Evasione fiscale: come l’azione globale di contrasto ha fallito

Scritto il alle 10:35 da carloscalzotto@finanza

Evasione fiscale, come l’azione globale di contrasto ha fallito
Negli ultimi anni si è assistito a un impegno senza precedenti, da parte dei principali leader politici di tutto il mondo, per la lotta all’evasione fiscale internazionale. Ma questi sforzi, di fatto, sarebbero stati vani….

Lo dimostra uno studio, citato dal Guardian, che si basa sui dati della Banca dei regolamenti internazionali (BIS). Questi ultimi dimostrano infatti che, nell’anno appena trascorso, circa 2.700 miliardi di dollari erano celati nei conti bancari offshore. Una somma sostanzialmente equivalente a quella del 2007. Secondo gli accademici Niels Johannesen e Gabriel Zucman, che hanno condotto la ricerca, ciò significa che i numerosi trattati internazionali non sono riusciti pienamente nel proprio intento. Per la stragrande maggioranza, infatti, si tratta di trattati bilaterali. Il che significa che gli evasori – magari tramite complesse strutture societarie – hanno “spostato” i propri capitali da un paradiso fiscale all’altro. Prediligendo gli Stati che ne hanno siglati in misura minore: come Cipro, in cui il volume dei depositi ha segnato un +60%. In sintesi, i governi non sono ancora riusciti a obbligare gli evasori a far tornare i propri asset negli Stati di pertinenza.
Questi dati segnano un netto contrasto con l’ottimismo che traspariva dalle conclusioni ufficiali raggiunte dal G20. Solo lo scorso novembre, infatti, il segretario generale dell’OCSE Angel Gurria aveva dichiarato conclusa l’era del segreto bancario. Pur riconoscendo che ci fosse ancora da lavorare in alcune zone, aveva insistito: «Ora non è più possibile celare asset o redditi senza rischiare di essere scoperti». Di fronte a questa ricerca, mentre l’OCSE invita alla prudenza, i rappresentanti delle campagne contro l’evasione fiscale alzano la voce. Rivendicando la sostanziale inefficacia dei trattati bilaterali e la necessità di misure più radicali. source

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3 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 9 maggio 2012 at 11:44

Basta pensare che il 99% del mondo insiste nel non voler mettere sotto controllo legale i volumi economici e di prodotto del narcotraffico, accontendandosi di “vietarlo” e di averne quindi solo 3 certezze:
1) esiste ed è floridissimo
2) non si ha alcun dato certo su di esso
3) è completamente nelle mani del mercato nero
Secondo me una bella fetta di questi fantomatici 2700 miliardi di USD sono proventi del narcotraffico internazionale e quindi si capisce come a “qualcuno” non interessi aumentare la regolamentazione dell’evasione fiscale e di questa enorme fonte di commercio.

Scritto il 9 maggio 2012 at 13:18

atomictonto@finanza:
Basta pensare che il 99% del mondo insiste nel non voler mettere sotto controllo legale i volumi economici e di prodotto del narcotraffico, accontendandosi di “vietarlo” e di averne quindi solo 3 certezze:
1) esiste ed è floridissimo
2) non si ha alcun dato certo su di esso
3) è completamente nelle mani del mercato nero
Secondo me una bella fetta di questi fantomatici 2700 miliardi di USD sono proventi del narcotraffico internazionale e quindi si capisce come a “qualcuno” non interessi aumentare la regolamentazione dell’evasione fiscale e di questa enorme fonte di commercio.

La penso esattamente come te….3 punti compresi. Voglio aggiungerne solo un 4°: i proventi dal commercio delle armi.

kry
Scritto il 9 maggio 2012 at 17:11

5° quello della prostituzione

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