Argentina, possibile default tecnico il 15 dicembre: Il tribunale federale di New York ha imposto a Buenos Aires di rimborsare 1,3 miliardi di bond in scadenza a dicembre

Scritto il alle 09:18 da [email protected]

 

Argentina, possibile default tecnico il 15 dicembre.

Il tribunale federale di New York ha imposto a Buenos Aires di rimborsare 1,3 miliardi di bond in scadenza a dicembre, emessi sotto la legge americana, che non rientrarono nel 2001 nel piano di ristrutturazione richiesto dal governo.

Si avvicina lo spettro del default tecnico per l’Argentina, e ne risentono oggi i mercati finanziari sudamericani dopo la decisione del tribunale federale di New York, che ha ordinato al paese di risarcire i detentori di obbligazioni che non avevano aderito, dopo il default del 2001, alla ristrutturazione imposta dal governo sui titoli di stato.

Il giudice Thomas Griesa ha quindi ordinato il risarcimento, che ammonta a circa 1,3 miliardi di dollari, a favore di fondi speculativi che invece Buenos Aires ha sinora tentato di discriminare, innescando la denuncia dei detentori. source
L’Argentina rischia quindi di non riuscire a pagare la tranche in scadenza, pari a 3,14 miliardi di dollari, che aveva in programma di versare per bond e interessi che matureranno il 15 dicembre.
L’unica speranza, per Cristina Kirchner, sarebbe quella di ottenere ragione in appello.
In avvio delle contrattazioni, i warrant denominati in dollari indicizzati al Pil perdono l’8,8%, mentre quelli denominati in Pesos scendono del 4,9%.
In forte calo anche il mercato azionario, che cede il 2,9%. Secondo Alberto Bernal, di Bulltick Capital Markets, la sentenza del tribunale di New York aumenta le possibilità che l’Argentina faccia default sui warrant e altri bond emessi in base alla legge di New York.

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8 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 23 novembre 2012 at 10:32

In un analogo post di Dream Theater ho scritto:
“Non sono un legale ma mia moglie si e quindi “mastico” legalese da anni.
Ma scusate…da quando un Giudice distrettuale di Manhattan, equivalente ad un nostro TAR, può obbligare una Stato sovrano estero a fare alcunche??
Guardate che il Governo Argentino e la sua banca centrale possono semplicemente fare al Giudice di NY una pernacchia e fregarsene, al limite questo Giudice può agire bloccando fondi e proprietà fisicamente presenti nella sua giurisdizione dovendo però prima rivolgersi ad una Corte federale USA trattandosi di un provvedimento contro Stato estero che coinvolge quindi il Ministero degli esteri che è parte del governo Federale USA.
Non è che, supponiamo, se il TAR della Lombardia decide che alcuni ricorrenti di Milano hanno ragione contro una finanziaria Turca, quindi extra-UE (stesso per l’Argentina che non è parte degli USA!), questo TAR possa andare in Turchia a confiscare, dettare legge etc…

A mio modesto avviso avete preso una cantonata, questa è una non-notizia, ritengo la sentenza di un Giudice locale USA del tutto ininfluente, salvo appunto confische in loco (quel distretto della città di New York), verso le incombenze del governo Argentino.
Approfondirò”

Poi vengo qua e leggo che si tratterebbe di un Tribunale Federale.
Ma allora, è una decisione di un Tribunale Federale o di un Tribunale distrettuale?!
In entrambi i casi la differenza è ben poca, rimangono sentenze interne degli USA che non hanno alcun corso legale in Argentina.
Credo che qualcuno debba ripassarsi le nozioni base di “Stato Sovrano” e “Diritto Internazionale”.
Per restare in Argentina faccio un esempio: l’ex claciatore Diego Maradona, cittadino Argentino, è stato SUPER-condannato da qualuneu ordine e grado di Tribunale Italiano x evasione fiscale: morale SOLO se mette piede in Italia, entrando quindi nella giurisdizione nazionale Italiana, il sistema legale, Equitalia, la finanza e tutto l’ambaradàn possono agire…altrimenti NULLA POSSONO al di fuori dei confini nazionali.
Lo stesso vale per gli USA e tutti gli Stati sovrani riconosciuti.

Vi rinfresco un pò la memoria: :-)

1. Riconoscimento di Stati

a) Nozione

Il riconoscimento di uno Stato secondo il diritto internazionale pubblico è la dichiarazione della volontà di uno Stato di riconoscere un’altra comunità sovrana come “Stato” nel senso del diritto pubblico internazionale. Si tratta di un atto di volontà unilaterale: per principio, ogni Stato decide perciò secondo il proprio libero apprezzamento se riconoscere o meno un altro Stato.

b) Significato

In pratica, il riconoscimento è di rilievo soprattutto nei casi in cui, nell’ottica del diritto interna-zionale pubblico, l’esistenza di un (nuovo) Stato è dubbia, ad esempio se quest’ultimo si è costi-tuito per secessione territoriale o è sorto in seguito al crollo o al frazionamento di uno Stato esi-stente.
Dopo la conclusione del processo di decolonizzazione, il riconoscimento di Stati ha certamente perso importanza. Ha tuttavia riacquistato attualità negli anni ’90 con la comparsa di parecchi nuovi Stati sul territorio dell’ex Unione Sovietica e dell’ex Repubblica socialista federativa di Jugoslavia. Attualmente si contano in genere 190 Stati riconosciuti secondo il diritto pubblico internazionale.

c) Forma

Il riconoscimento può essere espresso o implicito (tacito), di fatto o di diritto. In pratica, gli Stati riconoscono generalmente un altro Stato mediante una dichiarazione espressa rivolta, ad esem-pio, al governo di quest’ultimo.

