Tempi difficili…ecco REGOLE e possibili ERRORI dell’investitore NON esperto

Scritto il alle 09:22 da [email protected]

Tempi difficili…ecco REGOLE e possibili ERRORI dell’investitore NON esperto
Il mondo degli investimenti finanziari e’ sempre piu’ frequentato, sia perche’ gli italiani sono piu’ ricchi, sia perche’ la finanza non e’ piu’ solo qualcosa per gli addetti ai lavori.
Ma che non sia tutto rosa, purtroppo, non e’ una nostra invenzione. Le recenti e ancora bollenti questioni tipo Cirio o “4You” o titoli argentini, sono anche cronaca giudiziaria. Per questo abbiamo stilato un decalogo di riferimento per l’investitore finanziario non esperto, ricordando che anche sullo specifico sito Internet dell’associazione (clicca qui) l’obiettivo principale e’ quello di informare in modo semplice e diretto, rispondendo anche agli specifici quesiti che i risparmiatori ci pongono…

1) Chiarirsi le idee su cosa si vuole dai propri soldi:
– protezione dall’inflazione per il capitale che si prevede di utilizzare nei prossimi 3-5 anni;
– investimento solo per i soldi che sicuramente non servono nei prossimi 3-5 anni.

2) Dichiarare per iscritto all’intermediario finanziario la propria propensione al rischio, abitudini e obiettivi d’investimento. Non barrare mai la casella con la quale si dichiara di non voler fornire queste informazioni, anzi e’ bene integrarle indicando espressamente le tipologie d’investimento che si desidera escludere.

3) Prendere sempre tempo. Non sottoscrivere mai investimenti subito dopo che il venditore (in banca o il promotore finanziario) ha terminato la descrizione. Diffidare sempre dagli investimenti che devono essere compiuti entro una certa data. Richiedere sempre copia di tutta la documentazione (prospetti informativi) e leggerla con calma da soli. Firmare solo dopo aver compreso ogni aspetto della documentazione letta. Se il venditore non vuole fornire questa documentazione escludere a prescindere l’investimento.

4) Investire solo in strumenti finanziari che si sono pienamente compresi leggendo la documentazione. Non fidarsi mai delle cose dette a voce dal venditore, se la documentazione fornita non aiuta a comprendere pienamente l’investimento e’ meglio non investire. Se siamo abbastanza sicuri, ma si tratta di tipologie d’investimento nuove, investire solo piccole parti del proprio patrimonio finanziario (1 o 2% al massimo), si puo’ sempre integrare successivamente.

5) Non investire in singoli titoli azionari, ne’ in obbligazioni che non siano emesse da Governi affidabili. Si corrono solo dei rischi aggiuntivi che non sono ripagati da adeguati rendimenti medi attesi.

6) Non investire in strumenti non quotati. Questa semplice regola preserva da moltissimi problemi. La quotazione in un mercato finanziario regolamentato non solo offre la liquidabilita’ dell’investimento, ma preserva anche da tanti strumenti finanziari inutilmente costosi e talvolta poco trasparenti (come i fondi comuni d’investimento non quotati, le gestioni patrimoniali in quote di fondi, le unit-linked, le varie obbligazioni strutturate e tutte le diavolerie dell’ingegneria finanziaria che gli intermediari inventano per far pagare commissioni ai propri clienti).

7) Per la protezione del capitale utilizzare: titoli di stato a breve termine o indicizzati, buoni postali fruttiferi, conti di deposito ad alta remunerazione (senza costi) e fondi monetari senza commissioni di gestione (o con commissioni di gestione inferiori allo 0,3%). Non utilizzare prodotti finanziari generalmente definiti “a capitale garantito”.

8) Per gli investimenti utilizzare: titoli di stato per la parte obbligazionaria, fondi comuni indicizzati o (meglio) ETF per la componente azionaria. Le proporzioni dipendono dal proprio profilo d’investitore, meno esperienza si ha e meno componente azionaria si deve inserire in portafoglio.

9) Per accantonare risparmi. Non utilizzare polizze vita (sono inutilmente costose). I PAC sono una buona soluzione a patto che prevedano basse commissioni di ingresso (se non nulle) e di gestione, ma e’ preferibile comunque diminuire la frequenza dell’investimento (trimestrale, invece che mensile) ed investire direttamente in titoli (obbligazioni o ETF). L’investimento rateizzato (specialmente per la componente azionaria) e’ un’ottima forma di investimento.

10) Se si avverte la necessita’ di una consulenza. Non pensare di ricevere consulenza dai funzionari bancari o dai promotori finanziari, la loro funzione principale e’ quella di vendere prodotti finanziari. Sono in conflitto d’interesse e possono, al massimo, fornire consulenza strumentale alla vendita dei prodotti. Dal Novembre 2007 e’ stata regolamentata la figura del consulente finanziario indipendente. Se si dispone di un capitale finanziario ingente e non si vuole fare da soli, meglio affidarsi ad un professionista pagato direttamente dall’investitore che a soggetti in palese conflitto d’interesse…

ed ecco di seguito… i 10 errori più comuni negli investimenti finanziari.

