Blocco del contante: non serve a nulla

Scritto il alle 16:54 da Agata Marino

Dopo l’interessante articolo proposto da Paolo  (QUI per leggerlo) vi

propongo come lettura un vecchio articolo sullo stesso argomento, ci vogliono far credere che il blocco del contante possa servire a bloccare l’evasione ma…

Il blocco del contante non serve a nulla ecco le prove

 

 

Più volte abbiamo discusso dell’oppressione di questo Paese, sia in termini di procedure di contrasto all’, che di livello della fiscale. Elementi, questi, che contribuiscono a rendere l’Italia uno dei paesi meno competitivi a livello planetario e che, ritengo, siano propedeutici al fallimento che stiamo vivendo.

 

Ieri serà a ( candidato alla Lombardia con tutti insieme con ) e altri, hanno parlato ancora del problema contante, sostenendo che un blocco del contante è salutare per l’evasione, ma come al solito( visto che abbiamo a che fare con politici non preparati) sono state dette delle sciocchezze

 

In questi giorni si è formato una sorta di schieramento pro e contro all’utilizzo di carte di credito e bancomat a discapito del contante, per avere una maggiore tracciabilità, dopo aver letto e riletto su questo argomento centinaia di commenti qui e sul network di finanzaonline ho deciso d’entrare nello specifico dimostrando che chi vuole prendere per i fondelli lo stato e il fisco ha ancora mille mezzi a disposizione e sicuramente non è un ostacolo il fatto che il contante non sia libero dimostrando che l’unico che ci rimette è il normale cittadino che è costretto ad affidarsi alle solite banche che ci guadagnano sempre!( sempre a Ballarò ieri hanno fatto appunto vedere un servizio sulle commissioni bancarie per l’utilizzo delle carte di credito e bancomat)  …

 

 

 

Quindi dopo aver letto le geniali considerazioni del governo tecnico, che ha optato per questa politica di restrizione, che sa più di altro MONOPOLIO A FAVORE DELLE NOSTRE BANCHE che di caccia alle streghe, affrontero’ l’argomento in compagnia di Paolo Cardenà (VINCITORI E VINTI) ecco l’articolo fatto insieme, spero chiarisca la situazione.

 

Punto primo: PRESSIONE FISCALE

 

In effetti, se andassimo a verificare il tessuto della normativa fiscale sul quale lo Stato pone la sua pretesa tributaria, ci accorgeremmo subito che è una normativa degna di uno stato fallito, quale è l’Italia e questo è merito non sicuramente nostro ma di chi fa le leggi.

 

Oltre al tema del livello della pressione fiscale che non ha eguali nel contesto mondiale, subito ci accorgeremmo che l’impianto normativo è una raccolta di norme per nulla omogenee, disorganiche, talvolta contraddittorie e per nulla attinenti allo sviluppo del contesto economico e sociale intervenuto nel paese nell’ultimo trentennio.

 

In pratica, sono norme appiccicate dove sono state messe toppe più che soluzione l’una alle altre, senza alcuna soluzione di continuità e formulate non in base ad una visione strategica della società, dell’economia e più in generale della nazione; ma dallo stato di necessità delle finanze pubbliche, che negli ultimi decenni, sostanzialmente, hanno sempre espresso crescenti necessità di flussi finanziari (tasse) fino ad arrivare, negli ultimi anni, sull’orlo del baratro. In pratica, il (non) senso osservato dal legislatore in questo lungo periodo, sostanzialmente, è stato questo: mancano dei soldi?

 

Bene, procediamo inasprendo la pressione fiscale e facciamo cassa con l’introduzione di nuove imposte o, molto più semplicemente, inasprendo quelle già esistenti.

 

Questo, in buona sostanza è stato il criterio ispiratore di tutte le manovre fiscali che si sono varate in quasi un trentennio, trascurando del tutto gli effetti nefasti che questo modus operandi avrebbe prodotto.

 

Ecco quindi che sono state introdotte un numero elevatissimo di imposte, tributi e adempimenti, proprio al fine di colpire nuova materia imponibili e, talune imposte, sono delle vere e proprie stranezze.

