Piazza Affari: Si allunga la lista delle quotazioni annunciate e poi sfumate a un passo dal mercato milanese

Scritto il alle 16:56 da [email protected]

 

Anche Avio nell’elenco delle quotazioni mancate.

Si allunga la lista delle quotazioni annunciate e poi sfumate a un passo dal mercato milanese. L’ultimo caso è Avio. La società posseduta per l’81% da Cinven e per il 14% da Finmeccanica aveva già programmato l’Ipo, con tanto di via libera da parte della Consob.

Dopo aver rimandato lo sbarco sul listino milanese a causa delle tensioni sui mercati, le carte in tavola potrebbero nuovamente cambiare se, come sembra, il controllo di Avio dovesse passare a General Electric.
Si allargherebbe così il novero delle società che, dopo aver puntato dritto verso Palazzo Mezzanotte, si sono bloccate proprio al momento di varcarne le porte. Il 2012 sarà ricordato come  l’anno delle quotazioni annunciate e poi smentite. La telenovelas più lunga è stata quella scritta sulle pagine bianche della Moleskine. La società produttrice del taccuino caro a Ernest Hemingway sembrava a un soffio dalla quotazione. Lo scorso settembre aveva presentato domanda ufficiale alla Consob, con la previsione di sbarcare a Piazza Affari tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Non se ne è fatto (ancora) nulla, nonostante l’azienda rappresenti un caso di enorme successo. Bastano i numeri del 2011: fatturato consolidato a 66,6 milioni (+24,8% sul 2010), margine operativo lordo a 28,6 milioni (+26,9%), utile netto consolidato a 15,8 milioni (+31,1%) e ricavi che, dal 2006 in avanti, sono cresciuti a un tasso medio del 26,2%. source
Capitolo Sea. La quotazione degli aeroporti milanesi doveva essere la maggiore Ipo del 2012. E’ stato il più grande fallimento: la sottoscrizione non ha raggiunto livelli accettabili. Scarsa appetibilità dell’investimento o bassa fiducia nella Borsa? Di certo Piazza Affari ha perso terreno: in dieci anni, nella classifica delle borse mondiali, è sprofondata dal nono al ventesimo posto. In questo fuggi fuggi generale, brilla un’eccezione: il settore del lusso. Negli ultimi due anni, le quotazioni di maggiore successo sono state quelle di Salvatore Ferragamo (lo scorso anno) e Brunello Cucinelli (nel 2012). La performance del re del cashmere, unita all’andamento di Zucchi (miglior titolo del 2011) ha rilanciato gli appetiti di alcuni marchi legati alla moda.
Tra le 50 aziende quotabili nel settore del lusso, Pambianco piazza sul podio Dolce&Gabbana, Giorgio Armani ed Emenegildo Zegna. E quando si parla di borsa spunta sempre il nome di Moncler. L’azienda ha già rinviato la quotazione grazie anche a un accordo con Eurazeo, entrato nel capitale come primo azionista, ma continua a guardare a Piazza Affari. I precedenti sono allettanti ma resta da capire se la recente moria di quotazioni condizionerà le scelte future.

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