Crisi immobiliare: aggiornamento

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Il 2011 per il mercato immobiliare italiano, si chiude all’ insegna della stagnazione o leggerea diminuizione dei prezzi degli immobili. A Milano e Roma prezzi fermi, a Napoli in diminuizione soprattutto verso la fine dell’ anno, lo dice idealista.com.

“Il capoluogo lombardo chiude stabile il 2011, con un recupero dell’1,9% nell’ultimo quadrimestre 2011. Prevalgono i ribassi, in 11 delle 18 zone cittadine, i maggiori in zona Certosa (-6,5%; 2.781 euro/m²), San Siro (-6,2%; 4.796 euro/m²) e Garibaldi-Porta Venezia (-9,2%; 5.358 euro/m²), dove negli ultimi due anni si è assistito a un vertiginoso saliscendi delle quotazioni all’opposto. Non si arresta l’ascesa dell’altra area cittadina interessata dagli interventi urbanistici per Expo 2015, la zona Fiera-De Angeli (6,3%; 5.326 euro/m²), che segna la migliore performance degli ultimi 12 mesi in un contesto in cui le opere di riqualificazione e la crisi riconfigurano rapidamente la domanda di immobili dei milanesi, aumentando l’attrattività di alcuni quartieri e aree emergenti a discapito di altre tradizionalmente più richieste. Anche il centro storico segna il passo, pur rimanendo il più caro con i suoi 7.967 euro/m², nonostante una contrazione del 3,7%. La zona Vialba-Gallaratese si conferma invece il più economico con 2.423 euro/m² e un ribasso modesta dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Prezzi ingessati anche a Roma, dove le quotazioni tengono nelle zone di pregio e crescono nelle aree residenziali periferiche riqualificate o ben servite dai mezzi di trasporto pubblico. Non è un caso che il balzo maggiore spetti a Monte Verde (11,3%; 4.921 euro/m²) con un incremento addirittura a due cifre anno su anno, seguito da Colle Aniene-Collatino (2,5%; 3.761 euro/m²), Casilino-Centocelle (1,4%; 3.506 euro/m²) e Arvalia-Portuense (1,4%, 4.059 euro/m²), in questi casi con incrementi comunque nella norma a partire dal centro storico (con i suoi 7.473 euro/m²). I quartieri nella fascia alta e altissima di prezzo hanno registrato una sostanziale tenuta. Tra i quartieri che scendono, i cali più pesanti – sopra il 3% – riguardano Cassia-Flaminia (-3,3%; 4.510 euro/m²), Monte Mario (-3,5%; 4.069 euro/m²) e l’Eur (-5,2%; 4.269 euro/m²), la zona che registra il risultato peggiore su base annuale
Napoli, dove l’ufficio studi Idealista.it ha iniziato le rilevazioni solo dal secondo trimestre dello scorso anno, ha imboccato una china discendente nell’ultima metà dell’anno con un’accelerazione della discesa dei prezzi proprio nell’ultimo trimestre. La situazione delle 10 aree compongono il mosaico cittadino è in sostanziale equilibrio: metà presentano il segno negativo, metà il segno positivo, ma pesano di più i ribassi le aree collinari hanno risentito maggiormente della riflessività della domanda. Soccavo-Pianura (-3,5%; 2.438 euro/m²) e Capodimonte-Materdei-San Carlo Arena (-3,2%; 2.828 euro/m²) guidano il trend ribassista dell’ultimo trimestre dell’anno, seguiti da Vomero-Arenella, in calo dell’1,5%, ma stabilmente tra le zone “top” (4.976 euro/m²) appena dietro ai quartieri di Chiaia e Posillipo (lungomare), dove un immobile tocca mediamente i 5.644 euro/m². All’opposto Miano Secondigliano (-1,3%; 2.102 euro/m²) risulta il quartiere con i prezzi più popolari a livello cittadino, mentre nella fascia più prossima alla media dei prezzi cittadini, tiene l’area di Bagnoli-Fuorigrotta (-0,3%; 3.535 euro/m²). “

In Spagna invece i prezzi degli immobili si abbassano sensibilmente, nel 2011 il calo è stato tra il 4%  e l’ 8% rispetto all’ anno precedente, la tendenza a ribasso è cominciata con lo scoppio della bolla immobiliare nel 2008.

“Le agenzie vendon poco, molto meno di qualche anno fa.
Innanzitutto, la speculazione immobiliare ha fatto sì che si costruisse troppo rispetto alle reali esigenze.
Dal 1985 (e soprattutto dalla seconda metà degli anni ’90) fino al 2008, i prezzi delle case non han fatto altro che lievitare, esageratamente; e le banche davano mutui su mutui, ventennali, trentennali, quarantennali a chi un lavoro ce lo aveva e si impegnava a comprar case dai prezzi gonfiatissimi.”

Barcellona. nel 2011 i prezzi sono scesi addirittura del 12,3%, fino ad arrivare ai 3.548 euro al mq. la capitale catalana, rispetto al resto del paese, aveva tenuto duro nel 2010, ma a questo punto i proprietari hanno capito che non c’è niente da fare: o si scende o non si vende. rispetto al massimo registrato nel primo trimestre 2007, quando il mq si trovava a 4.888 euro, la discesa è stata del 27,4%
Madrid. nel 2011 i prezzi della capitale sono scesi del 6% e il mq si trova adesso a 3.478 euro. rispetto al massimo raggiunto nel secondo trimestre 2007 (4.315 euro al mq) la discesa è stata del 19,4%
ottimi affari si fanno in questo momento a valencia, in cui il prezzo al mq è arrivato a 2.090 euro, con una caduta del 27% rispetto ai massimi. dopo l’expo del 2008 i valori sono letteralmente crollati a saragozza (-32,5% in tre anni). ma anche alle baleari non si scherza, tanto che a palma de mallorca il 2011 ha reguistrato un -10%

Come per l’ Italia i prezzi delle case, anche se diminuiti leggermente restano però sempre un po’ gonfiati. In America invece resta lo scandalo dei dati gonfiati sulle compravendite delle case, vedere QUI.

“Ecco dunque i dati “reali”del mercato immobiliare usa, rivisti al ribasso dopo l’annuncio di oggi della NAR, per gli ultimi 4 anni:

2007 revisione -11% a 5.04 milioni di case
2008 revisione -16% a 4.11 milioni
2009 revisione -16% a 4.34 milioni
2010 revisione -15% a 4.19 milioni”

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