L’ITALIA: REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO

Scritto il alle 17:39 da Agata Marino

 

L’italia è una repubblica fondata sul lavoro, mai fu così importante questo passo della nostra vecchia costituzione!

In questi anni abbiamo visto una politica distruttiva applicata da incapaci governanti che ci hanno ridotto allo stato attuale.

Le perle della nostra industria, e non parlo di Fiat, sono state massacrate, consegnate in pasto a giustizialismi politici( che poi hanno portato a nulla di fatto!) e ad una burocrazia messa li solo per complicare la vita alle imprese che, costituiscono ricchezza e ci onorano con il loro prestigio in tutto il mondo.

Quindi come uscirne?

Occorre proseguire con politiche economiche efficaci e credibili, che interrompano la spirale recessiva che mai è  stata così grande a differenza del resto dell’europa, una crisi che ci colpisce ormai dal 2008 che ha portato alla chiusura di aziende, perdita di posti di lavoro e smembramenti di società che assumevano e producevano ricchezza.

L’italia ha bisogno di riforme, importanti che vadano a tutelare i cittadini, per una volta i politici dovrebbero lavorare a questo. A noi italiani non interessa nulla di processi come quello di Ruby, mentre processi dove ci sono state presunte mazzette come quelle intascate da Penati cadono in prescrizione. Non ci interessano i soldi che prendono i politici ma ci interessa che sappiano fare il loro dovere… LAVORANDO! Fare il politico non è solo prestigio e tornaconto personale! dovrebbe essere un sacrificio, l’aiuto al paese!

Siamo in un paese dove è più importante salvare una banca alla quale si da tutto per salvarla e siamo nello stesso paese nel quale tu cittadino che hai pagato tasse e salvato con i tuoi sacrifici una banca ti vedi respingere un mutuo, un finanziamento o addirittura un fido che ti permette di investire sulla produzione, sull’innovazione e sul lavoro.

Ora vi inserisco l’interessante articolo di di Ida Magli source che parla, con una certa amarezza che condivido, della situazione attuale e di come si assista allo smembramento delle nostre ricchezze

È diventato difficile in Italia, dagli ultimi giorni del 2011 ad oggi, rendersi
conto del passare del tempo, cercare di padroneggiarlo rievocando gli avvenimenti e tentare di fare il punto della situazione.
In realtà si è trattato di un tempo-non tempo, affondato per i cittadini in una specie di limbo, immobile ed oscuro, di cui non si sa nulla perché non è stato mai sperimentato in precedenza e dal quale quindi si aspetta che siano gli esperti, i politici a traghettarci, nella nostra veste di “ombre”, verso la luce.
Ma i politici sanno bene che questa strada non esiste perché l’unica possibile comporterebbe rimettere in questione l’unione europea, cosa che nessuno vuole fare e neanche osa porre di fronte a sé.

Ripetono, perciò, che si vede la luce in fondo al tunnel ma è il tunnel che non è per nulla un tunnel, ossia un corridoio da percorrere per raggiungere una meta: è invece la situazione, è la realtà.

Anche se è vero che la crisi economica è drammatica, lo stato di atonia nel quale si trovano i popoli non nasce dai debiti che è impossibile ripianare, così come non ne nascono gli atti estremi di chi uccide i propri figli prima di suicidarsi, o si getta da un ponte perché senza speranza di trovare lavoro: questi sono atti che ne rappresentano semmai un’assoluta, finale negazione.

Ci si uccide perché appunto il tunnel non è un tunnel; perché la situazione è immobile e senza senso.

La crisi è veramente crisi della politica, ossia dell’unico sistema abilitato ad agire nelle democrazie.

Le rovine che hanno travolto nel crollo i popoli d’Europa, sono le rovine delle imprese condotte dai politici, delle loro idee prima ancora che della loro realizzazione.

Non è possibile neanche rendersi conto di che cosa significhi affermare, come tutti affermano, che c’è la crisi della politica, la sfiducia nella politica, in un’Europa che aveva affidato tutto alla politica. Tutto, ossia “troppo”. Infatti i politici hanno costruito l’unificazione europea, e in prospettiva l’unificazione del mondo, più come sogno, come immagine ideale, che come realtà, tanto da non averne chiamato quasi per nulla i popoli a prenderne atto e a ratificarla. Tutto è stato fatto senza i popoli, con l’inganno, la finzione, la menzogna, ed è soprattutto per questo che adesso, come si vede chiaramente in Grecia, in Spagna, in Italia, i politici si ritrovano soli davanti alle rovine, così come si ritrovano soli i popoli. Una solitudine tanto più spaventosa perché si tratta di riempire con una fiducia che non c’è, l’inganno dei tanti inni cantati nell’esaltazione della democrazia. Due solitudini, quindi, che se ne stanno una di fronte all’altra, che non possono unirsi, sommarsi, confortarsi, affrontare insieme la realtà.

