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Enrico Letta non è TONTOLO ma gli italiani lo sono? Ecco come funziona

Scritto il alle 13:47 da Paolo Cardenà

di Paolo Cardenà-

In questi giorni si fa un gran parlare del piano del governo per attrarre in Italia investimenti esteri. Il tutto mentre non ci si preoccupa delle imprese italiane che muoiono o si trasferiscono all’estero. Per rompere un po’ la “monotonia” del format dei post pubblicati su questo blog, ho pensato di raccontarvela in maniera diversa. 

Seguitemi nel ragionamento. Nulla di complesso.

L’azienda A, italiana che opera in Italia, offre lavoro a 10 persone. Ad un certo punto della sua attività, siccome il governo italiano ha bisogno di quattrini, gli impone il 70-80% di tasse e la condanna a morte certa. Visto che le ragioni della sopravvivenza prevalgono sempre sugli impulsi della morte, il signor Rossi, titolare dell’azienda che esiste da molte generazioni, dopo tante notti insonni, un bel mattino, si alza e,con animo afflitto, decide di licenziare tutti i suoi collaboratori e trasferire all’estero la sua azienda, poiché, in quel luogo, oltre ad avere condizioni decisamente migliori per svolgere la sua attività, ottiene anche il rispetto in quanto imprende generando ricchezza,  e offrendo slancio al benessere collettivo.

Quindi, l’azienda chiude in Italia e riapre in Svizzera.

Risultato: dieci persone disoccupate in Italia che, nei prossimi anni, dovranno essere sussidiate dagli altri contribuenti rimasti in Italia. Quindi, aggravio di spese per lo stato italiano, minori consumi, calo della domanda interna, minori entrate tributarie ed aumento del debito. Perché non si hanno più introiti (che prima si avevano) per mandare avanti la macchina statale.

Sorge il problema. Ma siccome al governo ci sono tutti volponi, allora possiamo stare tranquilli.

Infatti, ecco arrivare la soluzione.

Un bel mattino Tontolo, che è ministro del governo, dopo una notte insonne passata a pensare e ripensare, prende e si alza esclamando: “Cazzo! E’ proprio vero che la notte porta consigli. Ho avuto un’idea geniale! Sai che faccio? Anziché occuparmi di quei morti di fame di imprenditori italiani che crepano e delocalizzano e per di più brutti, sporchi ed evasori, pianifico una bella campagna di incentivi a carico dei contribuenti rimasti, e così attraggo aziende estere che vorranno investire in Italia”.

 L’indomani c’è il consiglio dei ministri.

Infatti Tontolo porta l’idea al CdM e tutti gli altri tontoli, che siedono attorno al tavolo insieme a lui, salutano l’idea con grande entusiasmo, plaudendo ed esultando.

Perché, è chiaro: l’idea che ha partorito la mente illuminata di Tontolo, secondo loro, potrà consentire di avere salva la poltrona per qualche tempo in più.
Nel frattempo, il sig. Rossi, titolare dell’azienda A, prima italiana ma ora delocalizzata in Svizzera, siccome in quel luogo è stato accolto da eroe per quello che ha dovuto patire in Italia in molti anni di impresa, ha deciso di trasferire anche la sua famiglia in Svizzera. Quindi, l’eroe, oltre ad aver lasciato sul lastrico i suoi dieci collaboratori italiani e le loro famiglie, da qui in poi, spenderà in Svizzera anche il suo reddito. Stessa cosa farà la sua famiglia. 

Risultato: il Pil della Svizzera aumenta, quello dell’Italia cala ulteriormente, e con esso calano anche le entrate tributarie.

 Ma nessun problema. A raddrizzare le sorti dell’Italia ci pensa Tontolo e i suoi colleghi.

Quindi che succede? Succede che il governo vera il pacchetto di incentivi e il dott. Tontolo, insieme al suo Premier, girano il mondo (sempre a spese dei contribuenti italiani rimasti) per pubblicizzare il pacchetto di incentivi e far conoscere al mondo dell’imprenditoria in cosa consistono.

Un bel giorno Tontolo, rientrato dal Road Show, riceve una telefona.

