Fiscal Compact e rating a ribasso di Moody’s e Standard & Poor’s: ecco perchè i mercati non si fidano

Scritto il alle 14:53 da carloscalzotto@finanza

E’ da un paio di settimane che sia Standard & Poor’s che  Moody’s ha rivisto al ribasso il rating di molti paesi della zona Euro e ha contestualmente cambiato in negativo l’outlook per la maggior parte degli altri paesi.

Per non parlare del declassamento di enti locali con le banche, aziende pubbliche e private, in tutta Europa.

Scatenando un putiferio e controlli proprio nelle agenzie citate, il tutto però  senza aver letto  le motivazioni di questo declassamento.

Ora riportiamo le ragioni per cui, Moody’s giustifica la propria decisione:

– The uncertainty over (i) the euro area’s prospects for institutional reform of its fiscal and economic framework and (ii) the resources that will be made available to deal with the crisis.

– Europe’s increasingly weak macroeconomic prospects, which threaten the implementation of domestic austerity programmes and the structural reforms that are needed to promote competitiveness.

– The impact that Moody’s believes these factors will continue to have on market confidence, which is likely to remain fragile, with a high potential for further shocks to funding conditions for stressed sovereigns and banks.

Da questi punti si deduce che le preoccupazioni principali di Moody’s  sono legate all’incapacità  di dare certezze ai mercati, e di far ripartire l’economia europea.

Tutto ciò era comunque chiaro a molti, cioè che tutto ciò era alla base dei downgrade da parte di Standard & Poor’s era però chiaro già alcune settimane fa.

Con Eurostat che il giorno dopo ha mostrato la fondatezza delle preoccupazioni di Moody’s, certificando che l’economia della zona euro si è contratta nel quarto trimestre 2011; di fatto, una situazione di pre-recessione.

E’ importante ricordare che una recessione è  tale se riporta due trimestri consecutivi di crescita negativa, e non so quante possibilità ci siano di avere un primo trimestre del 2012 positivo.

Ed ora riparliamo del fiscal compact una riforma fortemente voluta dalleuropa e in primis dalla germania.

Questa riforma, in apparenza sembra affrontare di petto il problema del debito sovrano. Ma evidentemente sembra esserci qualche cosa che non convince Moody’s (e S&P)!!

Come mai si sente parlare ancora di prospettive incerte?

Il “fiscal compact”, ci è stato presentato come la cura essenziale a tutti i nostri malanni ma   non è stato percepito dai mercati (ricordo che le agenzie di rating sono in qualche modo i portavoce dei mercati) come credibile.

Ci sono due motivi facilmente individuabili, il primo è di natura economica, il secondo è di ordine  più comune.

Analizzando il punto di vista economico, con l’obbligo del pareggio di bilancio (in media lungo la durata del ciclo) ha poche giustificazioni.

In poche parole, questo equivale ad imporre un sentiero decrescente del rapporto tra debito e PIL (fino a raggiungere lo zero).

In effetti, se il debito non aumenta  mentre il reddito nominale cresce (a causa di inflazione, produttività, l’aumento della forza lavoro, ecc), il rapporto tra i due si ridurrà nel corso del tempo, fino ad annullarsi.

Mi domando ma quale regola di buona gestione generale quindi il discorso vale, per una famiglia o per un impresa, obbligherebbe a finanziare tutte le spese, comprese quelle per beni durevoli ed investimenti, con il proprio reddito corrente?

Ebbene, è proprio questo che si vuole oggi imporre ai paesi della zona Euro… vedremo cosa comporteranno i salvataggi della grecia sul nostro Pil

Anche volendo prescindere dalla inconsistenza teorica del “fiscal compact”, ci può porre il problema del suo statuto giuridico.

Di fatto, il “compact” è un trattato che impegna solo i paesi firmatari, ma che implica istituzioni europee.

Questo innesca un intersecarsi di leggi e legislazioni primarie e secondarie che complicheranno le procedure ed è per questo vi è  dubbia efficacia economica, alimentando un clima di grande incertezza.

Il “fiscal compact” vuole dare forza costituzionale ad una regola che già esisteva con il Patto di Stabilità e Crescita;  mi domando e dico ma prima di effettuare una riforma simile i nostri bravissimi governanti si sono posti la domanda sul come mai il patto di stabilità è di fatto rimasto inapplicato sino ad oggi?

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