Pensioni d’oro e politici corrotti, ora è il turno della Lega, ecco la lista delle mazzette

Scritto il alle 10:52 da Agata Marino

Il teatrino politico ci allieta tutti i giorni con belle notizie e, da paladini della difesa del cittadino, si innorridiscono e lottano( o meglio fanno finta di lottare) per i nostri diritti, poi alla fine si comportano come i vecchi delinquenti politici che in passato sono stati condannati per tangenti ricevute, mi domando… Potrebbe succedere ad ognuno di noi, sano cittadino che paga le tasse e fa fatica a ritagliarsi uno spazio nella società, di diventare corrotti nel momento che ci dovessimo trasformare in politici… oppure è nel DNA essere un furbone e un ladrone? io personalmente propendo per la seconda ipotesi anche se è dura certe volte propendere!!

Ci siamo indignati per l’abnormità delle pensioni dei parlamentari, per l’iniquità dei vitalizi. Ci siamo indignati per le 2330 pensioni pagate ad ex parlamentari sapendo che ci costano 219 milioni di euro l’anno e che di questi soldi solo 15 milioni corrispondono ai contributi da essi pagati, mentre i restanti 204 milioni ce li mettiamo noi. Una sorta di principio di equiparazione al contrario…
Ci siamo indignati per tutto questo, ma alla casta piace stupirci sempre di più.
E così scopriamo che sono ben 200 gli ex parlamentari che prendono anche la pensione da ex consiglieri regionali! Una doppia ricchissima pensione come se avessero vissuto due vite da privilegiati al posto di una! ecco una lista presa dal blog LA CASTA

Alfredo Vito (mister centomila preferenze e signore delle tangenti: 4800 euro al mese da ex parlamentare e 3600 da ex consigliere regionale della Campania)


Nicola Mancino (9947 euro da ex parlamentare mentre non è nota l’ammontare della pensione da ex consigliere regionale della campania)


Piero Bassetti (il primo governatore dela Lombardia; 3987 euro di pensione come ex parlamentare e 4000 euro come ex consigliere regionale della Lombardia)


Elio Veltri (3108 come ex parlamentare; 4000 euro come ex consigliere regionale della Lombardia)


Paris Dell’Unto (ex craxiano; 8455 euro come ex parlamentare e 9000 euro come ex consigliere regionale del lazio…)


Giulio Maceratini (9947 euro come ex parlamentare; 5610 euro come ex consigliere reigonale del lazio)


Antonio Rastrelli (9387 euro da ex parlamentare; non è noto l’ammontare della pensione da ex consigliere regionale)

L’ex ministro Ortensio Zecchino (8455 euro da ex parlamentare; non è noto l’ammontare della sua pensione da ex consigliere regionale)…
Ma ora continua con ciò che sta succedendo oggi a CASA LEGA

Sino a pochi giorni fa erano chiacchiere e ipotesi prese da intercettazioni e colloqui personali e vi era l’ipotesi di un possibile fango buttato a HOC per denigrare la lega ma da ieri non più. Perché Nadia Dagrada, la donna che ha conosciuto Belsito da prima che diventasse il cassiere della Lega, ha trasformato quelle ipotesi in certezze investigative su cui si costruirà la base dell’accusa, visto che è stato consacrato il valore delle intercettazioni  telefoniche  confermando tutto nei particolari.

La Lega dovrà difendersi dall’accusa più dura la corruzione che è sempre stata, sulla carta, l’integrità morale la sua bandiera, definendo roma ladrona e i vecchi politici corrotti.

130.000 euro di fondi neri per “acquisto” titoli di studio del trota Renzo Bossi source

Con i soldi della Lega Nord sono state pagate le rate scolastiche e per il conseguimento della laurea per Renzo Bossi, per Rosy Mauro vicepresidente del Senato e per il suo compagno, presso esamifici privati esteri di elitè, dove si spendono milioni di euro per comprarsi letteralmente una laurea.

E’ la segretaria amministrativa della Lega Nadia Dagrada ad aprire uno squarcio su questa ulteriore pagina ignobile della cricca del Bossi.

“Belsito mi ha riferito che sono stati dati soldi in contanti a Pier Moscagiuro, compagno di Rosy Mauro affinchè pagasse le rate per le spese della scuola privata per conseguire il diploma, la laurea, credo ottenuti entrambi in Svizzera. Inoltre Belsito mi ha detto anche di aver pagato le rate per il diploma e poi la laurea della stessa Rosy Mauro pagando con i soldi della Lega. I titoli di studio sono costati circa 120mila euro prelevati dalle casse della Lega: sono stati conseguiti in Svizzera in un istituto privato a pagamento. Inoltre anche Renzo Bossi dal 2010 sta prendendo una laurea all’ Università privata di Londra, il cui costo si aggira sui 130.000 euro”.

Anche lì, rette milionarie, per i figli ciucci dei ricchi.