La disperazione nasce dal non-senso. È il non-senso, la mancanza di logica in ciò che viene prospettato come via d’uscita dai governanti, dai politici, dai sindacalisti che induce alla morte. Di fronte ad una situazione come quella odierna in cui i popoli sono spinti dai loro leader ad agire contro se stessi, contro la logica cui è stata affidata fino ad oggi la sopravvivenza della specie, quella che provvede sempre prima al domani che all’oggi, le reazioni possibili sono quelle a cui assistiamo: aderire passivamente, lasciandosi condurre come ciechi verso la catastrofe, oppure darsi la morte, dandola prima ai propri figli perché laddove non c’è futuro non ci sono neanche figli.

Nelle manifestazioni che si sono svolte ieri, in apparenza contro il governo, nessuno ha pronunciato la parola “Europa”, nessuno ha indicato nell’Euro, in una moneta artificiale che appartiene, arricchendoli ogni giorno con i nostri debiti, a ricchi banchieri e a ricchissimi monarchi, la causa principale della crisi.

Dove era Rodotà, dov’era Cofferati, dove era Landini quando è stato firmato il trattato di Maastricht?

E dove erano Napolitano, Berlusconi, Enrico Letta, quando è stato tolto agli italiani il proprio Stato, togliendogli l’indipendenza, la libertà e la sovranità?

Mentono tutti, dunque, volutamente e consapevolmente, quando si rallegrano del rinvio del pagamento di una tassa o prospettano la possibilità di una ripresa del mercato, così come mentono coloro che in piazza promettono ai disoccupati chissà quale rivoluzione, sapendo che stiamo ormai consumando noi stessi, simili a quegli animali che, chiusi in una gabbia troppo stretta, finiscono col divorare i propri arti.

Il silenzio sulle catene dell’unione europea, che hanno soffocato l’Italia fino a stritolarla, parla di ciò che appare ancora incredibile alla maggior parte degli italiani: dell’immensa capacità di menzogna e di tradimento di coloro che stanno al governo  tanto quanto dell’immensa capacità di menzogna e di tradimento di coloro che arringano in piazza i disoccupati.

Non possiamo fidarci di nessuno di quelli che possiedono anche una minima briciola di potere. Questa è l’unica sicurezza che abbiamo e dalla quale dobbiamo partire se vogliamo, come vogliamo e dobbiamo, ancora tentare di salvare l’Italia e di recuperare la libertà… anche se dopo di dati istat di un paio di giorni fa la speranza tende a scomparire…

Istat, un italiano su 10 in povertà assoluta…

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6 commenti Commenta
draziz
Scritto il 16 luglio 2014 at 21:46

