Salvataggio di Monte Dei Paschi continua, ma chi salva i nostri soldi?

Scritto il alle 11:26 da Agata Marino

Ecco un altro bel piattino servito alla mensa (sobria) dei banchieri. Ossia, lo Stato, cioè noi, elargiremmo al MPS 3,4 mld. per cosa?

Perchè poi un artigiano, un commerciante, una coppia vadano a chiedere un fido o un mutuo e sentirsi rispondere che prestare i soldi ad essi “è un rischio troppo elevato per la banca”?
Ovvero, io cittadino ti foraggio i vari D.G. o A.D. che dir si voglia, nelle loro speculazioni sballate per i risparmiatori (non per loro, beninteso….) e poi, tu banca, non mi impresti i soldi che io ti ho dato?
E se non mi vuoi prestare i soldi a che titolo io dovrei elargirteli attraverso le mie tasse? Forse con tale operazione Monti pensa che i malati di SLA, il Sulcis, l’ILVA, i giovani senza lavoro, gli esodati, la penisola che frana per uno sputo, e quant’altro di grave c’è nel paese, possa sempre venire “dopo” alle esigenze dei vari Profumo di turno?
Che cosa gli ha raccontato Passera di ritorno dalla Sardegna? Forse che: “va tutto ben, madama la marchesa”?

In un anno di governo Monti il debito è passato da 1.916 a 1.976 miliardi di euro, con un incremento di 60 miliardi di euro, ovvero dal 120,7% di Debito/Pil al 126,40%.

La Bce ha dato alle banche europee 1,3 mld. di euro di cui una bella fetta alle banche italiane, senza contare i 4 mld. di euro regalati in sordina alla fallita MPS subito dopo data per “immondizia” dalle agenzie di rating, nonché i 2 mld. di euro subito rimborsati alla “business bank” curata dal figlio di Mario Monti.

Una sola domanda: Dove sono finiti tutti i soldi delle tasse degli ultimi 365 giorni?

Quello che dobbiamo capire che il paese va salvato si, ma da Monti, Passera e da tutti i  banksters che rappresenta e bisogna farlo prima che sia troppo tardi.

Ora vi inserisco questo interessante articolo del blog Vincitori e Vinti

IL SALVATAGGIO DEL MONTE PASCHI: LA TRUFFA CONTINUA.

di Paolo Cardenà-La domanda è questa: voi comprereste, con i soldi sudati con il vostro lavoro,  qualcosa che paghereste 5 volte il suo valore? Penso che nessun cretino  al mondo sarebbe disposto a spendere tanto, per una cosa che potrebbe essere acquistata sul mercato al prezzo ridotto ad un quinto.Questo ragionamento, fin troppo banale e scontato, sembra non interessi al Governo italiano che, nell’ambito del salvataggio della Banca Monte Paschi di Siena e del quale, proprio in questo sito, si sono raccontate le vicende e gli scandali legati ai vari salvataggi, sembrerebbe sia disposto a pagare 5 volte il suo valore. Ma d’altra parte, quando si tratta di spendere i soldi dei sudditi martoriati da tasse, perché soffermarsi su banali dettagli di economicità di spesa? E poi noi mica siamo uno Stato in fallimento! E quindi possiamo permetterci di spendere e spandere come meglio ci pare, avrà ragionato il Governo. Tanto c’è Pantalone che paga. Peccato che Pantalone, ossia il contribuente italiano, si è rotto le scatole di pagare e strapagare per tutti, e per mantenere i parassiti di stato e i ladroni che hanno condotto il Paese alla deriva, banche comprese. 

Ma senza perderci troppo su questi spiccioli dettagli ideologici, venendo alla vicenda che ci occupa, del salvataggio  del MPS abbiamo già parlato numerose volte in passato  e, in un precedente articolo,   ho già scritto come funzionano i Monti Bond.

