Depito pubblico: mancano cinque miliardi e verrà raggiunta la soglia record di 2000 miliardi di Euro.

Scritto il alle 17:46 da Agata Marino

Meno di cinque miliardi ancora e poi il debito italiano avrà raggiunto la soglia record di 2 mila miliardi di euro.

Monti fra poco annuncierà altre tasse e imposte non rendendosi conto che il Paese è esanime. Considerarlo un criminale probabilmente è utilizzare a questo punto un eufemismo :roll: .

Appena la gente si renderà conto di quello che verrà a pagare a dicembre per l’IMU cominceranno le prime vere proteste.

Purtroppo in Italia siamo sempre lenti, lenti, molto lenti a reagire.

Siamo arrivati quasi a 2000, un tetto la cui rottura è ormai scontata, ci stiamo avvicinando sempre più all’ipotesi che avevamo sviluppatp a febbraio, manca veramente poco( potete leggerla andando QUI).

Probabilmente già il dato di novembre sarà oltre il limite.

Per ora la Banca d’Italia, nel suo bollettino mensile sulla finanza pubblica, ha certificato che a ottobre il debito pubblico italiano ha raggiunto i 1.995,1 miliardi di euro. Nei primi nove mesi dell’anno è salito di quasi 90 miliardi di euro (88,4 miliardi per la precisione). Come ipotizzavamo sempre a febbraio l’aumento del debito non è tutto dovuto all’andamento dei conti pubblici, ossia alla necessità di reperire risorse sul mercato per rimpinguare le casse dello Stato e metterle in condizione di pagare le spese della pubblica amministrazione.

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Ecco ansa

Nei primi nove mesi del 2012 le entrate tributarie sono state pari a 280 miliardi, in aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel solo mese di settembre le entrate sono state pari a 22,6 miliardi, sostanzialmente invariate.

L’incremento riflette, oltre al fabbisogno del mese (11,6 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, detenute presso la Banca d’Italia e in impieghi della liquidità (8,6 miliardi). Nei primi nove mesi dell’anno l’incremento del debito (88,4 miliardi) riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (61,9 miliardi), l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (21,7 miliardi) e l’emissione di titoli sotto la pari (5,2 miliardi). Nei primi nove mesi del 2012 il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche è stato superiore di 0,9 miliardi a quello registrato nello stesso periodo del 2011 (61,0 miliardi). Escludendo le erogazioni in favore della Grecia (5,0 miliardi nel 2011), la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’European Financial Stability Facility (EFSF – 2,2 miliardi nel 2011 e 17,1 nel 2012) e le misure relative alla Tesoreria unica (che hanno comportato nel 2012 il riversamento nella Tesoreria centrale di 9,0 miliardi da parte degli enti decentrati), il fabbisogno del 2012 sarebbe in linea con quello del 2011.

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Il fabbisogno, che registra quanti soldi mancano in cassa al Tesoro rispetto alle entrate per finanziare le spese, è stato nei primi nove mesi dell’anno di 61 miliardi. Altri 21,7 miliardi di titoli pubblici che hanno aumentato il debito, sono stati emessi solo per accumulare una disponibilità liquida aggiuntiva sul conto del ministero dell’Economia presso la Banca d’Italia.Source

Un cuscinetto di sicurezza per eventuali imprevisti di fine anno.

Come per esempio una richiesta di soccorso della Spagna ai partner europei. Se Madrid dovesse bussare alla porta dell’Esm, il fondo salva stati dell’Unione Europea, Roma dovrebbe mettere immediatamente mano al portafoglio. Poco più di un mese fa, era stato il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, a quantificare il probabile esborso per il governo italiano. Il salvataggio di Madrid peserebbe per circa 1,5 punti percentuali di Pil all’Italia. Significa un esborso di cassa di circa 18 miliardi di euro.

La possibile richiesta di aiuti della Spagna è stata più volte quantificata in 100 miliardi di euro. La quota di pertinenza dell’Italia, che partecipa all’Esm con una partecipazione del 17,9%, sarebbe appunto di 18 miliardi.

Per ora Madrid sta cercando in tutti i modi di evitare il salvataggio europeo. Il premier Mariano Rajoy, ha sempre affermato che deciderà sul ricorso agli aiuti solo al momento giusto. In realtà prima di accedere al progamma europeo e al salvagente della Bce tramite l’Omt (l’acquisto di titoli sul mercato secondario), vuole sapere esattamente a quali condizioni dovrà sottostare il suo governo.

Oggi, intanto, da Madrid è arrivata qualche buona notizia. Il disavanzo statale è sceso a fine settembre al 4,39% del Pil, al di sotto non solo dell’obiettivo del 4,5% fissato con la Commissione europea ma anche del 4,77 per cento registrato alla fine di agosto. L’obiettivo ufficiale per il deficit pubblico spagnolo, che comprende anche il debito delle regioni autonome, dei comuni e degli altri enti pubblici, è quello di scendere al 6,3 per cento del Pil, ben lontano dall’8,0 per cento stimato dalla Commissione europea nelle ultime previsioni economiche. Per Rajoy, insomma, si cominciano a vedere i risultati delle pesanti misure di aggiustamento attuate nei primi dieci mesi della sua amministrazione.

Roma intanto mette munizioni da parte. Come ha fatto anche lo scorso anno. L’ennesima. Fino ad oggi lo sforzo finanziario del Tesoro italiano per sostenere i paesi in difficoltà è stato enorme. Quattro punti percentuali di Pil di debito in più, oltre 60 miliardi di euro. Solo quest’anno, ha ricordato la Banca d’Italia, l’esborso per le quote di partecipazione ai fondi di salvataggio, è stata di oltre 17 miliardi. Esborsi che si sono fatti sentire sul fabbisogno di cassa.

In realtà, Grilli ha tamponato l’emergenza facendosi consegnare da Comuni, Regioni e Province, i soldi depositati presso il sistema bancario (9 miliardi di euro). Tuttavia, ha spiegato la Banca d’Italia nel suo bollettino, depurando il dato dagli aiuti e dall’accentramento della tesoreria degli enti locali, il fabbisogno sarebbe praticamente in linea con quello dello scorso anno. Non è una gran buona notizia.

Per poter iniziare ad abbattere il debito pubblico, lo Stato ha bisogno di generare cassa. Per ora, nonostante il buon andamento delle entrate tributarie (+2,8%), continua a bruciarla. Nei primi nove mesi, come detto, il fabbisogno è stato di 61 miliardi. Nella sua prima versione, quella di aprile, il Def (il documento di economia e finanza) puntava a raggiungere quota 26 miliardi a fine anno. Ormai un miraggio.

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1 commento Commenta
kimock
Scritto il 28 novembre 2012 at 14:50

E’ una vecchia storia…gli stati dovrebbero emettere moneta loro non gravata già in parenza da debito..ma e’ troppo facile?
Su ogni banconota stampata e girata allo stato questa viene emesse già gravata di interesse alla partenza… e il debito aumenta in maniera esponenziale, ,ma questi bocconiani non la capiscono.
Pure io che non sono laureato ero capace di fae quste manovre: metto una tassa sulla casa..diciamo stangata..poi aumento le accise, tasso i conti correnti..ora faro’ pagare la sanità ecc. aumento i bolli macchia, ma ci vogliono laureati per questi?
Penso la gente sia stufa di tutto cio..i nostri politici non gli frega un tubo del reale..un esempio?
Possibile che su una bolletta elettrica diun consumo effettivo di 60 euro di luce alla fine mi tocca pagarne 140 per una serie di balzelli che non ho ancora capito che cavolo sono?

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