La politica dell’uomo qualunque e la storia del nostro debito pubblico, non ci vuole un Bocconiano per capirlo basterebbe appunto un uomo qualunque

Scritto il alle 16:53 da Agata Marino

Napolitano afferma che l’uomo qualunque non ha fatto boom, gli economisti iniziano a studiare il programma di Grillo e dei grillini, Monti da la colpa ai governi precedenti… L’unico dato di fatto è che oggi come oggi l’unica cosa che attira il cittadino è l’idea di mandare il governo di destra sinistra e centro tutto a casa. Fare scarica barile, come sta facendo Monti e come fanno tutti i politici, non serve a nulla.

E’ chiaro che il presidente del consiglio Mario Monti ha reagito a chi si è permesso di intestargli la causa della sequela di suicidi causati dalla crisi. Nonostante la nota di rettifica di palazzo Chigi che in fondo conferma il concetto espresso non ho fatto minimamente riferimento a questo, non mi permetterei mai di parlare di suicidi in un contesto come questo. Ho parlato di conseguenze umane della crisi: sono molte le sofferenze sociali della crisi e ho detto che dovrebbero far riflettere chi ha portato l’economia in questo stato e non chi sta cercando di farla uscire… e allora perchè voi governo usate gli stessi cavalli di chi ci ha portato qui?  dobbiamo fare un pò di cronistoria

Uno dei problemi economici che assilla l’Italia è la presenza di un enorme debito pubblico, che – chi segue la finanza – sa essere arrivato all’astronomica cifra di 1900 miliardi di euro. Ma che cosa è il debito pubblico? E come si forma?
Essendo la stessa situazione valida più o meno ovunque, con poche differenze, possiamo prendere ad esempio l’Italia e poi estendere il discorso.

Ecco un pò di storia:Nel 1971 il debito pubblico era pari a circa il 60% del Pil (inutile andare a cercare dati precedenti, dato che il Pil è stato cominciato ad essere calcolato solo da quell’anno).

Questa misurazione (debito pubblico/Pil) è comoda perchè permette di confrontare misure altrimenti inconfrontabili.

Per esempio, se uno guarda alla Grecia, scopre che il suo debito pubblico è pari a poco più di 300 miliardi di euro, circa un sesto di quello italiano.

Allora sta bene?

No, perchè anche il Pil è circa un sesto; e quindi siamo inguaiati più o meno come loro. Aumenta di poco nel decennio successivo, tanto che nel 1983 siamo ancora intorno al 73% nel rapporto deficit/Pil.

Arriva al governo Bettino Craxi ed è un disastro: tra il 1983 e il 1987 i due governi Craxi portano una impennata del debito pubblico, che balza al 96%.

Dopo di allora si susseguirono una serie di governi balneari, da Goria ad Andreotti e via elencando che portarono il debito oltre il 100%.

Amato ministro del tesoro (ricordo che è anche presidente di una fondazione” italiani europee”) dal 87 al 89 sali a 220 mila miliardi di lire

Nel 1992 finalmente la classe politica si rende conto che ci stiamo avviando all’autodistruzione e, primo ministro Amato( sempre lui), viene fatta la famosa finanziaria da 92 mila miliardi, con il prelievo del 6 per mille dai conti correnti( un furto che mi portò a dover sborsare soldi non miei, ma della compagnia che rappresentavo, visto che il prelievo era stato fatto sui conticorrenti) .

Nonostante tutto la crescita rallenta tra il 1992 e il 1996 (a parte il 1994, che è stato l’unico anno in cui le spese sono aumentate tantissimo), raggiungendo il suo massimo del 121% nel rapporto tra deficit e Pil.

In più il  17 febbraio 1992. inizia mani pulite con impasti e reciclaggi politici che non cambiano il senso dell’inutilità della classe governativa che noi paghiamo.

Cioè per ogni euro di ricchezza del Paese, ce ne sono 1,2 di debito.

Nel 1996 comincia l’inversione di tendenza, con il governo Prodi (seguito dal governo D’Alema e dal governo Amato e poi Berlusconi) che – grazie anche ad una serie di vendite del patrimonio pubblico italiano( MOLTI DEI QUALI DATI AD AMICI DI AMICI) – riesce a far scendere il debito pubblico al 105% del Pil.

Poi viene eletto il governo Berlusconi e subito il governo tecnico( cadde per colpa della lega) che fa crescere di nuovo all’impazzata il deficit e quindi il debito pubblico, che arriva al 114% nel 2006.