E’ Alonzo: un tizio spagnolo che, essendo stato travolto dalla crisi spagnola e avendo terra bruciata in quel luogo, decide di cogliere al volo l’offerta del governo Italiano, trasferendosi in Italia e aprendo  un’impresa.

Siccome, in Spagna, Alonzo è stato furbo, ha anche qualche risparmio per poter iniziare la nuova attività in Italia.

Quindi si trasferisce e apre un’impresa assumendo 10 persone: lo stesso numero che aveva licenziato Il Sig. Rossi qualche mese prima.

Per Tontolo è un grande successo: arrivano capitali esteri, la disoccupazione diminuisce, ripartono i consumi e lo stato può incassare più tasse. Per gli italioti il Sig. Rossi è una merdaccia, mentre Tontolo è l’eroe nazionale. Tant’è che lo vorrebbero addirittura Presidente della Repubblica e premier ad interim. Tontolo è addirittura entrato nei sogni erotici delle donne italiote e lo vorrebbero a letto in ogni istante del giorno.

Ma c’è un problema che non viene considerato da Tontolo. Siccome è parecchio illuminato, egli crede che, la fiscalità di favore riservata per qualche anno ad Alonzo, abbia consentito di riassorbire la disoccupazione creata da quella merdaccia di Rossi. Quindi, egli ritiene che la ricchezza prodotta ora in Italia sia uguale alla ricchezza che produceva il Sig. Rossi con i suoi 10 collaboratori.

Questo non è vero! E non è vero per il semplice  fatto che Alonzo, siccome non si fida dell’Italia, contrariamente al Sig. Rossi che si fida della Svizzera, ha lasciato la sua famiglia in Spagna. Quindi, gli utili che produce in Italia vengono trasferiti in Spagna per essere spesi lì dalla sua Famiglia.

Risultato: Minore crescita in Italia, maggiore crescita in Spagna, aumento degli squilibri tra i due paesi.

Sebbene Tontolo pensi di aver risolto il problema, presto si accorge che c’è qualcosa che non va e che i conti non tornano. Le entrate tributarie non riescono a coprire le spese e decide di aumentare le tasse. Rompe il patto con Alonzo e le aumenta anche a Lui.
Un giorno Alonzo si sveglia incazzato, e si accorge che l’Italia non è troppo diversa dalla sua Spagna. Allora decide di ritornarsene là,  dove era venuto. Ma non prima di aver fatto bottino.Allora ordina grandi quantitativi di merci da fornitori italiani, le rivende sottocosto, non paga i fornitori, i collaboratori, non paga le tasse e se ne ritorna in Spagna lasciando Tontolo con il cerino in mano.

RISULTATO IN SVIZZERA: Rossi fa grandi affari, offre lavoro a 10 persone, consuma il suo reddito in Svizzera e vive come un Re, contribuendo alla ricchezza di quel luogo e allo slancio sociale delle persone che vivono in Svizzera con lui.

RISULTATO IN ITALIA: Un’impresa in meno, fornitori di Alonzo prossimi al fallimento perché non sono stati pagati, 10 disoccupati in pianta stabile, calo dei consumi, calo del gettito tributario, taglio ai costi dei servizi sociali sempre più scadenti, esplosione di debito e poi bancarotta.
E Tontolo? Tontolo ancora ministro.

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Enrico Letta non è TONTOLO ma gli italiani lo sono? Ecco come funziona, 10.0 out of 10 based on 2 ratings
2 commenti Commenta
dfumagalli
Scritto il 20 settembre 2013 at 15:27

Questa invece è la storia vera di Fúggolo, o Fúgolos come lo chiamano in Spagna.