Cara Agata, con questo post hai messo il dito in tante piaghe che affliggono il nostro Paese, soprattutto quella di una certa casta che ha il vanto e la scelleratezza di volerlo dirigere.
Come ben dici, si capisce il perchè di questa ferrea volontà di comando: passano le generazioni ma molte delle facce di quelli che popolano Montecitorio e Palazzo Madama sono sempre le stesse, soprattutto sempre ingiustificati e spropositati, in relazione allo sforzo ed ai risultati ottenuti, gli stipendi e le facilitazioni garantite (tra l’altro grazie a leggi e leggine create e votate da loro stessi… un bel conflitto di interessi, altro non si può dire…).
Alle celebrazioni storiche in memoria di caduti e martiri di tutte le guerre, nessun esponente dell’attuale generazione politica dovrebbe avere la faccia di partecipare…
I caduti di Pastrengo, quelli sul Piave, sull’Ortigara ed altri tristemente noti luoghi patrii, avevano sicuramente in mente un futuro diverso per il Paese per cui andarono, più o meno consapevolmente, a morire.
La nazione di oggi è più simile a quel “bordello” a cui accennava l’Alighieri…
I politici non garantiscono più il popolo che li ha votati, ma pensano alla propria tasca e c’è pure chi candidamente spiega in televisione che è giusto prevedere la loro intoccabililità al Senato… quasi a dire che è giusto poter rubare nell’esercizio delle proprie funzioni o commettere reati, ma poverini non li si deve toccare perchè fa parte del gioco…
Tracotanti ed onnipresenti quando hanno il potere, quando li si “becca con le mani nella marmellata” inscenano isterici piagnistei e fanno la figura delle deiezioni giù per il water… si dissolvono…
Il progressivo impoverimento, iniziato più o meno nel 2008, non sarà facilmente recuperabile nello spazio di una generazione… ci vorrà di più.
Molti non se ne vogliono rendere conto, preferiscono credere alle lucine nel tunnel come Pinocchio credeva all’albero degli zecchini d’oro…
Anche tu hai un bel da fare a richiamare ad una coscienza nazionale, ad una presa di posizione contro l’esproprio organizzato da alcune parti dello Stato contro i suoi cittadini per garantire lo status quo di altri (ma la legge non è uguale per tutti?), ma lo stato di atonìa che obnubila le menti dei popoli dipende dalla convinzione che solo i politici possono salvarci e devono dirigerci verso la salvezza…
Fino a che non viene scardinato questo concetto, non se ne esce.
Diamo al politico una bella zappa, delle sementi, mandiamolo a coltivarsi i mezzi per il suo sostentamento.
A questo punto non so consigliare altro…
Quando i soldi nelle tasche della maggior parte degli italiani saranno finiti, probabilmente saranno in molti a voler cercare una soluzione.
Per adesso qualcuno è convinto di poter sistemare le cose con l’ennesima “manovrina” e con una bella patrimoniale…l’ennesima…già, ma quelle di prima non avevano il compito di raddrizzare le cose definitivamente?
Benevenuti nel “Paese dei Balocchi”…

Scritto il 16 luglio 2014 at 22:48

La cosa triste e costatabile e’ che non cambia nulla e tutto si ripropone! In questo film di toto’ ci descrive uno spaccato riconducibile ai giorni nostri http://www.youreporter.it/video_Per_restare_in_tema_di_elezioni_vota_Antonio_La_Trippa_3

atomictonto
Scritto il 17 luglio 2014 at 09:40

L’Italia è una Repubblica fondata sul circo, sulla scenetta e sulla recita Goldoniana 700esca.
Gruppi di tortelli di livello meno che mediocre in base a standard anglosassoni si dimenano da mane a sera fingendo, mentendo, mettendo in scena una pantomima chiamta “italia”. Ogni singolo babbeo/a è convinto di essere un misto tra Leonardo da Vinci, Bradd Pitt e il Mago Otelma. Vige e domina la menzoagna, la vigliaccheria e la falsità. Il gruppone si impegna a fondo, tipo ciclista in cronoscalata, a non vedere la propria realtà.
La realtà fatta di vecchi miti intramontabili tipo “le PMI sono la spina dorsale del paese”, una mitologia degli anni ’80 quando in effetti il sistema della PMI veniva studiato persino dai Giapponesi,increduli del fatto che una moka Bialetti potesse essere frutto del lavoro di 9 mini-aziende diverse tutte coordinate.
Sono passati + di 30 anni e non riusciamo ancora a vedere/ammettere che:
– le PMI sono quelle che hanno fatto l’evasione
– le PMI sono quelle che hanno creato il precariato selvaggio
– le PMI non sono più in mano ai baldi padri e nonni ma a viziati coglioncelli mezzi drogati
– le PMI in mano a famigliole ultra-blindate sono rimaste quasi tutte nane
– le PMI sono ormai (nel grosso dei casi) delle piccole società x truffa/raggiro che si arrabattano per sopravvivere (come? investendo? agglomerandosi? noooooooo…facendo i furbi col daVinci/Pitt di turno che spera ancora di rubacchiare e truffacchiare).
Guardiamo in faccia la realtà:
Sono arrivati i Cinesi, gli Egiziani, gli Indiani, gli Slavi…oggi giorno gli unici che INVESTONO, fanno IMPRESA, che non vuol dire aprire la pizzeria, arrivare a fare 6000 euro di utili al mese e SEDERSI, prendere il macchinone, il vestitino da fico e farsi le vasche tutti tronfi nel paesello.
Vuol dire aprire il ristorante, poi due, poi sette, poi la catena, poi il Gruppo come hanno fatto i Cinesi di Wok, gli Egiziani di Speedypizza…non come il citrulletto con 3 capelli tutti gellati che si dimena sul palcoscenico-Italia.
Italiani, guardiamo in faccia la realtà: NON SIAMO ALL’ALTEZZA, ci hanno fatti neri.
Tra 30 anni l’Italia sarà un enorme MUSEO posseduto da Cinesi, Russi, Indiani, e Mediorientali ed ai nipoti del ganassetto gellato non rimarrà che fare il custode, il pizzaiolo e il cameriere.

