Swap Bond Grecia, arrivata l’ora X e la Grecia passa l’esame dello swap

Scritto il alle 08:37 da Agata Marino

8.30
ATENE, 9 marzo (Reuters) – La Grecia passa l’esame dello swap: il piano di concambio volontario dei titoli di Stato detenuti da investitori privati ha infatti registrato adesioni per il 85,8% del totale. Lo ha comunicato il ministero delle Finanze ellenico, dopo che ieri sera alle ore 21 si è chiuso il termine per la partecipazione da parte dei soggetti interessati. Dal comunicato si apprende che le adesioni ricevute hanno riguardato bond per complessivi 172 miliardi, di cui 152 miliardi di diritto greco. Il tasso di partecipazione potrebbe raggiungere la soglia del 95,7% in caso di applicazione delle clausole di azione collettiva che potrebbero costringere ad aderire anche chi si è per ora astenuto. La Grecia – prosegue il comunicato – ha informato i partner internazionali della volontà di far scattare tali clausole sui bond di diritto greco in circolazione non ancora consegnati allo swap.

Lo rivela un comunicato di questa mattina, il quale ha reso noto che attiverà, le clausole di azione collettiva (Cac) che obbligano i creditori privati detentori di bond che rientrano nella legge greca ad accettare obbligatoriamente lo swap sul debito. I quindi l’adesione sarà al 95,7%.

8 marzo ore 21

L’ annuncio arriva da Atene da fonti del governo greco: “L’adesione allo ha superato il 75%”.

Tra gli istituti ad aver aderito, ci sono: Ageas, Allianz, Alpha Bank, Axa, Banque Postale, Bbva, Bnp Paribas, Cnp Assurances, Commerzbank, Credit Agricole, Credit Foncier, Dekabank, Deutsche Bank, Dexia, Emporiki Bank of Greece, Eurobank Efg, Banca Generali, Greylock Capital Management, Groupama, Hsbc, Ing, Intesa Sanpaolo, Kbc, Marfin Popular Bank, Metlife, National Bank of Greece, Piraeus Bank, Royal Bank of Scotland, Société Générale e .

il Commissario agli Affari Economici dell’ Unione Europea Olli Rehn ha dichiarato: “La conversione si concluderà senza problemi”, mentre John Chambers il direttore per i debiti sovrani di Standard & Poor’s: “Nonostante sia ad un passo dall’abisso, la possibilità che la vada in fallimento è difficile”.

Secondo Mario Monti le allo  greco superano il 60%, lo ha detto al termine della bilaterale con il governo serbo.

E anche secondo Charles Dallara il presidente dell’ IIF ( Istituto di Finanza Internazionale ),  la partecipazione dei creditori privati allo swap del debito greco è «largamente al di sopra del 50%». «Sono ottimista sul fatto che riusciremo ad arrivare a un accordo nelle prossime ore», ha dichiarato alla stampa Dallara, senza tuttavia fornire dati aggiornati sul numero delle disposte a sottoscrivere l’intesa

Comunque stasera dopo le ore 21:00 si potrebbero avere delle anticipazioni su come è andato il raggiungimento del , ma i dati saranno pubblicati domattina 9 marzo alle ore 07:00 QUI.

E siamo giunti all’ora X.

Due settimane di tira e molla e ora la grecia saprà a cosa va in contro: le soluzioni sono il probabile ritorno alla dracma  con un default incontrollato, oppure la sottomissione  totale imposta da Bruxelles, ma la salvezza della zona EU.

Il tutto dipende da come andrà il Psi, che si chiuderà alle 21

.Per chi non lo sapesse è il significato di “Private sector involvement” per il coinvolgimento dei creditori privati nel salvataggio del Paese.

In poche parole, sia le banche che i fondi di investimento che  le assicurazioni e anche i risparmiatori non istituzionali che hanno in mano titoli di Stato greci sono chiamati ad accettare un taglio del valore nominale pari al 53,3%. ciò significa perdere circa il 75% dei loro soldi investiti.

Questo tipo di operazione avviene attraverso lo scambio detto appunto swap dei titoli in portafoglio con altri bond a scadenza più lunga e rendimento più basso, tipo quello che è successo in argentina e ne so qualche cosa visto che non ho aderito caparbiamente e mi ritrovo con i bond originali a valore ZERO( confido negli avvocati anche se… non mi aspetto più nulla).

Se tutto andrà come  nel verso giusto,  debito pubblico greco sarà meno pesante e verrà ridotto di circa 100 miliardi di euro, ritornando in parte alla sostenibilità in rapporto al Pil.

Ma c’è altro: la settimana scorsa i leader dell’eurozona hanno subordinato al successo del piano un’esborso del nuovo pacchetto d’aiuti internazionali destinato ad Atene (130 miliardi di euro). ed è per questo motivo che è necessario che l’adesione l’adesione dei creditori privati sia almeno del 90%.

