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Dati sul PIL: L’Italia non riesce ad agganciare la ripresa !

Scritto il alle 10:14 da Paolo Cardenà
La stampa (anche quella specializzata) sembra sottovalutare il dato sul Pil comunicato appena ieri dall’Istat.

Eppure il dato appare assai grave, perché ci dice moltissime cose sul futuro del nostro Paese. Non solo perché giunge a seguito di un timido rialzo (quarto trimestre 2013), dopo 9 trimestri negativi, e che quindi ci si sarebbe potuti attendere un consolidamento del rimbalz(in)o dell’ultimo trimestre 2013. Ma anche perché sentenzia (semmai ce ne fosse ancora bisogno) il destino verso il quale sta precipitando l’Italia, peraltro anche a grande velocità.

Non so se i giornali, e in generale i mezzi d’informazione,  lo facciano per malafede o perché ne capiscono ben poco. Ma mio modestissimo parere è un dato assai  allarmate, poiché, tra le altre cose, testimonia l’impossibilità di crescere da parte dell’Italia, nonostante altre economie stiano facendo benino (se non bene, in alcuni casi). Il governo stesso, nell’ambito del DEF varato solo poche settimane fa, attribuisce un peso significativo alla componente di PIl derivante dalla crescita di altre economie. Crescita che, a quanto pare, l’Italia non riesce ad afferrare, tramutandola in valori positivi di  PIL.

Ciò significa che l’Italia è nell’impossibilità (ormai) cronica e strutturale di agganciare la ripresa, ancorché trainata dallo sviluppo di altre economie. E i bassi tassi di crescita registrati negli ultimi anni 15 dall’Italia rispetto alla media UE (mediamente circa 1.5% in meno annuo), costituiscono solo il preambolo di una conclamata incapacità che si è ulteriormente amplificata per effetto della crisi.

In subordine, significa anche che il tessuto sociale e quello produttivo del paese sono fortemente  lesi, indeboliti, sfiniti, e pertanto incapaci di esprimere neanche lontanamente il vigore potenziale che invece sarebbe necessario e indispensabile per uscire da questa catastrofe, benché in maniera cauta, timida ma comunque progressiva.

Aggiungiamo anche che non è affatto detto che le altre economie, per il prossimo futuro, riescano a performare come stanno facendo. Oppure che qualche crisi di natura geopolitica o finanziaria potrebbero abbattersi su questa fase di ciclo economico, ed ecco definirsi i contorni della catastrofe che, non fatalmente, potrebbe colpire il nostro Passe, stando l’impossibilità da parte dell’Italia di poter arginare e contrastare qualsiasi tipo di shock, ancorché lieve e passeggero.

Senza aggiungere altro a proposito delle precarie condizioni del sistema bancario o dei conti pubblici, che traballano sempre più, possiamo concludere affermando che la situazione è assai pessima, solo per usare un eufemismo.

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2 commenti Commenta
draziz
Scritto il 19 maggio 2014 at 12:01

“In subordine, significa anche che il tessuto sociale e quello produttivo del paese sono fortemente lesi, indeboliti, sfiniti…”
E non poteva che essere così, dal momento che in Italia il tessuto economico è costituito per il 90% da micro e piccole imprese.
Una tassazione deliberatamente iniqua al fine di drenare liquidità e risorse, una produzione normativa squilibrata e talvolta schizofrenica, unite ad una burocrazia che gareggia per emulare i “fasti” medievali o della “modernità borbonica”, non potevano che produrre questo risultato…
Dove ha investito quel 10% di industria nazionale?
Polonia, Slovenia, Turchia, Cina… e l’elenco è anche più lungo…
Ma le statistiche che dicono che le dichiarazioni dei redditi dei dipendenti talvolta sono più “congrue” di quelle dei datori di lavoro? Quelle dei polli di Trilussa…
Tutto il branco di pecore bela strumentalmente imbeccata: “evasione, evasione”, chi ragiona pensa a possibili fenomeni in tal senso e più intelligentemente ad un impoverimento imprenditoriale che non lascia scampo ai ritorni di capitale e progressivamente prosciuga i risparmi e la liquidità disponibili per l’impiego nel sistema produttivo.
I risultati di una certa politica (di ogni colore, beninteso…) e della cattiva amministrazione che ha prodotto sono sotto gli occhi di tutti, cosa ci vuole ancora per capirlo?
Ben svegliati… peccato che l’incubo inizia adesso!

draziz
Scritto il 19 maggio 2014 at 15:24

…e dal sito del bravo Zerohedge, per chi “mastica” un po’ di inglese, ecco il seguente:

http://www.zerohedge.com/news/2014-05-19/small-business-threat-status-quo

sembra quasi che ci abbia letto…

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