atomictonto
Scritto il 17 luglio 2014 at 10:01

Per concludere con dei dati; studio OCSE 2010 e 2013:
In Italia ci sono 22 milioni di semi-analfabeti (hai sentito daVinci/Bradd Pitt?? con buona probabilità sei un penso coglionazzo, non un genio incommensurabile).
Alla domanda “quanto è l’uno per cento di cento” il 49,2% del campione, oltre 10.000 fenomeni Italiani, non ha saputo rispondere.
Alla domanda “perchè si alternano il giorno e la notte” il 51,1% (con punte del 58% in Sicilia e Calabria) non ha saputo rispondere.
Se cercate lumi nei grafici, nei cicli, o nella sfera di cristallo lasciate perdere…l’Italia va a rotoli perchè è fatta dagli itaGliani.

atomictonto
Scritto il 17 luglio 2014 at 10:29

draziz@finanza,

draziz@finanza,

Caro Draziz,

tu quoque….anche tu.
Ma chi sono questi tremendi, questi manigoldi incalliti che fanno i politici, che “hanno il potere”?
Sono un occulto gruppo dicontrollo della CIA, degli infiltrati Canadesi di Scientology, gli aleini dell’Area 51?
No, sono gli itaGliani.
Gli itaGliani.
A volte mi sento straniero, anche perchè sono cresciuto tra USA e Germania (rispettivamente Booblingem e Stamford), percui mi permetto: ma la volete capire che è COLPA VOSTRA?
VOSTRA, di voi Italiani, siete voi che avete una mentalità sbagliata, che dovete evolvervi, uscire dal medioeveo, dal bigottismo cattolico da baraccone, dalle fandonie, dall’autocelebrazione che nasconde solo una piccola anima pronta a farsi “drago” appena ne ha l’occasione.
I politici Italiani sono ITALIANI…sono vostri/nostri concittadini, non una sciagura imposta dal Supremo Kloppen su là nello spazio.
Siete voi/noi Italiani che appena avete/abbiamo un po di potere ne abusiamo, trasformiamo tutto in truffa e raggiro.

draziz
Scritto il 17 luglio 2014 at 12:13

Atomictonto,
capisco dal tuo nick la voglia di stupire i lettori del blog, ma scorrendo il tuo duplice intervento si può solo essere concordi, come già Agata ha perfettamente espresso nel post, solo con l’affermazione che la colpa è dei cittadini che popolano questo Paese, gli ItaGliani.
Per il resto, di tutto ciò che hai scritto, CONFUTO e a VOCE ALTA quanto segue:

1) l’Italia è una Repubblica fondata sul circo a causa del malcostume di chi per anni l’ha governata (e tuttora ne abusa) come se fosse una cosa propria, per gli interessi propri e di vari gruppi di potere, non una RES PUBLICA, nel più onesto ed aulico dei termini che implicherebbe l’impegno a mantenere e pure far crescere gli interessi di tutti.
Qui invece l’articolo 1 della Costituzione viene comodamente inteso come “fondata sul lavoro” degli ALTRI, per sfruttarne le fatiche e la ricchezza creata e si vede… si vede…

2) le PMI italiane SONO TUTTORA la spina dorsale del Paese, sia per ragioni numeriche, sia per impatto economico, nonostante le chiusure ed i fallimenti causati ad arte da chi ha pensato (e l’ha pure dichiarato in pubblico) che la cura drastica di matrice teutonica avrebbe curato il debito ed insegnato a quegli “schweinhunde” italiani a vivere più morigeratamente.
Anche qui il conflitto di interessi è chiaro come il sole: alla Germania hanno sempre dato fastidio le PMI italiane, temibilissime concorrenti su tutti i mercati, ed a certe idiote frage della Pubblica Amministrazione la falcidìa di PMI sembra solo l’occasione giusta per avere un più piccolo e controllabile numero di soggetti tributari da spennare.

