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E’ già finita la ripresa ?

Scritto il alle 10:59 da Paolo Cardenà
13901070_conferenza-dibattito-su-crisi-economica-ripresa-0Uscita oggi la stima preliminare dell’Istat  del prodotto interno lordo dell’Italia nell’ultimo trimestre del 2015 il quale, a valori concatenati con l’anno 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato è aumentato dello 0.10% rispetto al trimestre precedente e dell’1% se confrontato con il quarto trimestre del  2014.

L’Istat fa inoltre sapere che la variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’industria e di aumenti in quelli dell’agricoltura e dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte), più che compensato dall’apporto positivo della componente estera netta.

Quindi, in buona sostanza, la componete estera ha salvato il prodotto interno lordo dell’ultimo trimestre del 2015.

Come potete osservare  dal grafito prodotto dall’Istat, le variazioni trimestrali tendono ad indebolirsi, passando dallo 0.4% del primo trimestre ad appena lo 0.1% dell’ultimo quarto.
Questo riflette la debolezza dell’italia, la cronica  incapacità di agganciare cicli favorevoli ancorché indotti da fattori esterni e anche il rallentamento dell’economia mondiale, che non lascia illesi  nemmeno altri paesi della zona euro. Infatti oggi sono usciti anche i dati del Pil di Germania (0.3%) e Francia (0.2%), mentre la zona euro, nel suo complesso, nell’ultimo trimestre del 2015, è cresciuta dello 0.3%.
Il dato riportato dall’Italia è il peggiore dopo quello di Finlandia (-0.1%), Lettonia (0),Austria (0) e Grecia (-0.6%).

Il governo, nella nota di aggiornamento al DEF dello scorso ottobre, per il 2015, prevedeva una crescita dello 0.9%. In realtà, come comunicato dall’Istat, il PIL  corretto per gli effetti di calendario è aumentato dello 0.6%, discostandosi dello 0.3% rispetto alla previsione del governo.
Giova ricordare le previsioni di Confindustria di un anno fa, nelle quali si stimava una crescita aggiuntiva del 2.1% (aggiuntiva oltre la stima del governo; cose da paesi emergenti, insomma) grazie ai tre fattori esterni (petrolio, tassi e euro debole)

 

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