Il governo Prodi riduce il deficit di circa 60 miliardi in 20 mesi, ma non ha il tempo di consolidare questo successo in modo da trasferirlo sul debito, che il suo governo cade e viene eletto di nuovo il governo Berlusconi, e il governo tecnico di Dini, poi arrivò la sinistra e dopo il governo Berlusconi il tutto manda alle stelle deficit e debito pubblico, che ora supera il 120%.
Perchè ho fatto questa cronistoria? Semplicemente per dimostrare che il debito pubblico è una diretta discendenza del malgoverno economico e quindi Monti in parte ha ragione ma: se il governo spende più di quanto gli entra in cassa, il debito aumenta.
Quindi è possibile disfarsi del debito pubblico?

Certamente. Nella maniera più semplice: come fa ciascuno di noi per salvare le chiappe della propria attività a pagare un debito? Taglia le spese o cerca di guadagnare di più, in modo da incassare abbastanza da vivere e da pagare il debito e qui ecco il malcontento dei cittadini perchè di tagli effettivi non ce ne sono e i costi di sti cialtroni che non sannoo altro che giocare a scarica barile aumentano. Non ci vuole certamente un Bocconiano per capirlo insomma uno che ha formato manager che magari dopo qualche anno passavano in altre aziende, non un imprenditore che lavora sempre per la sua di azienda.

Dovremmo avere un avanzo di bilancio, sistematico, ogni anno. Certo, per noi italiani è più difficile, dato l’enorme peso del debito pubblico (appunto, il 120% del Pil).

Ma la difficoltà è solo iniziale. Infatti, se si riuscisse ad avere un avanzo di bilancio, succederebbero due cose:

1) si riduce il debito pubblico in valore assoluto e quindi si riducono gli interessi da pagare; 2) i mercati cominciano a chiedere meno interessi, e anche questo riduce gli interessi da pagare.

Questo a sua volta permette di liberare risorse (cioè i miliardi usati prima per pagare gli interessi sul debito) che possono essere usati per aumentare i servizi del welfare o per tagliare le tasse oppure ancora non utilizzarli ed accelerare la riduzione del debito pubblico.

la crescita economica permette allo Stato di incassare più tasse senza modificare aliquote o regole di riscossione. Ma se ci sono maggiori entrate, il debito pubblico si abbassa più velocemente e quindi si liberano altre risorse, dando il via al circolo virtuoso sopra elencato, tutto ciò sembra surreale e con questa classe politica sembra inrealizzabile, non riescono a fare tagli alle spese e appena uno si distrae iniziano a farsi leggi a hoc per salvare i loro interessi ecco QUI L’ARTICOLO SULLE PENSIONE D’ORO, l’italiano di questo è stufo e, quando se ne renderanno conto, magari qualche cosa potrà cambiare

Quindi caro governo occhio alla politica dell’uomo qualunque la disperazione può portare a cose molto gravi tipo disordini e guerra contro lo stato.

Guardatevi i nostri governanti ” gente che abbiamo messo li noi”

 

 

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La politica dell'uomo qualunque e la storia del nostro debito pubblico, non ci vuole un Bocconiano per capirlo basterebbe appunto un uomo qualunque, 10.0 out of 10 based on 1 rating
10 commenti Commenta
chemako
Scritto il 9 maggio 2012 at 17:28

Secondo me Lei si dovrebbe documentare un po’ meglio sui vari governi che si sono susseguiti alla guida del paese:
Amato primo: 06/92 – 04/93
Ciampi: 04/93 – 05/94
Berlusconi primo: 05/94 – 01/95
Dini: 01/95 – 05/96
Prodi primo: 05/96 – 10/98
D’Alema primo: 10/98 – 12/99
D’Alema secondo: 12/99 – 04/00
Amato secondo: 04/00 – 06/01
Berlusconi secondo: 06/01 – 04/05
Berlusconi terzo: 04/05 – 05/06
Prodi secondo: 05/06 – 05/08
Berlusconi quarto: 05/08 – 11/11
Monti: 11/11 – in carica

Per quanto riguarda il debito Le consiglio il seguente intervento di Giannino, a mio parere molto interessante:
http://www.radioradicale.it/scheda/334656

Prima di affermare che i politici sono tutti uguali tenga sempre a mente che “ve ne sono alcuni più uguali degli altri”.

