Perchè… NO al BTP-day

Scritto il alle 17:32 da carloscalzotto@finanza

Premessa: con questo mio post voglio rendere omaggio al Professor Francesco Caruso che ammiro e seguo da molto tempo.
nato a Milano nel 1960…ha un c.v. degno di un Premio Nobel.

-Laurea in Economia Aziendale, Università Bocconi (Milano)
-MFTA – Master of Financial Technical Analysis – massimo riconoscimento mondiale dell’analisi tecnica rilasciato da IFTA
-Speaker ufficiale ai convegni mondiali IFTA 1998 (Roma) e IFTA 2006 (Lugano) – Rappresentante SIAT al convegno mondiale di Sharm-el-Sheik 2007
-SIAT (Società Italiana Analisti tecnici) – Presidente del Collegio dei Probiviri (4° mandato consecutivo) e ex Vicepresidente
-Autore di moltissimi articoli specializzati e interventi sui media: Sole 24Ore, Borsa & Finanza, “Future” su TeleTicino ecc.

-Coordinatore e docente di seminari e corsi di analisi tecnica (SIAT, Sole 24Ore, SDA Bocconi, Centro Studi Bancari Lugano ecc.)
Carriera
-2010-attuale: Consigliere Delegato di UBI Gestioni Fiduciarie SIM, Brescia, gruppo UBIBANCA
-2006-2010: Direttore Generale di Gestioni Lombarda (Suisse) S.A., Lugano, gruppo UBIBANCA
-2003-2006: Capo Area Finanziaria e Membro di Direzione della Banca del Sempione, Lugano
-1996-2003: Direttore di RCF – Research, Consulting & Forecasting S.A., Lugano
-Consulente e membro dei comitati di gestione di importanti fondi e banche quotate italiane
-Strategist e responsabile centro studi e ricerche per importanti SIM milanesi di gestione e consulenza
-Trader (currencies, bond and commodities futures) e fund manager.

Nel suo Blog ho letto la parte iniziale del suo articolo (molto interessante come sempre) dove scrive un suo parere autorevole sul BTP-DAY svoltosi oggi in Italia.

Ecco lo stralcio dell’articolo dal titolo “le ragioni del no”

***A fine giornata, quindi a mercati chiusi, quindi senza il timore di influenzare le scelte di nessuno, dico i perché del mio NO al BTP-day.

NO perché il mio Investitore Disciplinato dice di starne fuori (e questo – da solo – a me personalmente basterebbe). NO perché l’investitore obbligazionario ragiona con parametri di volatilità e rischio che in questo momento sono saltati. NO perché siamo nel mezzo di una crisi epocale e nessuno puo’ garantirne la risoluzione. NO perché gli stessi che ci hanno insegnato che dobbiamo pensare globale ed europeo ora ci invitano al nazionalpopulismo finanziario. NO perché un asset definito dai massimi vertici europei TOSSICO per le grandi banche (che devono venderlo per ristabilire i parametri di rischio) non puo’ essere allo stesso tempo valido per un investitore. NO perché si puo’ attendere e comperare BTP quando la situazione sarà piu’ chiara. NO perché di BTP l’investitore italiano è già troppo pieno e questo non fa che aumentare la concentrazione del rischio. NO perché in tre scenari su quattro di soluzione della crisi (iperinflazione, uscita dall’Euro, default) è un investimento perdente. NO, infine, perché nessuno mi deve venire a dire cosa ”è bene” che faccia con i miei soldi.*** Tralascio il resto del pezzo che potete leggere qui

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2 commenti Commenta
balrock
Scritto il 29 novembre 2011 at 17:45

NO perchè il possibile guadagno, paragonato al rischio possibile di hair cut, è poco remunerato e rischioso……………. il gioco nn vale la candela
:mrgreen:

balrock
Scritto il 29 novembre 2011 at 19:01

Roubini non partecipa al Btp Day: ristruttare subito il debito

New York – ‘E’ sempre piu’ chiaro che il debito pubblico italiano e’ insostenibile e deve essere ristrutturato in maniera organizzata, per evitare un default caotico”.

A dirlo e’ Nouriel Roubini, economista della New York University noto per alcune sue stime che hanno anticipato la crisi, in un articolo sul Financial Times pubblicato sul sito web del quotidiano.

Il gruppo di Roubini aveva gia’ stimato giorni fa che l’Italia ha ormai superato il punto di non ritorno, con i tassi di interesse che hanno oltrepassato la soglia del 7%, un record dalla nascita dell’euro che nel caso di Grecia Irlanda e Portogallo aveva voluto dire insostenibilita’. I tre paesi hanno poi dovuto, infatti, ricorrere ad aiuti esterni.

Gli investitori speculano sul fatto che il paese non riuscira’ a contenere la crisi del debito, il secondo maggiore d’Europa dopo la Grecia. L’ex primo ministro Silvio Berlusconi ha rassegnato le dimissioni il 12 novembre dopo aver visto evaporare la maggioranza alla Camera.

Ma il suo successore, Mario Monti, e la sua squadra di governo tecnico, deve ancora dimostrare di essere in grado di varare le misure necessarie per impedire un default. Il professore della Bocconi ha promesso di aver pronte iniziative per rilanciare la crescita sul lungo termine e per centrare il pareggio di bilancio entro il 2013 e ridurre i 1.900 euro di debito pubblico, che equivale al 120% del Pil al momento. Il livello richiesto per poter far parte dell’area euro era pari al 60%, ma a Belgio e Italia vennero fatte concessioni.

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