tra Stato e Comune

Per gli immobili diversi dall’abitazione principale è prevista oltre che un’aliquota più alta e l’assenza di detrazioni, anche una ripartizione dell’imposta tra il Comune e lo Stato. Questo vuoldire che ilcontribuente deve indicare separatamente le due quote sul modello F24, con due differenti codici tributo (3918 per il Comune, 3919 per lo Stato) come se si trattasse a tutti gli effetti di due tributi diversi. Nella prima rata le due quote saranno di uguale importo, mentre nella seconda potranno essere diverse se il Comune avrà previsto una maggiorazione dell’aliquota. Uno dei nodi che almeno in parte non è stato ancora sciolto riguarda la distinzione tra le seconde case tenute a disposizione e le abitazioni date in affitto. La legge nazionale non prevede aliquote differenziate. I Comuni hanno la possibilità di stabilirle; alcuni l’hanno fatto, con l’obiettivo di agevolare la locazione rispetto alle seconde case tenute a disposizione.

L’ALIQUOTA – Due livelli: 0,4% e 0,76% poi decidono i Comuni

La legge nazionale che ha disposto l’entrata in vigore dell’Imu nel 2012 ha previsto due aliquote di base: lo 0,4 per cento (ovvero 4 per mille) per l’abitazione principale) e lo 0,76 per cento (7,6 per mille) nel caso degli altri immobili. I Comuni hanno la facoltà di aumentare la prima dello 0,2 per cento verso l’alto o verso il basso e la seconda dello 0,3 per cento sempre nelle due direzioni. Così per l’abitazione principale l’aliquota massima è lo 0,6 per cento, per gli altri immobili l’1,06 per cento. Le aliquote fissate dai Comuni però saranno applicate solo con il saldo di dicembre. Così a giugno (ed a settembre per chi scelga per l’abitazione principale il pagamento in tre rate) la rata sarà determinata con le aliquote base, dividendo per due o per tre. Al saldo l’imposta sarà ricalcolata con le aliquote effettivamente decise e sottraendo quanto già versato in precedenza si otterrà l’importo del pagamento finale, che nella maggior parte dei casi risulterà più pesante.

LE RATE – Per l’abitazione principale possibili tre versamenti
Per l’Imu era stato originariamente previsto lo stesso meccanismo di pagamento della vecchia Ici, con due pagamenti di uguale importo a giugno e a dicembre, fatta salva la possibilità del contribuente di pagare in un’unica soluzione a giugno. Poi sono intervenute due novità. Per dare più tempo ai Comuni di scegliere le proprie aliquote è stato deciso che il versamento dell’acconto sarebbe stato fatto con le aliquote di base previste dalle legge: questo rende di fatto impossibile il pagamento in un’unica soluzione, perché in caso di modifica delle aliquote bisognerebbe comunque tornare a pagare a dicembre. Inoltre solo per l’abitazione principale è stata concessa la possibilità di pagare in tre rate invece che due, con una scadenza intermedia a settembre. Nelcaso di due rate la prima è data dalla metà dell’importo ottenuto con l’aliquota di base; nel caso siano tre, la prima e la seconda saranno pari ad un terzo di quell’importo.

COME SI PAGA – Serve il modello F24 attenzione ai codici
Per la prima rata e l’eventuale seconda di settembre è necessario pagare in banca con il modello F24, a dicembre invece si potrà usare anche il bollettino postale. Nelmodello F24 vanno indicati il codice fiscale e i dati anagrafici del possessore della casa.Va quindi compilata la «Sezione Imu e altri tributi locali». Nella prima colonna va riportato il codice del comune dell’immobile. Va quindi barrata la casella «acconto» e indicato il numero degli immobili. Per le prime case il codice tributo è 3912. Per le seconde case l’importo dovuto nella rata va diviso in due righe: nella prima andrà indicato il codice tributo per la quota che incassano i Comuni (3918), nella seconda il codice tributo per la quota statale (3919). Ultimo accorgimento: per le abitazioni principali bisognerà indicare se si tratta della prima di due o di tre rate. Nel primo caso andrà inserito nella casella «rateazione» il codice 0101; in caso di tre rate invece il codice è 0102.

L’AIUTO – Siti, uffici del catasto e Caf per assistere il contribuente
L’avvicinarsi della scadenza per la prima rata dell’Imu è stata accompagnata da molta preoccupazione, per le differenze tra il nuovo tributo e la vecchia Ici e soprattutto per il fatto che molte novità sono state definite in corsa con ulteriori provvedimenti legislativi. Il primo punto di riferimento sono gli uffici del catasto o il sito www.agenziademanio.it per conoscere la rendita, nel caso non la si possa ricavare dall’atto di acquisto. Poi ci sono i Caf o i commercialisti che possono offrire assistenza ai contribuenti: per chi paga l’Irpef con il modello 730 c’è anche la possibilità di usare il relativo credito d’imposta per pagare in tutto o in parte l’Imu. Infine molti Comuni hanno allestito sui propri siti Internet pagine informative, che in vari casi comprendono anche uno strumento per il calcolo e la compilazione on line del modello F24, ricavato dalsito www.amministrazionicomunali.it

QUANDO AVETE TUTTI I DATI A DISPOSIZIONE ecco l’utile modo per sapere di che morte bisogna morire facile e attendibile Calcolo IMU

 

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1 commento Commenta
sturmer
Scritto il 11 giugno 2012 at 10:45

Ciao… Mi permetto di aggiungere una puntualizzazione…

Cominciate a mettere da parte i soldi per la rata di dicembre.

Anche perchè sarà a spanne il doppio di quanto pagate ora.

E’ una semplice questione di matematica: ora si paga il 4 per mille , detratto il coefficiente prima casa/figli o il 7,6 per mille.

Dopo, quando i comuni decideranno le aliquote, cìè qualcuno che scommette che le abbasseranno??

Noooo… le porteranno al massimo, così diventeranno il 10,6 per mille, o meglio più dell’1 per cento, e il 6 per mille per le prime case…

E così, per esempio di seconda casa, se ora hai pagato 380 (=760/2), poi il saldo sarà 680 (=1060-380 già pagati)… così pari a quasi il doppio… sempre che qualche mente illuminata non ci aggiunga anche l’imposta di scopo…

Viva l’iddaglia….
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