BCE TAGLIA I TASSI IL 6 GIUGNO? MA I SOLDI A NOI CHI LI PRESTA?

Scritto il alle 12:07 da Agata Marino

Non so forse è che io sembrerò ripetitiva ma vedere il governo assente, le aziende soffocate e il 40% di disoccupazione giovanile mi fa star male.

“Ma c’è qualche speranza che la liquidità vada all’economia reale?”

NO!

Non finché non si provvederà a separare le attività delle banche come succede nel mondo anglosassone, se sei una banca d’affari e non fai credito e se sei una banca di credito non fai speculazione!!!.

Ma, scusate: se foste voi a decidere cosa fare, ed il vostro mandato fosse ovviamente quello di massimizzare il profitto; cosa preferireste fare del denaro preso a prestito a tassi risibili: impiegarlo in titoli emessi da Stati sovrani, che vi garantirebbero un margine rispetto all’interesse pagato a rischio quasi nullo; o avere a che fare con aziende bisognose di liquidità?

Ho la sensazione che tutti lo sappiano e l’altra amara sensazione è che nessuno muovera un dito… della serie STATO! QUANDO OBBLIGHERAI LE BANCHE A FARE LE BANCHE? senza soldi, cioè linfa vitale per l’economia, la situazione peggiorerà sempre più, si azzera il lavoro il CONSUMISMO! LA SOPPRAVVIVENZA DEL COMMERCIO!
Tutti lo sanno.
Nessuno muove un dito.
In questo scenario la Banca centrale europea è ora tra le “banche delle banche” dei Paesi big ad avere i tassi più alti: il tasso di riferimento (quelle che le banche pagano alla Bce per chiedere soldi in prestito è allo 0,5%). Mentre il tasso sui depositi (quello che la Bce paga alle banche quando queste depositano liquidità nel conto della Bce) è azzerato.
Ora vediamo come succederà giovedi due le soluzioni:

La prima è che giovedì 6 giugno, quando come ogni primo giovedì del mese si riunirà il direttivo della Banca centrale europea, la Bce possa decidere di tagliare ulteriormente i tassi.
La seconda il prossimo taglio sarà a luglio. In ogni caso e quand’anche fosse, nasce inevitabilmente un interrogativo correlato: un ulteriore taglio avrebbe impatti sull’economia reale ma noi che ci guadagnamo?

Quasi due anni fa speravo in questi interventi sulla liquidità, scrissi diversi articoli su questo argomento, puntando le mie speranze di ripresa su questo punto ma, come detto in prime battute… La domanda si eleva… dato che il quadro economico dell’Eurozona resta preoccupante con una disoccupazione media vicina al 12% e punte di disoccupazione giovanile oltre il 40%, con un’economia in retromarcia da più di un anno.
Politici cari… cara casta… In Italia, dove quest’anno il Pil dovrebbe scendere per il secondo anno consecutivo, da inizio anno il numero di fallimenti delle imprese è aumentato nel 12%.

Tutto ciò nonostante la liquidità all’ingrosso, per quanto non costi zero come altrove, sia decisamente economica e comunque ai minimi di tutti i tempi (nei 13 anni dall’introduzione dell’euro la Bce non aveva mai prima d’ora portato i tassi allo 0,5%) cosa aspettate a fare qualche cosa?

Qui si specula su di noi…non su USA o Giappone ma su di noi Europa… con i bond dei Paesi dell’Eurozona, soprattutto dei Piigs che, per quanto giudicati a rischio dai mercati fino a qualche mese fa (e qui si potrebbero scrivere papiri), piacciono adesso perché comunque incorporati nel potenziale cappello protettivo dello scudo anti-spread. Ma soprattutto perché, dato che viviamo nell’era del breve periodo dove investitori e banche d’affari puntano ai profitti (e bonus) immediati rinviando al domani le distorsioni finanziarie dell’oggi( così gli errori si ripetono), piacciono perché offrono rendimenti decisamente più allettanti rispetto a quelli offerti dai titoli di quegli stessi Paesi che stanno pompando liquidità a go-go, che investono sull’economia reale, tipo USA.

Noi stiamo dando la possibilità solo alle banche di arricchirsi ed in tanto tutto il resto precipita…Conclusione… mai una bolla fu così evidente! Mai uno stato fu così assente, mai la casta fu così avida…

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1 commento Commenta
draziz
Scritto il 30 maggio 2013 at 14:16

Ma siamo proprio sicuri che si vogliano salvaguardare il commercio e le attività economiche in generale?
Se il tessuto economico italiano è costituito per il 90% da piccole e micro imprese quale migliore occasione che disfarsi di loro accampando la scusa della terribile crisi che tutti sovrasta?
Solo che dopo non c’è un piano industriale in grado di riassorbire l’eccedenza di manodopera la quale, seppur qualificata, sarà disponibile a basso prezzo.
Ah, già che ci siamo, proviamo anche a distruggere quella parte di eccellenza agricola che il mondo ci invidia:

“Bloomberg News: Oil Fields Under Olive Groves Offer Italy Economic Boost
Underneath the groves that make southern Italy the world’s second-largest olive oil producer, geologists have found a more lucrative liquid: Europe’s biggest onshore crude oil fields”.

ke ficata! così avremo l’indipendenza energetica!

…a proposito, pare che “qualcuno” sostenga che occorrono 18 mesi per fare le riforme di questo grande Paese.
Ottimo! O i Governi precedenti, di entrambi gli schieramenti senza eccezione alcuna, hanno devastato la situazione in maniera così irreparabile oppure lo spirito democratico ed altamente costruttivo che pervade i nostri parlamentari necessita, per agire, dello stesso tempo che si impiega per la formazione di un giovane apprendista!

intanto l’Italia è scivolata al 44° posto in quanto a competitività… ma bravi!,ottimi risultati uno via l’altro! Vale proprio la pena pagare gli stipendi parlamentari che prendete, proprio meritati!

E’ quindi “con grande e vibrante soddisfazione” che mi unisco al coro di chi chiede:
Soldi alle imprese Signori, grazie, non nelle tasche dei soliti buchi a perdere (e tra l’altro finanziati con le nostre tasse) !

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