 

Un normativa fiscale in perpetuo mutamento, oltre a disorientare il contribuente ed esporlo ad una crescente possibilità di cadere nell’errore, sempre pronto ad essere sanzionato, compromette anche la possibilità da parte degli operatori economici, di effettuare una pianificazione fiscale delle proprie attività scoraggiando gli investimenti, ecco il vero problema.

 

Nell’ultimo periodo, ne costituisce un esempio clamoroso l’atteggiamento adottato dal legislatore nel limitare la deducibilità dei costi attinenti ai veicoli aziendali che è passata dal 50% di pochi anni fa, al 20% attuale.

 

In questo caso, tale limitazione è stata introdotta senza alcun criterio logico e tantomeno pertinente con il reale utilizzo delle autovetture all’interno dell’azienda, con il solo fine di limitare la possibilità di dedurre costi (delle autovetture, in questo caso) e quindi avere maggiore materia imponibile da colpire, risultato CRISI DEL MERCATO AUTOMOBILISTICO e infatti…

 

Trascurando il fatto che, una minore possibilità di dedurre il costo delle autovetture, si traduce anche in un disincentivo all’acquisto di tali beni, rischiando di soffocare un mercato già in agonia, vale la pena segnalare che questo non è l’unico esempio al quale possiamo far riferimento.

 

Ritornando al nostro ragionamento, introdurre un numero elevatissimo di imposte, significa anche dover produrre altrettanti adempimenti amministrativi a carico di quei soggetti obbligati al pagamento dei tributi: ossia le imprese e le famiglie.

 

Quindi, questi, oltre a patire l’impatto vessatorio dei tributi pretesi dalla stato, subiscono anche un aggravio di costi amministrativi sia per la determinazione delle imposte da pagare, sia per la gestione amministrativa del rapporto fisco contribuente, che si sostanzia in un numero sempre crescente di adempimenti dichiarativi da svolgere e di comunicazione talvolta al limite del ridicolo.

 

Da questo punto di vista, in definitiva, possiamo affermare che si è arrivati ad un livello insostenibile di prelievo fiscale e con essa anche ad livelli altrettanto alti di adempimenti fiscali e amministrativi, proprio al fine di offrire alle casse dello stato un gettito sempre crescente e apparentemente idoneo al mantenimento di una apparato statale degno di uno stato Bolscevico.

 

Per contro, gli effetti nefasti della crescente pressione fiscale, non sono stati affatto compensati con l’erogazione di servizi di crescente qualità (scuola, sanità, strade, infrastrutture, servizi sociali, burocrazia ecc. ecc.).

 

Anzi, potremmo agevolmente affermare l’esatto contrario, vista la tendenziale scadenza con la quale lo Stato, il più delle volte, eroga i servizi alla popolazione.

 

L’evasione fiscale a cui e si sta giustamente dichiarando guerra, trova terreno fertile proprio in questo quadro normativo di questo genere che, a parer di chi scrive, dovrebbe essere profondamente riformato e reso sinergico ed aderente alle mutate condizioni economiche, sociali e culturali intervenute nel corso di questi anni, senza dimenticare la proiezione strategica della nazione per i prossimi 20/30 anni o forse più.

 

Ecco quindi la necessità di dover adottare un impianto normativo stabile, facilmente comprensibile, che consenta di tagliare il numero degli adempimenti e instaurando un rapporto di fiducia tra il Fisco e il contribuente ormai venuto meno ed eliminare l’ostilità dilagante nei rapporti tra gli organi preposti alla pretesa tributaria e il cittadino.

 

Questo, unitamente ad una preventiva diminuzione della spesa pubblica, e riducendo in maniera sistematica e ragionevole la pressione fiscale tramite un preventivo calo della spesa e dell’inefficienza pubblica e delle inefficienze amministrative, consentirebbe anche una sistematica riduzione della pressione fiscale, posizionandola verso livelli di maggiore sostenibilità.
Affermare che la all’evasione possa essere condotta eliminando il contate, senza aver rimosso i prodromi che l’hanno determinata, equivale a curare un paziente malato andando a prevenire il contagio di un organo sano, senza tuttavia aver rimosso e curato la malattia alla base della patologia.