Dal Messaggero

Bossi sapeva tutto
La prima volta le vide in lire. Venti milioni del vecchio conio nelle mani di Maurizio Balocchi, l’ex cassiere leghista (oggi deceduto) che indicò Belsito come suo successore. E quella volta, Nadia Dagrada capì che il capo carismatico della Lega, Umberto Bossi, sapeva tutto: «Mi ricordo che alcuni anni fa l’ex amministratore della Lega Nord, signor Balocchi, portò in cassa venti milioni di lire in contante dopo essersi recato nell’ufficio di Bossi». E’ per questo che il Senatùr non poteva ignorare l’esistenza di quel piccolo fondo nero: «Balocchi uscì dall’Ufficio di Bossi e venne nell’ufficio da me, mi consegnò i 20 milioni di lire dicendomi di non registrarli e di metterli in cassaforte che poi ci avrebbe pensato lui. Ribadisco che sapevo che circolava del nero nella Lega ma io ho visto personalmente solo questa operazione».

Dieci anni di mazzette
Quel dettaglio della vecchia moneta serve ai magistrati per collocare temporalmente l’episodio: prima del 2002. E un paio di telefonate intercettate fanno capire che non si trattava di un caso isolato. Soprattutto quella in cui la Dagrada dice a Belsito: «Tutto quello che hai fatto tu, Maurizio Balocchi non l’ha mai fatto da che era amministratore». E anche un’altra, in cui la Dagrada spiega le precauzioni che Balocchi prendeva quando c’erano da coprire le spese dei familiari del capo: «Io di Riccardo Bossi c’ho tutto quello che abbiamo fatto nel passato con Balocchi eh! Lui non toccava un accidente: preparavamo tutte le lettere noi, timbro del negoziante e tutto. Non abbiamo tirato fuori una lira senza una carta».

Caccia ai corruttori
E’ anche per questo che da alcuni giorni le indagini della magistratura si sono spostate in Liguria, più precisamente nel Tigullio, da dove Maurizio Balocchi partì da consigliere comunale di Chiavari fino a diventare sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Gli inquirenti vogliono capire quali fossero i canali di approvvigionamento della Lega, spulciando gli affari e gli appalti siglati negli ultimi anni all’ombra del Carroccio. Nel rapporto del Noe dei Carabinieri ci sono alcuni riferimenti alle dichiarazioni dell’ex manager Finmeccanica Lorenzo Borgogni, che chiamerebbero in causa la galassia di piazza Montegrappa e l’onorevole Reguzzoni a proposito di alcuni capannoni affittati da Agusta Westland.

Ma ieri la stessa Finmeccanica ha voluto precisare di non aver mai firmato alcun contratto di affitto con Reguzzoni, nemmeno attraverso consociate come Agusta Westland. E il parlamentare leghista ha spiegato: «Non ho, né ho mai avuto capannoni a Malpensa; non ho mai richiesto favori personali a nessuno e sono totalmente e assolutamente estraneo a quanto dichiarato dal signor Borgogni che ho a suo tempo querelato. Sono estraneo ad ogni vicenda giudiziaria». Sulla stessa linea il portavoce di Fincantieri, l’azienda citata negli atti dell’inchiesta a proposito di presunte tangenti pagate a Stefano Bonet, socio di Belsito: «Fincantieri smentisce di aver mai assegnato alcuna commessa alla società Polare, o ad altre società riferibili al Signor Stefano Bonet, che peraltro non risultano nemmeno iscritte nell’albo dei fornitori aziendali. Fincantieri inoltre smentisce di aver mai pagato tangenti a chicchessia e ribadisce la massima trasparenza della propria gestione».

L’inizio della fine
Nadia Dagrada ha osservato il declino morale del suo partito da un osservatorio privilegiato. E lo ha raccontato ai magistrati: «Posso dire che la situazione è precipitata dopo la malattia del segretario federale, Umberto Bossi, nell’anno 2003. Dopo c’è stato l’inizio della fine: si è cominciato con il primo errore consistito nel fare un contratto di consulenza a Bruxelles a Riccardo Bossi, se non ricordo male da parte dell’onorevole Speroni. Dopo di che, si sono cominciate a pagare, sempre con i soldi provenienti dal finanziamento pubblico, una serie di spese personali a vantaggio di Riccardo Bossi e degli altri familiari dell’onorevole Bossi».

Verbale falso
Poteva spendere molto, il cassiere Belsito. Ma non tutto. Un verbale del Consiglio federale della Lega stabiliva un tetto di 150mila euro, oltre i quali Belsito avrebbe dovuto chiedere l’avallo del Consiglio stesso. Quando però decise di investire quasi sei milioni in Tanzania, con Bonet, prese una scorciatoia. Lo accusa ancora la Dagrada: «Con l’operazione Tanzania emersa a gennaio sui media, ho scoperto che Belsito per poter effettuare il prelievo dei 5,700 milioni dalla Banca Aletti di Genova ha utilizzato un verbale del consiglio federale della Lega cancellando la parte in cui era riportato il limite di spesa. Verbale che poi ha consegnato alla banca».

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2 commenti Commenta
balrock
Scritto il 7 aprile 2012 at 14:24

come diceva????????…………………ah sì! Roma ladrona!!!!!!!!!!!!!!!!!
mei coglioniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii………………..

kry
Scritto il 8 aprile 2012 at 15:40

Sapete qualcosa di “tempodicambiare-01finalemp3”?

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