Scritto il 9 maggio 2012 at 17:39

chemako@finanzaonline:
Secondo me Lei si dovrebbe documentare un po’ meglio sui vari governi che si sono susseguiti alla guida del paese:
Amato primo: 06/92 – 04/93
Ciampi: 04/93 – 05/94
Berlusconi primo: 05/94 – 01/95
Dini: 01/95 – 05/96
Prodi primo: 05/96 – 10/98
D’Alema primo: 10/98 – 12/99
D’Alema secondo: 12/99 – 04/00
Amato secondo: 04/00 – 06/01
Berlusconi secondo: 06/01 – 04/05
Berlusconi terzo: 04/05 – 05/06
Prodi secondo: 05/06 – 05/08
Berlusconi quarto: 05/08 – 11/11
Monti: 11/11 – in carica

Per quanto riguarda il debito Le consiglio il seguente intervento di Giannino, a mio parere molto interessante:
http://www.radioradicale.it/scheda/334656

Prima di affermare che i politici sono tutti uguali tenga sempre a mente che “ve ne sono alcuni più uguali degli altri”.

non li ho citati tutti… ho preso i periodi più importanti… comunque grazie per la precisazione;-) sul fatto che ci sono politici più uguali di altri ne sono consapevole… :-) grazie per il link dopo lo guarderò
comunque il dato di fondo è il fallimento della politica e l’affondo della nostra economia… era quello il concetto espresso… delle date poco importa sono i numeri e i conti che mi interessano

hoffy
Scritto il 9 maggio 2012 at 17:48

Agata Marino: non li ho citati tutti… ho preso i periodi più importanti… comunque grazie per la precisazione;-) sul fatto che ci sono politici più uguali di altri ne sono consapevole… grazie per il link dopo lo guarderò
comunque il dato di fondo è il fallimento della politica e l’affondo della nostra economia… era quello il concetto espresso… delle date poco importa sono i numeri e i conti che mi interessano

dimostrato al mondo cieco e sordo intero di che pasta è fatta la classe politica italiana. Ipocriti di merda!
Brava agata

Scritto il 9 maggio 2012 at 18:18

hoffy: dimostrato al mondo cieco e sordo intero di che pasta è fatta la classe politica italiana. Ipocriti di merda!
Brava agata

IPOCRISIA A GOGO…. visto l’articolo di carlo?
http://finanzanostop.borse.it/2012/05/09/italia-prima-in-classifica-per-il-disavanzo-ecco-i-bilanci-degli-stati-dal-1978-ad-oggi/

la colpa è di chi ci ha governato non di topolino

Scritto il 9 maggio 2012 at 19:27

Speriamo solo che anche l uomo qualunque una volta arrivato a roma non si trasformi in cialtrone qualunque!
Ps agata l ho letto hehehe

artes
Scritto il 9 maggio 2012 at 20:56

chemako@finanzaonline:
Secondo me Lei si dovrebbe documentare un po’ meglio sui vari governi che si sono susseguiti alla guida del paese:
Amato primo: 06/92 – 04/93
Ciampi: 04/93 – 05/94
Berlusconi primo: 05/94 – 01/95
Dini: 01/95 – 05/96
Prodi primo: 05/96 – 10/98
D’Alema primo: 10/98 – 12/99
D’Alema secondo: 12/99 – 04/00
Amato secondo: 04/00 – 06/01
Berlusconi secondo: 06/01 – 04/05
Berlusconi terzo: 04/05 – 05/06
Prodi secondo: 05/06 – 05/08
Berlusconi quarto: 05/08 – 11/11
Monti: 11/11 – in carica

Per quanto riguarda il debito Le consiglio il seguente intervento di Giannino, a mio parere molto interessante:
http://www.radioradicale.it/scheda/334656

Prima di affermare che i politici sono tutti uguali tenga sempre a mente che “ve ne sono alcuni più uguali degli altri”.

il 90% della classe polita se ne deve andare a casa sono vecchi e bavosi..a casaaaaaaaaaa

Scritto il 9 maggio 2012 at 23:54

Bisognerebbe poter rinnovare tutta la classe politica….ma prima però dovrebbero eliminare “il porcellum”…una legge elettorale che non permette all’uomo “qualunque” di scegliere.

pato89
Scritto il 10 maggio 2012 at 11:48

Ho ascoltato l’intervento, oggettivo, di Giannini …ora so per certo a chi guardare :D

Scritto il 10 maggio 2012 at 13:29

pato89@finanzaonline,

ciao pato ! quanto tempo !

pato89
Scritto il 10 maggio 2012 at 15:48

gooser,

Vi leggo spesso, ma spesso non commento :( . Offrite sempre dei grandi spunti di riflessione …:D

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