 

Ora parliamo dello schieramento pro e contro all’utilizzo di carte di credito e bancomat a discapito del contante, per avere una maggiore tracciabilità:

 

Tracciabilità che sa più di puro favore del MONOPOLIO BANCARIO che di caccia alle streghe o evasori.

 

l’introduzione della moneta elettronica, ovvero l’abolizione della cosiddetta massa M0.

 

In poche parole l’idea è che, secondo i nostri tecnici, e’ che controllare in tempo reale i movimenti economici tramite moneta elettronica ci sarebbe una forte lotta all’evasione quindi il problema sarebbe risolto… certo risoltissimo! come è vero che esiste Babbo Natale

 

Probabilmente per l’anzianità dei soggetti che hanno ideato questo sistema, sottolineando che se fosse stato fatto un pò di anni fa la cosa sarebbe stata veritiera… dimostreremo come oggi  non è più così.

 

Volete sapere perchè?

 

Volete sapere il vantaggio materiale che darebbe al governo la moneta elettronica?

 

Quello di avere un milione di sospetti di possibili evasori, su cui eseguire controlli, dopo aver fatto le necessarie rogatorie internazionali.

 

Già ci impiegano anni a casa nostra, figuriamoci se si tratta di estero, e si perchè con le nuove tecnologie chi utilizza mezzi elettronici, ora come ora, può ancora prendere per i fondelli il fisco e quindi anche il sano e onesto cittadino che paga le tasse.

 

Con che cosa ci scontriamo in questo ipotetico caso?

 

1. Se e’ vero che la moneta elettronica lascia un record, e’ anche vero che non necessariamente lo lascia dove puoi leggerlo.

 

Le tecnologie attuali permettono di lasciare tracce in luoghi dove il Monti NON puo’ guardare.

 

2. Se un tempo il POS ve lo faceva solo la banca su una linea fissa, oggi esistono anche sistemi di pagamento mobili, e come se non bastasse anche sistemi di pagamento via WAP, totalmente crittati contro le intercettazioni.

 

3. Le tecnologie elettroniche rendono enormemente piu’ facili le operazioni estero-su-estero, anche su cifre piccole.

 

4. Le tecnologie in uso per il commercio elettronico e lo scambio di soldi prevedono quasi tutte la cifratura, ovvero la possibilita’ di sfuggire alle intercettazioni.

 

Ora, la domanda e’:secondo voi e’ piu’ facile intercettare una connessione RSA-crittata o intercettare una valigetta di soldi?

 

La risposta e’ ovvia: e’ molto piu’ facile beccare una valigetta con i soldi, spacchettare una buona connessione SSL e’ estremamente piu’ complesso che trovare dei contanti nascosti, ma possibile che i nostri tecnici non ci sono arrivati?

 

C’e’ poi un’altra considerazione da farsi: non so se avete seguito le ultime inchieste giudiziarie italiane, direi di si :roll:  .

 

Da Scaiola a Lusi in poi vedi anche MPS, sembra che la nuova mazzetta non sia piu’ un semplice pacchetto di soldi o movimento bancario di qualche tipo.

 

Succede che il nostro corrotto fa la vita da nababbo, perche’ semplicemente fa sapere in giro che e’ interessato al tale appartamento, o che e’ stato in vacanza in tale resort o vacanza in barca o macchina di lusso.

 

Senza dire nulla, e senza neanche parlare con lui, il corruttore  si limita a pagare l’appartamento o il resort di lusso, senza nemmeno mai telefonare al corrotto o avere rapporti con lui.

 

Il corrotto semplicemente constata silenziosamente che qualcuno gli ha pagato l’appartamento, sa benissimo che cosa il corruttore voglia in cambio, ma ovviamente per il magistrato e’ possibile ricostruire tutto SOLO se ha avuto qualche motivo di intercettare tutta la vita della persona ( ma qui è un discorso molto complesso e dovrei parlare delle toghe e toghette rosse che tutti conosciamo).

