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La ripresa dell’ Italia ? Si l’aumento del Debito pubblico

Scritto il alle 11:05 da Paolo Cardenà
debito_pubblico.jpgIn un post precedente avevo pubblicato il grafico dell’andamento del Pil reale dell’Italia rispetto a quello dei paesi del G7, (a proposito vi ringrazio per le oltre 40 mila letture e per le 3500 condivisioni).
Ora, veniamo al debito pubblico che, come sapete,   espresso in rapporto al PIl, ammonta a al 133%
Per chi non ha tanta familiarità con queste metriche, vale la pena citare alcuni numeri, in modo che si possa avere maggiore cognizione di cosa si sta parlando.
Il Pil nominale dell’Italia, a fine 2015, era di 1636 miliardi di euro; mentre a fine 2007 (ossia l’anno precedente l’inizio della crisi) era 1612 miliardi di euro. Quindi, in 8 anni è aumentato di appena 24 miliardi.
Un’inerzia, se confrontato all’aumento del debito pubblico.
Infatti il debito, a fine 2007 era 1606 miliardi, mentre a fine 2015 ammontava 2170 miliardi, ossia
564 miliardi di euro in più
al netto dei rituali ritocchi di fine anno che servono per migliorare le metriche del rapporto debito Pil.
Il grafico che segue esprime la variazione del debito e del Pil dal 2007 al 2015.
La banda rossa che vedete nella colonna del debito, rappresenta il debito pubblico formato dal governo Renzi, pari a 80 miliardi di euro.
Tutto ciò può essere rappresentato anche con un altro grafico dal quale emerge la dinamica del Pil nominale (linea blu)  e quella del debito pubblico (linea rossa)
 
Come vedete, fino all’inizio della crisi (2008) le linea del debito e del Pil erano quasi sovrapposte, ad indicare il rapporto debito Pil vicino al 100%. Ora la divergenza è drammaticamente ampia e per ricondurre il rapporto al 100% (Maastricht vorrebbe al 60%, ma lasciamo perdere….) occorrerebbe alternativamente:
  • Una crescita del Pil nominale di 534 miliardi di euro a debito invariato (da sogno)
  • Una diminuzione del debito di 534 miliardi di euro a Pil Invariato
  • Un mix di tutte e due le misure precedenti, cosa più verosimile, magari anche attraverso l’inasprimento delle imposte di successione (cosa molto probabile), l’introduzione di imposte patrimoniali straordinarie (cosa altrettanto probabile ma più difficoltosa), o una ristrutturazione del debito pubblico (non nell’immediato, ma in proiezione futura.
Per concludere, vale la pena osservare un altro grafico che esprime la l’andamento del rapporto debito Pil effettivo (linea blu, cioè quella che sale) rispetto alle previsioni dei vari governi (linee colorare, cioè quelle che scendono)
Come vedete non ne hanno azzeccata una.
In ultimo, occorre ricordare che il Pil nominale, nell’ultimo anno, è aumentato di circa l’1.5%, mentre il costo del debito pubblico, seppur in calo, è stato di oltre il 3%.
Ciò significa che l’italia, per mantenere lo stesso rapporto debito Pil (improponibile) ha bisogno ancora di robusti avanzi primari, per il semplice motivo che se il Pil nominale non cresce di una misura uguale al costo del debito, il rapporto debito Pil sale anziché diminuire.
Ps. Al fine di non farmi perdere tempo come è accaduto qualche giorno fa (anche perché ne ho veramente poco) chiunque voglia riprendere i grafici presenti in questo articolo o nel blog, può farlo liberamente purché citi la fonte, non alteri i grafici e inserisca nel proprio sito il link attivo che rimanda a questo articolo. Come naturale che sia.

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