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Borse e investimenti: Pictet nessun ritorno senza volatilità

Pictet…nessun ritorno senza volatilità

Dopo l’analisi sui nostri principali indici di Borsa che potete leggere QUI Parliamo di un argomento che interessa a molti.

Traumatizzati dal ricordo del dimezzamento del 50% nei mercati azionari più meno di un decennio fa, gli investitori hanno sviluppato un “in-built aversion” per il perdurare di un’estrema ed eccessiva volatilità.

La loro frenetica ricerca di stabilità ha portato a massicci flussi di capitali verso i mercati obbligazionari ed un costante indebolimento verso il flusso ai mercati azionari.
Quali sono le attuali prospettive di rendimento delle principali asset class su un orizzonte temporale di 10 anni?
Un rapido sguardo a queste aspettative, porta all’inevitabile conclusione, che tali attività, considerate a suo tempo sicure, sono ora valutate a livelli, che quasi certamente implicano dei rendimenti negativi al netto dell’inflazione nel prossimo decennio.
Attività percepite come più rischiose, pur non offrendo rendimenti eccezionali, saranno probabilmente in grado di mantenere il loro potere d’acquisto su questo orizzonte. Ovviamente, non esiste una cosa come un pasto gratuito.
In un periodo di repressione finanziaria, l’obiettivo dei governi è quello di trasferire ricchezza dai creditori ai debitori.
L’inflazione è uno dei mezzi per raggiungere tale fine.
Questo è vero negli Stati Uniti, dove i rendimenti Inflation-Linked Bond del Tesoro sono negativi per tutte le scadenze fino a 20 anni.
La pace mentale non è mai stata più costosa da realizzare a memoria d’uomo.
La scelta alternativa di attività reali, principalmente azioni, certamente risulterà più attraente a lungo termine, ma solo a costo di elevata volatilità.
In effetti, fino a quando continuerà la battaglia per rigonfiare le economie occidentali, ma soprattutto sarà stata decisamente vinta, le attività che beneficiano di questo scenario, soprattutto con azioni, che dovrebbero rimanere molto volatili.
In particolare, nuove scosse fino ad un probabile 30% nei mercati azionari non si possono escludere.
I rimbalzi che seguiranno a queste recessioni, saranno ancora più spettacolari.

Dall’inizio dell’anno, il nostro scenario di investimento è previsto con un consistente aumento della volatilità.
L’opposto invece, s’è verificato a causa del forte attivismo delle banche centrali. 
Tuttavia, i rischi macroeconomici restano elevati e fattori endogeni continuano a segnalare un aumento della volatilità nel 2013. 

Pertanto, un’attenuazione della volontà politica nelle economie sviluppate per gestire il ciclo di deleveraging, o eventuali problemi nella transizione dell’economia cinese verso i consumi e servizi, rischia di portare ad un ritorno brutale della volatilità.
Il nostro consiglio, in questo contesto è quello di aiutare i nostri clienti strutturare le loro attività in modo da essere pronti a passare attraverso questi periodi di instabilità con calma. Tali periodi devono essere visti come opportunità, e sarebbe sbagliato cercare di eliminare il rischio di volatilità a tutti i costi, che uccide le prestazioni, nel medio termine.
di Yves Bonzon … Chief Investment

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