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RIPRESA INDUSTRIALE? NON C’E’!

Scritto il alle 14:24 da Paolo Cardenà

 

Pochi giorni fa l’Istat ha comunicato i dati sulla produzione industriale nel mese di aprile.

 

Scrive l’Istat

In aprile 2015 l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,3% rispetto a marzo. Nella media del trimestre febbraio-aprile 2015 la produzione è aumentata dello 0,5% rispetto al trimestre precedente.Corretto per gli effetti di calendario, in aprile 2015 l’indice è aumentato in termini tendenziali dello 0,1% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di aprile 2014). Nella media dei primi quattro mesi dell’anno la produzione è diminuita dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.L’indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei raggruppamenti dei beni intermedi e dei beni strumentali (entrambi +0,1%); diminuiscono invece l’energia (-1,3%) e i beni di consumo (-1,2%).In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, in aprile 2015, un solo aumento nel comparto dei beni strumentali (+3,0%); segnano invece diminuzioni i beni intermedi (-1,7%), i beni di consumo (-1,2%) e, in misura più lieve, l’energia (-0,1%).Per quanto riguarda i settori di attività economica, in aprile 2015 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+17,1%), della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+16,8%) e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+9,1%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,2%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-5,1%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (-2,8%).

Quindi il contributo più grande è stato offerto dalla fabbricazione di mezzi di trasporto (+17,1% tendenziale) e dalla fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+16.8%), mentre ristagnano quasi tutti gli altri settori. Insomma, per i settori trainanti  (soprattutto quello della fabbricazioni di mezzi di trasporto) è verosimile pensare che nel prossimo futuro potrebbero stabilizzarsi,  riducendo così il contributo offerto allo “slancio” della produzione industriale

I dati giunti dal settore dell’industria non sono affatto confortanti, soprattutto se si pensa che si inseriscono in un contesto estremamente favorevole dato dalle variabili esogene che stanno “stimolando” la crescita  (petrolio, tassi, euro debole). Eppure l’industria italiana non riesce ad agganciare qualcosa che possa in qualche modo assomigliare ad una ripresa. Cosa che, a dire il vero, non sorprenderà i lettori di questo blog.

 

Allungando l’orizzonte temporale e confrontando i dati della produzioni industriale italiana con quella di altri Paesi (fino a Marzo 2015), emerge lo spaccato offerto dal grafico che segue

In termini di produzione industriale, dei paesi considerati, solo Stati Uniti e Germania si sono riportati sopra i livelli precedenti la crisi del 2008/2009; mentre  tutti gli altri paesi sono abbondantemente al di sotto. Tuttavia, rispetto ai minimi,  si può osservare il debole miglioramento delle Francia e quello un po’ più vigoroso della Spagna. Per l’Italia, invece,  è calma piatta.

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1 commento Commenta
draziz
Scritto il 18 giugno 2015 at 16:14

Ma, quindi, i 200.000 e più posti di lavoro creati con il jobs act dove sono finiti?
In quali settori sono stati collocati i neo assunti? Quale incremento del PIL hanno generato?
Se i posti di lavoro creati da Marzo 2015 hanno prodotto questo “incredibile aumento” di PIL, non oso pensare ai restanti trimestri…
Magari, pur essendo fortemente determinati a beneficiare di tutte le mensilità aggiuntive, dei ratei di ferie e permessi retribuiti e di tutto ciò che il ben congegnato sistema del lavoro italiano garantisce, ancora non hanno potuto esprimere a pieno le loro capacità produttive?
Forse dipende dal management che non ha saputo creare le condizioni, ergo trovare i clienti, per fargli produrre qualcosa?
Ma non c’era Expo che doveva generare una ricaduta positiva su tutta, o gran parte della penisola?
Ma dai! E’ passato solo 1 mese e mezzo, che ti aspettavi?
Dagli tempo fino ad Ottobre, quando chiudi, poi vedrai che affari…!
Che pensieri da contribuente sfigato e disfattista…
Adesso basta! Bisogna impartire un decisivo colpo di reni che garantisca un aumento del gettito IVA e della riscossione dei tributi.
Sognaaaaa, sognaaaaaa…

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