Utile netto in calo per Unicredit, che nel primo semestre si attesta ad 1,1 miliardi di euro in calo del 18%. Mentre nel secondo trimestre l’ utile netto è di 169 milioni, un calo del 66,9%. Il Core Tier 1 del titolo di Piazza Cordusio, è sopra i requisiti richiesti da Basilea, al 10,4%.
Unicredit
Unicredit ha archiviato il secondo trimestre del 2012 con un utile netto in calo del 66,9% a 169 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il dato è inferiore alle attese del mercato ferme a 302 milioni di euro. Nel primo semestre i profitti sono scesi del 18% a 1,1 miliardi di euro, di cui 477 milioni dal riacquisto di obbligazioni Tier I e UpperTierII nel primo trimestre dell’anno. Nei primi sei mesi a livello operativo il risultato è stato pari a 5,8 miliardi di euro, in aumento del 3,1%. I risultati, si legge nella nota diramata da Piazza Cordusio, sono stati da una parte sostenuti dal calo del 2,6% annuo dei costi operativi a 7,6 miliardi e dall’altra hanno risentito negativamente del peggioramento della situazione italiana, con accantonamenti su crediti in progresso del 23,6% a 3,3 miliardi su base annua. In flessione dello 0,2% i ricavi che si sono attestati a 13,4 miliardi di euro. Il margine d’intermediazione nel primo semestre ha mostrato una flessione dello 0,2% a 13,4 miliardi di euro rispetto all’esercizio precedente. In calo del 3,9% il margine d’interesse che è stato di 7,5 miliardi mentre nel II trimestre è risultato pari a 3,7 miliardi di euro. Le commissioni nette sono diminuite nel semestre del 5,2% su base annua a 3,9 miliardi di euro mentre le rettifiche nette sui crediti sono ammontate a 3,3 miliardi in aumento del 23,6% rispetto ai primi sei mesi del 2011.
Unicredit nei primi sei mesi presenta un coefficiente Core Tier 1 ratio pari al 10,4%, il Tier 1 ratio al 10,9% mentre il Total Capital ratio raggiunge il 13,5%. Il Core Tier 1, si legge nella nota della banca milanese, è pienamente conforme alle regole dell’Eba, ben al di sopra della soglia del 9% richiesta entro giugno 2012. fonte
Sul grafico giornaliero, abbiamo una zona di resistenza che impedisce nuovi allunghi, tra 2,93 e 3,08, il suo superamento porterebbe ad un obbiettivo da undividuare a 3,25/3,265 circa. La perdita in chiusura giornaliera di 2,57 invece, porterebbe allunghi a ribasso fino verso 2,35 circa.
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