In pratica, riassumendo, la banca che dovesse necessitare dell’aiuto di Stato (in questo caso MPS), emette delle obbligazioni che vengono sottoscritte dal Ministero del Tesoro. Quindi, in buona sostanza, è un prestito a tutti gli effetti che lo Stato concede alla banca. Ora, contrariamente a quanto avveniva in passato per i precedenti Tremonti Bond, la banca, anche in caso di perdite, dovrà corrispondere al Tesoro degli interessi sul “prestito ricevuto”; ma potrà farlo attribuendo al tesoro delle azioni della Stessa banca. In pratica, il senso è un po’ questo: tu stato mi aiuti finanziariamente per 3.4 miliardi di euro, e se io banca non dovessi produrre utili idonei a pagarti gli interessi sul prestito che mi hai concesso, comunque, ti darò azioni della banca a titolo  di interessi sul prestito.

 

Bene, anzi male! Perché, in pratica, lo Stato da alla banca soldi freschi e in cambio, in caso di perdite, riceverà carta straccia. Ad ogni buon conto, se siete arrivati a questo punto e non avete smesso di leggere, non desistete proprio ora perché qui arriva la parte più importante del ragionamento.

Ipotizziamo ora che questa cedola sia di circa il 10% annuo e che pertanto al Tesoro spettino,  a titolo di  interessi, circa 340 milioni di euro, ossia il 10% di 3.4 miliardi di euro di aiuti. La domanda che ci si pone è questa: quante azioni verranno attribuite al Tesoro?

Sembrerà elementare la risposta da dare, soprattutto in considerazione del fatto che MPS, essendo quotata in borsa, ha un prezzo giornaliero che ne dovrebbe esprimere il  valore e che è di circa 0.20 centesimi per azione. E questo, è ciò che sarebbe logico intuire, ossia:  tu MPS, mi paghi gli interessi attribuendomi azioni al valore del prezzo di mercato, o giù di lì.

 

Ma  anche una banale normalità di ragionamento e di onesta nei confronti del contribuente flagellato da tasse, sembra essere sfuggita del tutto ai fenomeni che ci governano, tant’è che, secondo il tenore del disposto normativo che introduce i Monti Bond, sembrerebbe che queste azioni dovrebbero essere attribuite, non secondo il valore di mercato (20 centesimi per azioni), ma secondo il valore di iscrizione ai libri sociali (circa 1 euro per azione): ossia 5 volte l’effettivo valore. Quindi lo Stato, ovvero il contribuente, pagherebbe  la partecipazione nell’azionariato della banca senese cinque volte il valore di mercato,  che tradotto significa una minor presenza (in termini di azioni possedute)  nell’istituto senese.

 

Nei giorni scorsi, secondo quanto riportato da varie fonti di stampa, questa scandalosa vicenda è saltata anche agli occhi della Commissione Europea e stando a quanto riportato da IlFatto:

La Commissione europea continua ad essere contraria all’obbligo di pagare le cedole con azioni valorizzate in base al patrimonio netto nel caso in cui il bilancio della banca si chiuda in perdita”. Anche perché si tratterebbe di una violazione della concorrenza: con una quotazione di 20 centesimi per azione, il mercato attribuisce al Monte dei Paschi un valore di circa 2,4 miliardi di euro, ovvero un quarto dell’intero patrimonio netto di gruppo (10 miliardi a fine settembre).Se, quindi, si usasse come parametro il patrimonio netto come vorrebbe il Tesoro e, di conseguenza, il valore di libro delle azioni che è di circa 1 euro, lo Stato in un anno di mancato pagamento in contanti avrebbe una quota della banca vicina al 3,5 per cento. Ma alle quotazioni attuali, se il parametro usato fosse, come vuole l’Ue, il prezzo di mercato, la quota per il Tesoro sarebbe vicina al 15 per cento.Secondo i tecnici di Bruxelles, in parole povere, il decreto varato quest’estate implicherebbe il pagamento da parte del Tesoro di una specie di “premio” per salvare la banca accettando azioni al valore di libro invece che al valore di mercato. Uno scenario in contrasto con le più recenti regole europee sugli aiuti di Stato alle banche indicate dalla Commissione, che chiede ai Paesi membri di limitare gli interventi “al minimo necessario” e di evitare “indebite distorsioni della concorrenza” (comunicazione 8744 del 2011, in vigore da gennaio 2012).