Da fonti giunte direttamente da Atene dal sito internet ellenico BankingNews e segnalate dal nostro sito su Finanzaonline, che negli ultimi giorni è stato spesso utilizzato come barometro dell’accoglienza all’operazione. Secondo il sito web le adesioni all´offerta avrebbero già raggiunto il 76,6% del totale, avvicinandosi alla soglia di adesione richiesta dal governo greco e posta al 90 per cento. Ricordo che ieri c’è stato anche il via libera da ben 32 banche, comprese le italiane Unicredit, Intesa SanPaolo e Banca Generali.

Quindi sembrerebbe fatta  se teniamo conto della notizia visto che il computo finale non sarebbe sotto il 75%. Quindi niente  tsunami della bancarotta incontrollata. Ora dobbiamo sperare di raggiungere il 90% anche perchè se invece si rimane fra il 75 e il 90%, allora la partita si farà davvero complicata.

ATENE E’ COMUNQUE IN GRADO DI IMPORRE L’ADESIONE

Come ho già detto diverse volte, nel caso che non ci siano i paramentri di adesione stabiliti, Atene potrebbe attivare quelle che si chiamano “clausole di azione collettiva” (Cac), il che significherebbe imporre forzatamente a tutti i creditori privati di aderire allo swap e rimetterci dei soldi… tanti soldi.

I dettagli dello scambio si presenta a oggi volontario e da questo aggettivo dipende un particolare decisivo.

L’Isda (l’associazione internazionale su swap e derivati) ha stabilito una cosa importantissima, cioè che lo swap su base volontaria non costituisce un “credit event” e quindi non fa scattare i rimborsi sui Cds.

Il Cds non è altro che il “credit default swaps” e indica dei titoli derivati che funzionano come assicurazioni sulla vita di altre obbligazioni cioè dei titoli di Stato greci.

quindi auguriamoci che ciò non succederà anche perchè se Atene dovesse obbligare i suoi creditori( come ha già minacciato il ministro greco delle finanze) ad accettare delle perdite, senza possibilità di scelta, l’Isda  rivedrebbe la propria decisione:cioè l’insolvenza della Grecia sarebbe priva di ogni tipo di pagamento dei Cds diventerebbe inevitabile.

E qui scatterebbe l’ effetto domino, ecco perchè i mercati sono nervosi e ad oggi è impossibile quantificare con precisione il disastro.

Per chi non lo sa i Cds sono scambiati su un mercato non regolamentato  questo tipo di mercato viene denominato “over the counter”, tutto ciò per dire che nel tempo si sono create delle interconnessioni finanziarie  che è possibile ricostruire soltanto dopo.

Quindi non si può sapere con precisione chi dovrebbe pagare chi, né  le somme in gioco. Per fare l’esempio a hoc, basti pensare a Lehman Brothers e alle sue ripercussioni globali proprio seguendo questo schema, quindi ci sarebbero conseguenze al livello di sistema con rischi collasso.

I creditori sanno benissimo che se non accettassero di perdere il 75% del loro investimento probabilmente lo perderebbero per intero e da un comunicato sempre fatto dalla Grecia chi non aderisce “non contempla la possibilità di mettere a disposizione risorse per i creditori privati che non aderiranno al Psi”.

Conclusione: tra i due mali è meglio il minore e accettare la conversione con diciamo gentilezza :roll: .

Segnalo l’articolo di gooser su un titoli BIOTECH ci sono grandi aspettative, sul titolo in after più 20%, per leggerlo andate qui

Appena uscito l’articolo con le tabelle sulla nuova ICI… IMU

IMU: se tutto va bene, si pagherà il doppio della vecchia ICI

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10 commenti Commenta
kry
Scritto il 8 marzo 2012 at 14:14

Mal comune mezzo gaudio,potrebbe esserci chi preferisce rimetterci tutto e godere del fatto che tutti paghino e si metta fine a questo sistema, perchè di sistema si tratta e quando si parla di sistema significa ridurre la libertà.

Scritto il 8 marzo 2012 at 14:21

kry@finanza:
Mal comune mezzo gaudio,potrebbe esserci chi preferisce rimetterci tutto e godere del fatto che tutti paghino e si metta fine a questo sistema, perchè di sistema si tratta e quando si parla di sistema significa ridurre la libertà.

il problema è l’effetto domino non quantificabile… come spiego nell’articolo… non è questione di dispetto… potremmo cadere in una depressione ancora peggiore di quelle viste… il nervosismo dei mercati ne è la prova… nei gg passati

balrock
Scritto il 8 marzo 2012 at 14:37

aspettiamo le 21, ma anche se ci sarà l’ adesione al 90% ( cosa che dubito fortemente), risentiremo presto parlare di grecia perchè i salvataggi 130 miliardi nn bastano e poi per colpa dell’ austerity il paese sprofonda sempre di + la disoccupazione a dicembre stabilisce un nuovo record al 21% ( http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE82702F20120308 ) i senza lavoro sono circa 1 milione,mmmmmmmmmmmmmmmmmhhhhhhhhhhhhh la vedo dura dura

ecco la lista delle adesioni:
Ageas, Allianz, Alpha Bank, Axa, Banque Postale, Bbva, Bnp Paribas, Cnp Assurances, Commerzbank, Credit Agricole, Credit Foncier, Dekabank, Deutsche Bank, Dexia, Emporiki Bank of Greece, Eurobank Efg, Banca Generali, Greylock Capital Management, Groupama, Hsbc, Ing, Intesa Sanpaolo, Kbc, Marfin Popular Bank, Metlife, National Bank of Greece, Piraeus Bank, Royal Bank of Scotland, Société Générale e Unicredit

nn riesco a trovare la percentuale aggiornata degli aderenti, ma sulla faccenda CAC ecco come funziona:

L’attivazione delle Cac e’ possibile con l’assenso dei due terzi dei votanti e il voto e’ valido se vi partecipa almeno il 50% degli obbligazionisti. Questo significa che potrebbe bastare il si’ dei detentori di 59 miliardi di euro di bond ellenici sottoposti alla legge greca, pari al 33% dei 177 miliardi coinvolti nell’operazione

ciao a dopo

kry
Scritto il 8 marzo 2012 at 15:06

Agata Marino,

Cadere in una depressione mai vista prima potrebbe anche significare uscire prima da questo sistema. Una volta caduti non resta che rialzarsi,mentre adesso parliamo della possibilità concreta di cadere e a forza di aspettare quando cadremo non avremo nemmeno più la forza di rialzarci da tanto che la paura ci ha sfiniti.

Scritto il 8 marzo 2012 at 20:17

kry@finanza:
Agata Marino,

Cadere in una depressione mai vista prima potrebbe anche significare uscire prima da questo sistema. Una volta caduti non resta che rialzarsi,mentre adesso parliamo della possibilità concreta di cadere e a forza di aspettare quando cadremo non avremo nemmeno più la forza di rialzarci da tanto che la paura ci ha sfiniti.

io mi sento sfinita già ora :?

balrock
Scritto il 8 marzo 2012 at 20:48

L’adesione degli investitori privati allo swap sui titoli del debito pubblico della Grecia è salito oltre il 75%, lo dicono fonti del governo ellenico che vedono una percentuale finale di adesioni verso l’82%. Lo riporta l’agenzia Market News International.
le fonti del 75% di adesione sono anche sul Financial Times

Se il limite del 95% non dovesse essere raggiunto, il governo greco ha già detto che per i titoli pubblici
regolati dalla legislazione greca, si tratta di circa 177 miliardi su 206, applicherà la Clausola di azione collettiva, che estende i termini dello swap (taglio del 53% del valore nominale dei titoli posseduti e scambio con nuovi titoli a più lunga scadenza) anche a coloro che non hanno aderito alla proposta.

Per quanto riguarda i titoli greci regolati dal legislazioni estere, Atene ha minacciato che non li rimborserà, un deterrente per costringere anche i più riluttanti, tra gli investitori esteri, ad aderire alla proposta.

Scritto il 8 marzo 2012 at 21:15

balrock@finanzaonline:
con

Se il limite del 95% non dovesse essere raggiunto, il governo greco ha già detto che per i titoli pubblicilettiva, che estende i termini dello swap (taglio del 53% del valore nominale dei titoli posseduti e scambio con nuovi titoli a più lunga scadenza) anche a coloro che non hanno aderito alla proposta.

saranno ancora più riluttanti dopo che non vedranno nulla

balrock
Scritto il 8 marzo 2012 at 21:30

da borse.it
Grecia: le adesioni al PSI salgono all’84,5% (BankingNews)
Secondo le indiscrezioni pubblicate dal sito internet ellenico BankingNews, le adesioni all´offerta di scambio del debito greco avrebbero raggiunto l’84,5% del totale.

notte a tutti a domani ciaooooooooooooo agatuccia

balrock
Scritto il 9 marzo 2012 at 16:27

GRECIA: Juncker, informato su uso clausole azione collettiva

BRUXELLES (MF-DJ)–La Grecia attivera’ le clausole di azione collettiva per obbligare i detentori dei titoli di Stato sotto legge ellenica ad accettare la ristrutturazione del debito.

I ministri delle Finanze dell’Eurozona ne sono stati informati, cosi’ come ha riferito il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker.

Il Governo ellenico ha convinto un numero di creditori sufficiente per procedere con la piu’ grande ristrutturazione del debito della storia.

Il tasso di adesione dei creditori privati a questa mattina ammontava all’85,8%, pari a 152 mld euro di titoli su un totale di 177 mld euro, ma con l’utilizzo delle Cac sara’ possibile raggiungere il 95,7%, come scriveva il Ministero delle Finanze questa mattina in un comunicato.

Juncker ha affermato che i ministri delle Finanze dell’Eurozona ritengono che ora siano presenti tutte le condizioni necessarie affinche’ si possa andare avanti con l’approvazione definitiva del secondo pacchetto di aiuti per il Paese.

La Grecia ha fatto “significativi passi” in avanti nel preparare il programma di aggiustamenti economici e ha accolto favorevolmente la valutazione della Troika (Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Commissione Ue) secondo la quale la Grecia ha portato ad attuazione tutte le azioni prioritarie in modo soddisfacente, ha concluso Juncker.

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