 

Ma ora facciamo esempi semplici dai dai Facciamoli ;-) sempre nell’ambito dell’illegalità Prendiamo il caso che a noi italiani sta tanto a cuore  :roll:

 

Il mestiere più antico del mondo in Italia c’è e ben presente ma visto che abbiamo il vaticano è illegale( perchè non legalizzare la prostituzione… Ci darebbe tanti soldi). La Germania anche questa volta insegna visto che da loro è tutto legale e tassato.

 

Come fanno le nostre escort nostrane per farsi pagare lauti compensi esenti da tasse dal mega dirigente che aveva bisogno di compagnia e dando una parvenza di legalità alla loro professione e al loro tenore di vita?

 

Avevano iniziato ad usare un lettore di carte di credito portatile, prendendo una partita IVA come “lezioni di lingua” o “interprete”,  e rilasciando una ricevuta sonante con l’apposita dicitura se trovo l’articolo in giro ve lo faccio leggere :D.

 

Comunque qui sono presenti ben due punti deboli:

 

Il primo punto  e’ che tracciare la transazione equivalga a tracciarne la  natura.

 

Poiche’ ai non presenti e’ praticamente impossibile sapere in che cosa sia consistita la transazione, e’ altrettanto impossibile sapere se essa sia legale o meno.

 

Se anche andassimo a lanciare una gigantesca query su un supercalcolatore, troveremmo semplicemente moltissime persone che lavorano come traduttrici, non so se mi son spiegata :roll: .

 

Ma in parte anche questo è sbagliato visto che non è certo che le le troveremmo: stiamo assumendo che, per esempio, la SIM su cui avviene la transazione sia italiana, e che il conto in banca in questione sia italiano.

 

Nessuna di queste due affermazioni e’ obbligatoriamente vera.

 


Cosa farà la nostra signorina?
 si e’ fatta piu’ scaltra usando uno smartphone con sopra l’applicazione Paypal  :mrgreen:.

 

Usando questo metodo, riescono a fare l’intera transazione in maniera criptata, facendola estero-su-estero, e come se non bastasse possono comprare all’estero una simcard(fatta la legge fato l’inganno).

 

Ma che farà mai a questo punto il nostro governo furbo per beccare i colpevoli?

 

No perchè il caro signore che invita la escort in realtà per lo stato sta lavorando e usa una traduttrice.

 

Essenzialmente, si tratterebbe di transazioni di cui conosciamo l’origine. Sappiamo che centomila persone pagano 500 euro per una non meglio specificata “prestazione da interprete, massaggiatrice personal trainer”. Non sappiamo di preciso a chi, perche’ si tratta di una transazione che avviene via paypal, verso un utente straniero.

 

La domanda adesso e’: come distinguere nella massa le vere interpreti (e massaggiatrici, e insegnanti di lingue  e personal trainer, e cuoche a domicilio, e tutta la svariata gamma di servizi immateriali del caso) da quelle false?

 

Sicuramente la risposta sara’: basta controllare di persona. MA NOI NON CREDIAMO A BABBO NATALE VERO?.

 

Dove voglio arrivare con questo discorso contorto ma spero chiaro :roll:

 

 

 

Voglio dire molto semplicemente che i soldi sono un mezzo, e appunto per questo al posto di scambiarsi i soldi si può benissimo scambiare il mezzo.

 

Non deve esistere per forza qualche cosa dietro un pagamento (come nel caso dei resort e della casa pagata “ad insaputa” come per la macchina DONATA ) Tutto senza che il flusso finanziario sia facilmente riconducibile ad un traffico illecito.

 

Il tutto richiede una nuova generazione di pusher e di prostitute mafiosi, politici :roll:  , esperti nell’uso delle nuove tecnologie, ma lo sanno tutti che i canali si evolvono più veloci della luce e non esistono menti non geniali tra i veri truffatori.

 

Le nuove tecnologie permettono degli orizzonti di segretezza, elusione e di anonimato che le vecchie tecnologie non si potevano nemmeno sognare, ci ridomandiamo… Possibile che i nostri tecnici non ci siano arrivati?