Al di là dello scandalo degli aiuti di stato al Monte Paschi  che sembra non ancora esaurirsi e del quale continuerò ad aggiornarvi, giova ricordare che Mario Monti è stato Commissario europeo alla concorrenza fino al 2004, e non si comprende le motivazioni alla base di uno scivolone del genere in tema di aiuti di stato,  da parte di un soggetto che dovrebbe ben conoscere le regole relative alla concorrenza nel contesto europeo. Ma si sa, gli interessi delle banche, talvolta,  confondono e offuscano la mente.

 

 

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6 commenti Commenta
hoffy
Scritto il 22 novembre 2012 at 11:52

su directa oggi è uscito questo
Gli analisti della sim milanese hanno rivisto al ribasso del 15% la redditività prevista per il periodo 2013-2015, dopo che gli ultimi conti trimestrali avevano presentato un minor margine di interesse. Per quest’anno è stata ridotta la stima degli interessi attivi da -9% a -11% e del 2% in media per il periodo 2013-2014. La decisione è stata motivata dal fatto che il margine di interesse Mps è più esposto allo scenario di tassi a breve sui minimi, dato che anche il rendimento del portafoglio di carry trade (25 miliardi) è stato convertito a tassi variabili (rendimento medio di circa lo 0,3%).

Nonostante tutto però, dopo il rosso registrato ieri, oggi in avvio il titolo Mps è partito in deciso rialzo (+1,70%) con gli investitori rassicurati dalle parole del presidente Profumo sui Monti-bond.

rassicurano! ahahah anche perchè il titolo più giu’ di così dove può andare?

ilcuculo
Scritto il 22 novembre 2012 at 12:14

UNA BANCA COMUNQUE SI REGGE SU I RISPARMIATORI CHE CI METTONO DENTRO I LORO SOLDI.

QUINDI CHI METTE ANCORA SOLDI IN MPS ?

QUALE CITTADINO ITALIANO SANO DI MENTE AVENDO UN CONTO IN MPS NON SI PRESENTA SUBITO A CHIUDERE IL CONTO E TRASFERIRLO ALTROVE ?

Scritto il 22 novembre 2012 at 12:15

Bhe se pensi cosa hanno fatto oggi i nostri governanti per proteggere le banche: Tobin tax, ecco come il governo cambia la legge per salvare le banche
Dopo le pressioni dei grandi istituti di credito italiani, l’esecutivo mette mano alla norma con l’aiuto di Consob. Niente imposta sui derivati, pagheranno soltanto i risparmiatori. Risultato? Lo Stato incasserà 100 milioni di euro invece del miliardo previsto prima del restyling

Scritto il 22 novembre 2012 at 12:17

ilcuculo@finanza,

Quando hai il cerino in mano che vuoi trasferire… La cenere?

kry
Scritto il 22 novembre 2012 at 17:20

Ma se lo stato ha già versato 3,4 miliardi e il mercato la valuta 2,2 miliardi perchè fare i conti su una percentuale d’interesse. Prendila tutta o al limite mettici altri 2,2 miliardi e fai un OOA ( Offerta Obbligatoria di Acquisto ) sul 100% del capitale e i Titoli di stato in portafoglio si azzerano riducendo il debito pubblico. Troppa fantasia? Volere è potere.

Scritto il 22 novembre 2012 at 19:09

Non entro in merito alla “vostra diatriba” ed avendo come regola immediata un senso pratico delle cose … dico solo che se il focus del “disastro di Siena” s’accentra sugli aiuti di Stato….il titolo in futuro potrebbe avere una “scossa” grafica.

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