Si alza alla mattina. Fa colazione con cibi spagnoli. Gli cade l’occhio sugli stuzzicadenti, rigorosamente ed orgogliosamente spagnoli. Si rade col rasoio europeo. Si lava i denti con lo spazzolino spagnolo. Quasi inciampa nel detersivo spagnolo. Esce di casa e sale sull’auto, in mezzo a tante auto spagnole. L’auto ben tenuta, in quanto i controlli in Spagna sono molto approfonditi ed in certe zone la Polizia la si incontra molto spesso.
Guarda ai lati della strada, i cui bordi vengono ripuliti dai rifiuti una volta la settimana e ovviamente non vede alcuna “bella di notte”.
Arriva sul posto di lavoro. La sua azienda non è spagnola, è “ex italiana”.
Infatti tale azienda, nonostante utili del 12% nel 2011 e 13% nel 2012 non ha mai trovato in Italia una banca che la finanziasse per espandere il suo capannone. Non ha mai trovato un incentivo. Ha sempre e solo trovato tasse, ingiustizie, lungaggini e corruzione.
Il padrone dell’azienda, chiamato Scrupolo, ha fatto una semplice visita oltre frontiera, dove ***le stesse banche*** che in Italia gli negavano i finanziamenti, invece lì erano perfettamente d’accordo.
Poi Scrupolo è venuto a sapere che in Spagna hanno lanciato un programma VERO, non la pagliacciata di Letta, dove le aziende che si trasferiscono pagano solo il 4% (quattro. Q U A T T R O) di tasse per 10 anni ed in seguito il 25%.
Non solo, ma se portano la propria gente, anch’essi hanno sconti, possono scaricare dalle tasse le cose più strane a partire dai costi (corsi, libri) per imparare lo Spagnolo.

Per cui Scrupolo, non deve nemmeno lasciare a casa i dipendenti, quelli che sono disposti ad espatriare con lui, godranno di lavoro, benefici ed in genere un costo della vita del 40% più basso. Se si trasferiscono in una zona specifica, pagheranno la benzina 1.1 euro al litro, l’IVA al 7%, non pagheranno mai più il gas e la corrente 52 euro a bimestre.

Arrivato in Spagna, Scrupolo scopre che c’é un MARE di piccole aziende italiane che hanno preso la stessa decisione.

Beh, ovvio, lì mica fanno certe buffonate, mica fanno leggi farsa per prendere in giro imprenditori ed investitori. Lì chi porta lavoro è riverito, non a malapena sopportato come fosse un sicuro evasore.

E Fúggolo? Dove lo lasciamo? Lui ora entra nell’azienda “Italiano-migrata” dove tutti sono italiani. Anche lui è italiano. Italiano come gli altri, italiano che non trovava uno straccio di lavoro da anni (nemmeno a raccogliere le foglie per strada) ma da quando è in Spagna (4 mesi) ha già ricevuto 3 offerte di lavoro. Sì, “l’altro Paese PIIGS” fa di queste cose.

Ancora sorpresi che i titoli spagnoli abbiano superato quelli italiani? No, eh?

Ah, quasi dimenticavo. Fúggolo sono io e questa è la storia dei miei primi mesi in Spagna.

draziz
Scritto il 21 settembre 2013 at 10:25

Confermo pienamente la novella ed il fatto che la stragrande maggioranza degli italiani gode nel farsi prendere per il… naso da chi li governa, oppure ne beneficia in un modo o nell’altro (leggi: chi gravita nel mondo della politica).

Provate ad aggiungere il fatto che vi sono decine di aziende a capitale straniero, nel settore abbigliamento tanto per fare un nome e che magari viene pure dalla Spagna…, che in Italia assumono sì ma con contratto di apprendistato, quindi contributi sociali praticamente nulli per 3 anni, hanno la sede in Lussemburgo o altra amena località, producono fuori dall’Italia ed al fisco italiano rivolgono non solo il dito medio della scultura di Piazza Affari ma anche pernacchie e sputi.

Come sempre l’attenzione del popolo bue deve essere catturata dall’imperdibile e vitale dissertazione sulla proprietà delle squadre di calcio, oppure sugli stipendi dei giocatori, finanche dalle cronache giudiziarie di personaggi più o meno integerrimi e o carismatici.
Il risultato è sempre lo stesso: il popolo italiano, sì proprio quello che si crede superiore per elezione divina (data la presenza del Papa in Roma) o per aver avuto antenati che hanno colonizzat il continente europeo circa 2000 anni fa, il popolo italiano riceve dai suoi governanti (e dalle istituzioni che agiscono per essi) solo pedate in c…lo, sputi e insulti, che altro non si può definire ciò che si sta subendo.

Morale: chi è causa del suo mal…

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