 

Le banconote reali non sono adatte al traffico estero-su-estero, le banconote reali non riescono ad usare canali criptati, le banconote materiali non riescono a nascondere la natura materiale del contratto , ma specialmente le banconote reali SONO LENTE, allora se volete scoprire il ladro di polli che evade pochi spiccioli magari riuscite a beccarlo ma i grandi evasori no ;-).

 

Da un amico che si occupa di queste problematiche e a cacciare questi LADRI che purtroppo molti italiani considerano FURBI.

 

Mi riferisce che usando la moneta elettronica e’ possibile svendere una partita di droga, armi, qualsiasi cosa, in tempi tali che i tempi di intervento umano delle forze dell’ordine sono a dir poco ridicoli: preparandosi adeguatamente, e’ possibile far pagare il traffico, spezzettandolo in diverse partite, su tantissimi conti estero-su-estero, ad una velocita’ tale che quando le vostre forze dell’ordine andranno a cercare la droga e le armi, non solo non saranno piu’ sul posto, ma con ogni probabilita’ non esisteranno neppure piu’ le aziende fittizie create per le transazioni :wink: .

 

Insomma ma fatta la legge è fatto l’inganno!.

 

Ogni nuova tecnologia produce un adattamento del crimine: quelle che hanno difficolta’ ad adeguarsi, quelle che sono sempre lente e che sono sempre un passo indietro sono, semmai, LE FORZE DELL’ORDINE.

 

Se dopo essere arrivati sino qui qualcuno crede che offuscare il traffico sia possibile solo per piccole cifre, e che prima o poi il grande fiume di denaro lo trovero’ quando arriva al grande trafficante. Illusi.

 

Siamo in un mondo nel quale un hedge fund puo’ mettere a bilancio la vera natura delle sue operazioni soltanto dopo la loro fine, e di fatto nemmeno quella: si tratta di oggetti che muovono, in una situazione contabile e giuridica che rende impossibili i controlli, migliaia di miliardi di dollari ogni anno.

 

E secondo voi, in queste condizioni, sarebbe impossibile nascondere un traffico di droga che cuba 100 volte meno? Cosa impedisce ad un mafioso di farsi un hedge fund insieme ad altri soci?

 

Potrebbe riciclare il denaro al ritmo di 5 transazioni al secondo, e in pochissimi giorni far sparire miliardi e miliardi in una babele di scatole cinesi, immerse in un enigma e avvolte nel mistero, come attualmente accade con quel tipo di entita’ finanziarie.

 

Le quali, sia chiaro, trattano SOLO moneta elettronica.

 

Chi spera nella moneta elettronica come portatore di legalita’, insomma, dimentica che:

 

1. Esistono da decenni delle forme societarie, come gli hedge fund, capaci di offuscare la reale natura delle operazioni finanziarie, pur operando al 100% mediante moneta elettronica. Su scala enorme.

 

2. La moneta elettronica si muove ad una velocita’ enorme, e compie con estrema facilita’ distanze geografiche e giuridiche impensabili per la moneta materiale.

 

3. La moneta elettronica si muove su canali cifrati, vantaggio che la moneta materiale non ha , ovvero dispone di uno strumento che rende impossibile intercettarne il movimento.

 

4. La moneta elettronica permette la transazione immateriale, rendendo cosi’ difficilissima l’osservazione della transazione sottostante.

 

Tutti i vantaggi nei quali sperano i sostenitori della moneta elettronica annegano miseramente in una di queste quattro diciture.

 

Certo, tutto lascia una traccia, si il costringere tutti di servirsi di carte di credito lascia traccia, ma nelle tasche delle banche con le mega commissioni che entreranno.

 

Conclusione: ecco il perchè il contante deve rimanere libero, non è giusto obbligare persone a dover pagare le banche con le loro transazioni, già ci salassano abbastanza direi… Ma sicuramente i nostri tecnici  e montiani e chi sostiene questo lo sanno ovvio ma che il cittadino spenda di piu’ a loro non interessa anzi!  :roll: Lo stato/banca… ha più soldi da sperperare!

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