# 1

L’errore: Confondere un rendimento nominale con il rendimento reale. Pensare che sia facile avere un rendimento superiore alla media e che sia mediocre investire per puntare al rendimento medio del mercato.
Cosa c’e’ da sapere: Il rendimento medio e’ fornito dalla crescita economica. Per avere un rendimento in eccesso e’ necessario che qualcun altro nel mercato abbia un sottorendimento.
Un buona risposta all’errore: Investire in fondi indice o ETF per avere dei sani rendimenti di lungo termine. Aggiungere liquidita’ o obbligazioni per aggiustare il rapporto rischio/rendimento.

# 2

L’errore: Comprare azioni solo di societa’ ben amministrate
Cosa c’e’ da sapere: L’azione non e’ la compagnia! La differenza sta nel prezzo che si paga per l’azione.
Un buona risposta all’errore: Comprare strumenti di investimento che diversificano ampiamente come gli ETF o i fondi indicizzati

# 3

L’errore: Pensare che se uno strumento finanziario ha dato buoni rendimenti in passato sia piu’ probabile che continuera’ a farlo in futuro. Pagare commissioni di gestione sulla base dei passati rendimenti.
Cosa c’e’ da sapere: I mercati finanziari sono completamente imprevedibili. Ogni previsione su di essi ha un probabilita’ di realizzarsi (o di non realizzarsi) oscillante fra il 40 ed il 60%
Un buona risposta all’errore: Non pagare commissioni per la gestione attiva sulla base dei passati rendimenti. Investire nelle principali categorie di investimenti (azioni, obbligazioni, immobili, liquidita’ e strumenti alternativi) in base ai propri obbiettivi finanziari, tolleranza e propensione al rischio finanziario.

# 4

L’errore: Prendere decisioni sui singoli strumenti finanziari e non nell’ottica del complesso del portafoglio.
Cosa c’e’ da sapere: Le caratteristiche di rischio del complesso del portafoglio sono largamente prevedibili.
Un buona risposta all’errore: Porre l’attenzione su una buona diversificazione del complesso del portafoglio che si combini con la giusta dose di rischio in base ai propri obiettivi e possibilita’.

# 5

L’errore: Pensare che commissioni, costi tecnici e tassazione non siano importanti.
Cosa c’e’ da sapere: La gestione del risparmio in Italia, costa mediamente il 3% annuo. Nel lungo periodo, questo costo ha un impatto drammatico sul rendimento composto effettivo.
Un buona risposta all’errore: Utilizzare semplici titoli per la componente obbligazionaria del portafoglio, ETF o fondi indicizzati a basse commissioni di gestione per la parte azionaria.

# 6

L’errore: Avere tutti i risparmi in conti correnti o strumenti monetari.
Cosa c’e’ da sapere: I mercati finanziari pagano un “premio per il rischio” non diversificabile
Un buona risposta all’errore: Avere un portafoglio ben diversificato permette di avere dei redditi aggiuntivi a quelli derivanti dal lavoro.

# 7

L’errore: Farsi prendere dal panico quando le cose vanno male e dall’avidita’ quando le cose vanno bene
Cosa c’e’ da sapere: Le aspettative di rendimento futuro hanno scarsissima relazione con i rendimenti passati.
Un buona risposta all’errore: Basare la composizione del portafoglio finanziario sul rapporto rischio/rendimento attesi di lungo periodo.

# 8

L’errore: Non fare mai cambiamenti alla composizione del portafoglio anche quando il proprio patrimonio, per effetto dei mercati o per situazioni personali, e’ cambiato.
Cosa c’e’ da sapere: Alcune oscillazioni dei mercati possono generare perdite non recuperabili con un normale andamento dei mercati finanziari. Il giusto rapporto fra rischio/rendimento e’ fortemente influenzato anche dalla consistenza del patrimonio.
Un buona risposta all’errore: Verificare con attenzione qual e’ la massima perdita (in valore assoluto) sopportabile in base al proprio patrimonio, e fare i relativi aggiustamenti nelle componenti di investimento per rispettare questo vincolo di rischio.

# 9

L’errore: Spendere molto tempo con giornali, TV e siti Internet finanziari.
Cosa c’e’ da sapere: Il rischio non diversificabile, la diminuzione dei costi e delle tasse mantengono il loro valore anche quando vengono utilizzati da tutti, le idee per avere extra-rendimenti finanziari, no.
Un buona risposta all’errore: Non tentare di acquistare l’azione “giusta” o di entrare e uscire nel “momento giusto”. Ci riescono solo i bugiardi.

# 10

L’errore: Affidarsi a consulenti che sono bravi solo a movimentare il portafoglio in base a improbabili previsioni sui movimenti futuri dei mercati o pagare alte commissioni per improduttive gestioni di fondi comuni o gestioni patrimoniali.
Cosa c’e’ da sapere: La stragrande maggioranza dei servizi finanziari e’ strutturata in modo da produrre potenti conflitti di interessi fra cliente e intermediari. Poiche’ il cliente e’ la parte piu’ debole in quanto dotato di minori conoscenze, questi conflitti di interessi si traducono in costi completamente improduttivi.
Un buona risposta all’errore: Considerare la possibilita’ di affidarsi a pianificatori finanziari indipendenti pagati esclusivamente a parcella e a money manager che mantengono molto bassi i livelli commissionali e enfatizzano la gestione dei rischi finanziari piuttosto che i rendimenti

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