d) Presupposti

Uno Stato può essere riconosciuto come tale soltanto se ne presenta le caratteristiche secondo il diritto internazionale pubblico. Conformemente alla dottrina predominante, gli elementi costitu-tivi che occorrono a tal scopo sono tre: territorio, popolo e potestà pubblica (ossia un governo effettivo ed indipendente verso l’esterno come verso l’interno, quale espressione della sovranità dello Stato). Per l’attribuzione della qualifica di Stato sono determinanti unicamente le circostan-ze effettive (“principio dell’effettività”).
Giuridicamente, il riconoscimento non è valido se avviene prima che siano adempiuti tutti i pre-supposti necessari (riconoscimento prematuro) o se è contrario al diritto internazionale pubblico. Con un riconoscimento prematuro, uno Stato infrange il divieto d’ingerenza negli affari interni di altri Stati.(art. 2 n. 4 Statuto delle Nazioni Unite).

e) Effetti giuridici

Secondo la prassi attuale, il riconoscimento di uno Stato ha carattere declaratorio: lo Stato rico-noscente dichiara che, a suo avviso, quello riconosciuto debba considerarsi “Stato” nel senso del diritto internazionale pubblico e quindi soggetto di quest’ultimo. In teoria, la questione giuridica, se uno Stato non diventi tale soltanto grazie al riconoscimento (che avrebbe quindi un effetto costitutivo) è tuttora oggetto di discussione. In pratica, l’esistenza di uno Stato è tuttavia indipen-dente da qualsiasi riconoscimento. È determinante unicamente la presenza o meno degli elementi costitutivi dello Stato secondo il diritto internazionale pubblico (popolo, territorio e governo).
Recentemente, gli Stati adottano con frequenza la prassi di far dipendere il “riconoscimento” dal-l’adempimento di determinate condizioni relative, ad esempio, all’osservanza dello Statuto delle Nazioni Unite o al rispetto dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti dell’uomo. Sotto l’aspetto del diritto pubblico internazionale, questi non sono tuttavia criteri applicabili al ricono-scimento, bensì condizioni di natura politica formulate in vista di istaurare rapporti tra gli Stati.
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La chiave di lettura è questa:
” territorio, popolo e potestà pubblica (ossia un governo effettivo ed indipendente verso l’esterno come verso l’interno, quale espressione della sovranità dello Stato)”
Siccome gli USA e l’Argentina si riconoscono reciprocamente come Stato Sovrano RICONOSCONO ANCHE LA RISPETTIVA PODESTA’ PUBBLICA IN MATERIA CIVILE E PENALE.
Quindi a meno che non si dichiarino guerra quel che ha deciso il Giudice distrettuale di Manhattan o la Corte Federale di NY (decidetevi)….NON CONTA UNA MAZZA in Argentina.
E’ a solita speculazione costruita sul nulla.
Saluti

Scritto il 23 novembre 2012 at 11:28

Alla faccia del commento! Visto che digito col cell, volevo sottolineare soltanto l’assoluta correttezza del blog…. riportiamo le news che ci sembrano d’interesse collettivo, lasciando ai singoli lettori il merito di giudicare la fattibilità o l’evoluzione di una simil situazione. Cmq grazie per l’articolazione del tuo commento.

janiejones
Scritto il 23 novembre 2012 at 14:42

carloscalzotto@finanza,

janiejones
Scritto il 23 novembre 2012 at 14:42

Prima di scrivere trattati su fatti che col tema in questione c’entrano zero, una semplice domanda alla moglie avvocato: la causa in questione dura da dieci anni, pare che l’argentina (scritto volutamente minuscolo) si sia accordata coi suoi avvocati per un compenso di 20 milioni l’anno, quindi secondo lei se non era soggetta a quella giurisdizione perché non si è avvalsa del difetto di giurisdizione subito (e non lo ha fatto neanche adesso)? Sa cos’è una offering circular? Sa che fu lo stesso Lavagna, l’ideatore della truffa del secolo, a invitare chi non stava a farsi derubare a rivolgersi ai tribunali competenti? Sa che nelle offering circular per piazzare la sua cartaccia l’argentina rinunciò all’immunità? Sa che in Germania ci sono almeno mille sentenze passate in giudicato che condannano l’argentina a pagare? Sa che esiste una fregata argentina sequestrata in Ghana proprio perché rinunciarono all’immunità? Sa che l’argentina fa default in media ogni dieci – dodici anni? Sa che lo scenario più probabile è quello del default tecnico con pagamento dei cds? Legge i giornali argentini e capisce quello che scrivono?
Esistono anche in Italia mezzi per documentarsi sulla situazione prima di tranciare giudizi del tutto inappropriati, basta cercare

Scritto il 23 novembre 2012 at 18:02

Io mi auguro ardentemente che si risolva questa situazione…… Anche perché purtroppo anche io sono Coinvolta e non ho aderito Alla conversione .. Faccio parte dei tanti sfigati che hanno comprato i Bond argentini insomma.

janiejones
Scritto il 23 novembre 2012 at 19:05

http://www.lanacion.com.ar/1529463-fuerte-malestar-e-inquietud-de-la-presidenta

Come mai se la sentenza conta zero la presidenta sta così male?

Scritto il 24 novembre 2012 at 14:07

janiejones@finanza:
http://www.lanacion.com.ar/1529463-fuerte-malestar-e-inquietud-de-la-presidenta

Come mai se la sentenza conta zero la presidenta sta così male?

Se non ci fossero stati gli estremi. Appunto. Non ci sarebbe stata nessun tipo di azione legale

Scritto il 24 novembre 2012 at 14:08

Incrociamo le dita e speriamo che finalmente questa saga del bond argentini finisca.

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