Debito pubblico di DUBAI: anche i ricchi piangono

Scritto il alle 16:59 da [email protected]

Dubai, un paradiso terrestre nel golfo persico, una angolo di mondo ricco di nuove costruzioni,  tecnologia, città innovativa, moderna e ricca,  sviluppatasi nell’ultimo decennio grazie ad una bolla immobiliare partita negli anni 2000, ha accolto progetti urbanistici, capitali esteri e nuove aziende che trasferivano la loro sede negli Emirati Arabi o che, quantomeno, aprivano nella città un ufficio non solo di rappresentanza, ma anche operativo.

Tutto andava bene fino al 2008, anno in cui il mercato immobiliare, crollò letteralmente, molto per colpa della crisi economica, ci fù una discesa dei prezzi degli immobili istantanea, con punte di oltre il 40% di decremento del valore.

Nel novembre del 2009, a Dubai esplode il panico, Dubai World insieme a Nakhell, che controllano la maggior parte delle attività immobiliari, fanno crollare i mercati per un debito da 59 miliardi di dollari, che non riuscivano a pagare, ritardarono il pagamento di  6 mesi fino al 30 maggio 2010.

Questa una notizia del 2010:

Dubai, 6 dic. (Adnkronos) – I ritardi nei pagamenti del debito da parte della Dubai World ”non colpiranno il sistema finanziario globale”, dopo l’annuncio dei dati esatti del problema da parte di Dubai, secondo quanto ha assicurato Caroline Atkinson, direttore delle relazioni esterne del Fondo monetario internazionale. ”Per quanto riguarda i mercati finanziari globali, l’impatto molto probabilmente sarà contenuto”, ha aggiunto riferendosi alla ristrutturazione del debito di 26 miliardi di dollari in corso.

La ristrutturazione del debito del colosso finanziario ”è gestibile” dalle banche creditrici, ha precisato Masood Ahmad, direttore del dipartimento Medio Oriente e Asia centrale dell’Fmi, sottolineando che ”l’incertezza dei mercati” è diminuita da quando, negli ultimi giorni, Dubai ha chiarito i dubbi principali degli investitori, definendo ”stabili” la metà delle obbligazioni emesse dalla Dubai World. Gli Emirati arabi uniti, ha detto, hanno le risorse ”per affrontare facilmente queste questioni”.

 

”I debiti della Dubai World non hanno colpito le performance economiche di Dubai o di altri emirati degli EAU ed è questione di tempo prima che la compagnia ristrutturi i suoi debiti e onori i suoi impegni”, aveva dichiarato nei giorni scorsi il ministro dell’economia degli Emirati, Sultan Bin Saeed al Mansouri.

Nel 2010, visto che il 50% del debito di Dubai, è composto dalle passività di Dubai World, molti investitori persero soldi, e gran parte degli edifici in costruzione, restarono incompiuti.

La crisi finanziaria sembra aver condannato all’estinzione “The World”, le isole artificiali realizzate nel Dubai a somiglianza di una mappa della Terra.

Il complesso edilizio è praticamente vuoto dopo che i vari investitori che ne avevano comprato i “Paesi” sono stati travolti dalla crisi: la Penguin Marine, compagnia britannica incaricata del trasporto passeggeri verso l’arcipelago (a due chilometri dalla terra ferma) sta cercando di recedere dal contratto per la scarsità del traffico ma anche per la progressiva erosione che starebbe restituendo al mare le isole artificiali.

Adesso l’emirato arabo ha ben 10 Mld $ da pagare e pensa di risolvere il debito ristrutturando dei bond il prossimo anno. Dubai prenderebbe circa 2 Mld $ dalle banche locali più liquide per pagare 3 obbligazioni da 3,8 Mld $ in scadenza l’anno prossimo. Il debito totale di Dubai è pari a 101,5 Mld $ di cui 68,6 Mld $ sono legati alle compagnie di stato.

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