310 miliardi è l’ ammontare che Berlino dovrà pagare per il salvataggio della moneta unica. Ecco un’ articolo dettagliato sul quotidiano tedesco di economia e finanza “Handelsblatt“, che fa i conti e mette in evidenza i paesi più indebitati dell’ Eurozona, il calcolo è realizzato dal ministro delle finanze tedesco, al primo posto troviamo la Grecia con il 160% del debito sul PIL, al secondo cè il Belpaese col 123%, e al terzo l’ Irlanda col 116,1%. Sempre nell’ articolo si fa riferimento anche a quanto e’ già stato speso per la Grecia e gli altri Paesi dell’Ue, al finanziamento a favore dell’FMI e tutte le altre voci di spesa che i tedeschi hanno dovuto sostenere.
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Questi dati dell’Handelsblatt si riferiscono espressamente solo ed esclusivamente ai vincoli di garanzia tedeschi nell’ambito dei due fondi salva-Stati (EFSF e ESM). Questi due fondi – da soli, piú un paio di garanzie minori in ambito EU – impegnano la Germania per oltre 310 miliardi.
Ma questa è solo la punta dell’iceberg. In realtà le cose stanno un po’ diversamente: già oggi i saldi target2 costituiscono, per la Germania, un’ulteriore esposizione di 644 miliardi (dati di maggio 2012). A ciò si aggiunge l’imponderabile costituito dall’esposizione della Bundesbank come membro della BCE (che si è riempita le casse – con il voto dell’area Med, contro il parere tedesco – di titoli che potrebbero rivelarsi, con grande probabilità, carta straccia e che potrebbero portare ad un ulteriore perdita nell’ordine di molte decine – o piú – di miliardi).
Insomma – con l’euro la Germania si è messa veramente nei guai, dimostrando quanto avessero ragione coloro che (la maggioranza dei tedeschi) che non volevano assolutamente rinunciare al marco e non si fidavano delle promesse “europeiste” di Kohl. I fatti hanno dimostrato che Kohl ha ingannato (consapevolmente?) il suo popolo – e che adesso i tedeschi si trovano a dover pagare un conto terrificante (che non sono peraltro in grado di sostenere).
Una considerazione per coloro che continuano a vedere la Germania come Paese avvantaggiato dall’Euro nell’export: il presunto “guadagno” tedesco derivante dalle esportazioni nell’area euro è – in realtà (cioè: con i saldi target 2) – una perdita netta. Questi 640 miliardi di saldi target2 sono infatti il frutto di prodotti esportati dalla Germania in area euro e pagati, di fatto, dalla “Bundesbank” – che li vanta come crediti nei confronti della BCE: insoma – un’esportazione tedesca pagata, almeno per ora, dai contribuenti tedeschi. Se questo è il vantaggio per la Germania…. preferisco non essere tedesco. E soprattutto preferirei non essere nell’area euro.