E’ crisi per il mercauto dell’ auto, Italia scende al 20° posto come produttore

Scritto il alle 21:28 da [email protected]

E’ crisi per il mercato dell’ auto, l’ Italia scende al 20° posto dal 9° di ventanni fa, per l’ anno in corso si stima addirittura un peggioramento del 16% del mercato italiano dell’auto e del 24% dei veicoli commerciali leggeri,  lo ha detto il direttore dell’Anfia Gianmarco Giorda parlando al convegno sull’automotive organizzato da Uiga, aggiungendo, per far capire la drammatica situzione del Belpaese: “In Germania viene immatricolata una macchina ogni due vendute, lo stesso accade in Spagna e in Francia quello che viene prodotto viene all’incirca venduto. In Italia invece per ogni auto prodotta ne vendiamo circa quattro e questo rapporto è destinato a salire”.

Niente di buono arriva anche dal direttore generale dell’Unrae Romano Valente,che stima le vendite di auto per il 2012 in 1,4 milioni di vetture, molto al di sotto di un mercato normale di circa 2 milioni, quindi la perdita del gettito Iva a fine anno sarebbe di 2,3 miliardi di euro, aggiunge anche:  “nessuno finora abbia tenuto conto dell’effetto boomerang che le due manovre, dell’estate 2001 e la Salva Italia, per un totale di 8,7 miliardi di euro, avrebbero avuto sui conti dello Stato, dal 2007 ad oggi si sono persi 43 acquirenti di auto su 100 e si va verso una perdita di 1 milione di auto vendute. In questa situazione, ci saremmo aspettati da parte del Governo interventi strutturali che non ci sono stato per sostenere il settore. La situazione attuale del mercato è così grave che oggi è difficile anche vendere vetture a chilometri zero“.

Per il direttore di Federauto, Gianfranco Soranna, i concessionari sono in pericolo, in Italia e’ prevista una perdita di 650/550 chiusure, passando dai 3850 del 2007 a 3200/3300 stimati per il 2012, nel 2002 erano 4.330. Soranna aggiugne che: “Siamo di fronte a un processo di ridimensionamento che allontana dal settore dell’auto risorse finanziarie e imprenditoriali e il Governo e’ assolutamente informato della situazione. Il problema e’ il crollo delle domanda delle famiglie e la fiscalita’ elevata. E’ questo il doppio fronte su cui bisogna intervenire”.

 

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