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Tensioni in Siria e Corea del Nord: come influenzeranno oro e valute

Scritto il alle 11:58 da Paolo Cardenà

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Un rapido aggiornamento sulle news degli ultimi giorni e su come si riflettono sui mercati.
I temi dominanti di questi giorni, in assenza di dati macro importanti, si concentrano su questioni geopolitiche e sulle rinnovate tensioni su Siria e Corea del Nord.
Dopo il bombardamento, ad opera degli Usa, della base aerea in Siria, si sta assistendo ad un inasprimento dei toni tra Usa e Russia, disposta a difendere l’alleato Assad.

Putin ha dichiarato di essere in possesso  di prove del fatto che l’utilizzo dei gas sia stato pianificato (dai ribelli) al fine di accusare Assad e provocare così la reazione degli Usa.
Gli USA rispondo che la comunità dell’ intelligence  ritiene infondate le prove e che “la rimozione di Assad è ormai vicina”.
Putin avverte ancora che altre false flag potrebbero essere costruite ad arte e utilizzate in altre zone dalla Siria (dicono a sud di Damasco), al fine di accentuare la reazione Usa. Dice anche che non mollerà l’alleato Assad. E il rischio è proprio quello che un eventuale altro attacco con armi chimiche possa provocare una reazione degli Usa più severa di quella della settimana scorsa, determinando un’escalation di tensioni.
Nel frattempo Trump su Twitter afferma (testualmente) che ” la Corea del Nord cerca guai” e che se la Cina non si attiverà per risolvere la questione gli Usa faranno da soli.
Trump on Twitter: “North Korea is looking for trouble. If China decides to help, that would be great. If not, we will solve the problem without them! “
Insomma, uno scenario geopolitico complesso (e preoccupante) al quale si sommano le preoccupazioni derivanti dalle prossime elezioni in Francia. Se da un lato le attese sono a favore di una vittoria (al secondo turno) di Macron sulla Le Pen, gli ultimi sondaggi indicano un ridimensionamento dei due candidati e la forte ascesa di Mélenchon, il candidato sella sinistra radicale che, in caso di vittoria, il suo programma prevede la denuncia dei Trattati europei, l’uscita dalla Nato e un forte aumento della spesa pubblica. L’incubo della Ue e della Germania  è che al secondo turno la disputa sia tra la Le Pen e Mélenchon.
In uno scenario del genere, non c’è da sorprendersi della performance dei safe assets.
Il rendimento del decennale Usa è tornato in area 2,30%, mentre quello del bund in area 0.20%. C’è da dire che il calo dei rendimenti riflette, secondo gli ultimi dati, anche il calo dell’inflazione e delle aspettative (l’ho già scritto qui)
L’oro è tornato sui livelli più alti degli ultimi 5 mesi
II dollaro, dopo l’indebolimento delle scorse settimane contro euro (sulla scia delle prospettive di un BCE meno accomodante – prospettive dissipate dalle dichiarazioni di Draghi) è tornato a rafforzarsi.
Stessa cosa per lo Yen giapponese che scambia sotto  contro dollaro Usa. La forza della Yen sta indebolendo anche la borsa di Tokyo.
Il petrolio è tornato a rafforzarsi, e questo riflette le rinnovate tensioni siriane e la prospettiva che l’Opec possa estendere l’accordo dello scorso novembre sul taglio della produzione.
Il grafico mostra l’andamento del future sul Brent.
 
L’allargamento dello spread del decennale francese su quello tedesco, riflette l’incertezza sull’esito delle prossime elezioni in Francia.

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