3) non sono molte le PMI italiane che hanno delocalizzato la propria attività all’estero (USA, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Serbia, Turchia, …) per pagare meno tasse ed avere un costo del lavoro mooooooolto più basso.
Pare che invece l’industria, di ogni settore, abbia colto l’opportunità al volo…

4) sono proprietario di una PMI, non sono drogato, come automobile uso quotidianamente una piccola (niente pubblicità) con 1000 di cilindrata, faccio solo 14-15 gg. di ferie all’anno, lavoro in media 80 h. a settimana, pure le domeniche, esco di casa alle 06.30 e rientro alle 21.00, ma mi do del coglioncello tutte le volte che devo assumere un dipendente (che spesso deve imparare il mestiere da zero !!) e che ho l’opportunità di allargare l’attività aziendale perchè l’unico risultato tangibile è quello di aumentare la base imponibile e contributiva e dover garantire la retribuzione per 14 mensilità, + 1 aggiungitiva che è il TFR, 2 mesi tra ferie e permessi pagati, nonché le festività di calendario e sentirmi dare dello sfruttatore perchè pretendo correttezza nei confronti dell’Azienda e 7 ore di lavoro quotidiano
(oltre a provvedere ad una visita medica gratuita 1 volta l’anno, alla sicurezza sul lavoro anche se la mia attività non rientra nel novero dei lavori pericolosi, a provvedere alla gestione di paghe e dichiarazioni come per un parente, nonché alla conservazione del posto anche in caso di crisi e di Cassa Integrazione – per inciso: lo sai che se un dipendente è in Cassa Integrazione, quindi sta a casa e non lavora per l’Azienda che l’ha assunto ma spesso si trova qualcosina in nero…, è fatto obbligo di accantonare il TFR e sostenere costi come se fosse operativo ? Altroché se vorrei portare l’attività all’estero…).

5) ci stanno FACENDO NERI grazie all’irresponsabilità di gruppi di idioti che, non riuscendo a farsi dare la “stecca” dalle PMI (come si faceva in passato, neh?, non fate gli gnorri…), preferiscono farle marcire grazie a ottusa burocrazia, relazioni sindacali artatamente invasive e prese dai secoli passati (c’è solo un sindacalista che ha recentemente parlato in televisione e che ha mostrato di aver capito che sono state fatte scelte sbagliate e che occorre operare costruttivamente, pena la ulteriore chiusura di attività ed il prosperare della… disoccupazione), un fisco nazista e da taglieggiamento che drena tutte le risorse impedendo di fatto l’accantonamento di utili e di capitali da dedicare allo sviluppo. Per il resto vedi sopra: perchè dovrei voler aprire un’impresa in Italia?
Per fare volontariato (come ha detto l’economista cinese Andy Xie) ?
Le attività di Cinesi, Arabi, Mediorientali, Russi e via dicendo? Saicome fanno a fare utili (spesso non dichiarati) ?
Sai con quale frequenza sono visitate e verificate da chi di competenza?
Pare che la scusa sia la barriera linguistica e la difficoltà di comprensione anche della forma scritta… sì perchè questi tengono tutto scritto nella loro lingua ed i verificatori spesso parlano solo il dialetto della regione di provenienza… e poi l’italiano…

6) gli imprenditori italiani, quelli veri, SONO ALL’ALTEZZA, ma sono stufi di vedersi fottere i soldi da ladri di ogni tipo, a partire dal dipendente che simula la malattia per farsi pure il lunedì al mare al politico o pubblico funzionario che pretende “un contributo” per far sì che la tua domanda non resti “incagliata” nel fondo della pigna di fascicoli, fino ad arrivare a quello che in ogni posto di lavoro riesce (anche con i più futili motivi) a provocare una causa di lavoro, facendo così in modo di prendere dei soldi per levarsi di mezzo e facendo percepire la mezza al sindacato (sì, perchè le cause di lavoro, anche se il dipendente ha torto marcio, sono sempre a carico delle Aziende).

E’ solo colpa mia, perchè sono itaGliano?
No, sbagliato!!
E’ colpa mia perchè fino ad ora ho accettato di essere preso per il c…lo da partiti politici di ogni colore, perchè ho accettato passivamente di farmi considerare evasore anche se non lo sono, perchè per carità cristiana non ho buttato in mezzo alla strada gente che ha fatto dell’assenteismo una regola di vita, è colpa mia perchè ho sempre dato credito alle Istituzioni, fidandomi delle loro promesse.

Però è già un da po’ di tempo che mi prudono le mani… nella vita si cambia (a meno di avere la segatura nella scatola cranica), si cambia e niente sarà più come prima…

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