Secondo Confcommercio, per le imprese italiane la corrente elletrica per uso industriale, è più cara del 35,6% rispetto alle concorrenti europee, in pratica ogni azienda paga un balzello di 2.259 euro in più all’anno. Il trend è in continuo aumento, infatti nel 2009 il divario era fermo al 26,5 per cento, in soli due anni c’è stato un balzo di 10 punti, la causa è la pressione fiscale.
le tasse versate a vario titolo incidono infatti per il 21,1 percento sulla determinazione del prezzo finale dell’energia. In Italia si pagano 4,65 euro d’imposta per ogni 10 kwh consumati. Un costo altissimo se paragonatio ai 3,51 della Germania, l’1,42 della Francia, lo 0,71 della Spagna o, addirittura, lo 0,47 della Gran Bretagna.
Questo Gap incide molto sulle piccole e medie imprese, che sono in maggior parte nel territorio della nostra Penisola, motivo in più per fare qualcosa di concreto per aprire alla vera concorrenza nei settori dell’elettricità e del gas.
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